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Il Conte 2 punta ad un’Italia “Smart Nation”. E al Faberlab si parla di Blockchain

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AL FABERLAB SI PARLA DI BLOCKCHAIN (CHE NON SERVE SOLO PER I BITCOIN)
Giovedì 19 settembre, alle ore 18, il giornalista ed esperto di Blockchain Mauro Bellini parlerà di quanto questa nuova tecnologia stia rivoluzionando non solo il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione ma anche le relazioni quotidiane tra le imprese. Piccole o grosse che siano. Il seminario rappresenta un’occasione importante per entrare nel merito della Blockchain, ad oggi interessata da tanti miti e qualche fake news (che Bellini smonta e spiega). Per esempio: questa “piattaforma” non serve solo per le transazioni economiche di moneta virtuale. Anzi, sono proprio le aziende che lavorano in consorzi, cooperative o in filiera a potersene avvantaggiare maggiormente. Per esempio attraverso gli smart contract. Curiosi di saperne di più? Iscrivetevi (QUI) all’incontro di giovedì: i casi di imprese che hanno già investito nella Blockchain e che stanno risparmiando risorse e tempo, sono incoraggianti.
Varesenews: La Blockchain non si usa solo nei Bitcoin

IL DISCORSO DI CONTE E’ PIACIUTO? OPINIONI A CONFRONTO
Il Conte 2 incassa la fiducia della Camera, e il Premier guarda ad una “nuova stagione di governo” fatta non solo di proposte e azioni per il bene degli italiani, ma anche basata su un linguaggio nuovo in cui «equilibrio e misura, sobrietà e rigore» devono essere i parametri della comunicazione. Prima di passare ad una rapida carrellata sulle promesse del governo giallorosso, raccogliamo da “Il Fatto Quotidiano” alcune opinioni su “cosa è piaciuto e cosa no” del discorso di Giuseppe Conte:

  • Antonio Padellaro, direttore del “Fatto”: «Ha introdotto nella politica italiana il metodo del ribattere colpo su colpo. Che già non piace ai cultori del cosiddetto galateo istituzionale secondo i quali se si definisce un presidente del Consiglio traditore, voltagabbana, imbroglione, imbullonato alla poltrona (mentre all’esterno la garbata piazza dell’opposizione grida al golpe) costui dovrebbe limitarsi a rispondere, sistemandosi la redingote…»;
  • Peter Gomez, direttore del sito “ilfattoquotidiano.it”: «Il programma è bello, articolato, innovativo. Ma ha bisogno di tempo per essere realizzato. Vedremo se Conte saprà convincere gli italiani a concederglielo»;
  • Marco Revelli, politologo e studioso dei populismi: «La scelta delle parole – “umiltà, “equilibrio”, “rigore”, “sobrietà”, “misura” – e l’insistere sulla discontinuità culturale, lasciandosi alle spalle il frastuono delle “dichiarazioni bellicose”, sono segnali apprezzabili. La parte programmatica mi è sembrata molto democratica e poco populista…»;
  • Chiara Saraceno, sociologa: «…Del suo discorso mi ha colpito la totale assenza di autocritica. Come possiamo fidarci quando dice che lavorerà per un governo che duri fino al termine della legislatura, o quando dice che ci sarà un vero cambiamento, o che lui ne sarà il garante? Sono cose già sentite l’anno scorso»;
  • Gianfranco Pasquino, accademico di Scienza Politica: «Trovo positivo che si voglia iniziare una stagione riformatrice, ma bisogna augurarsi che i cosiddetti riformatori di oggi abbiano studiato almeno Giolitti».

DALLE PAROLE AI FATTI: ORA E’ TEMPO DI PENSARE AGLI ITALIANI
L’agenda delle riforme prende il via da quella frase che Giuseppe Saragat (e che Giuseppe Conte ricorda) pronunciò alla seduta inaugurale dell’Assemblea costituente: «Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano». Dal Corriere della Sera e da “La Stampa”:

  • Contrasto all’evasione: per bloccare i rialzi dell’Iva servono 23 miliardi di euro (solo nel 2020). Le risorse si troveranno grazie alla spending review e al contrasto all’evasione;
  • Tasse: c’è una sola strategia, ed è quella del «tutti devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno»;
  • Cuneo fiscale: il taglio del cuneo fiscale andrà a vantaggio dei dipendenti. Si dovrebbe partire da una dote di circa 5 miliardi di euro per un bonus netto di circa 1.500 euro l’anno per chi guadagna fino a 26mila euro lordi l’anno. Se si troveranno altre risorse, l’intervento potrà interessare anche la soglia massima di reddito fino a 55mila euro;
  • Asili nido: sarà cancellata la retta degli asili nido a partire dal 2020-2021 per le famiglie con redditi bassi e medi;
  • Salario minimo a 9 euro: sarà garantito attraverso l’efficacia erga omnes dei contratti collettivi firmati da sindacati più grandi;
  • Autostrade e ambiente: in agenda ci sono la norma sull’acqua, le scelte in materia di trivellazioni per la ricerca di idrocarburi e l’assetto delle concessioni autostradali. Tutto il sistema sarà sottoposto «ad una progressiva e inesorabile revisione». Il premier promette anche un Green New Deal, «un nuovo corso che garantisca rigenerazione urbana e riconversione energetica»;
  • Innovazione: Conte vuole trasformare l’Italia in una «Smart Nation». Un Ministero dedicato aiuterà imprese e Pa a correre sull’autostrada digitale.
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