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Macchinari su, crollano le costruzioni: l’Italia resta in chiaroscuro

Helmet placed on the tool after work

In particolare, il ripristino del superammortamento ha sostenuto una crescita congiunturale del 5,3% degli investimenti in impianti e macchinari, dopo il calo dell’1,7% nel primo trimestre dell’anno contestuale alla mancata proroga dell’incentivo fiscale nella legge di bilancio 2019.

Di segno opposto, invece, la situazione nelle costruzioni. Dopo quattro trimestri consecutivi di crescita, gli investimenti tornano in territorio negativo (-0,4%). Tale andamento preoccupa particolarmente le micro e piccole imprese – che in Italia determinano l’88,9% dell’occupazione del comparto, ben 13,6 punti superiore al 75,3% della media Ue – anche a causa dello spiazzamento subito nel settore degli interventi incentivati dall’ecobonus. Una impresa tipo di cinque addetti specializzata su questo segmento di mercato, non avendo capienza per praticare tale sconto, secondo le analisi deve rinunciare al 58% dei lavori. A fronte di un calo della domanda, si registra una riduzione dello 0,5% del valore aggiunto delle costruzioni.

Il calo dell’attività nel comparto manifatturiero, intrecciato con la minore domanda proveniente dalla Germania si concretizza in una flessione dello 0,4% del valore aggiunto di manifattura, estrattivo, energia e utilities.

Il valore aggiunto dei servizi sale di un limitato 0,1%, con un contributo positivo per attività professionali (+1%), attività artistiche, di intrattenimento e gli altri servizi (+0,4%) e attività immobiliari (+0,3%), mentre è stazionario il valore aggiunto del comparto di commercio, riparazione di veicoli, trasporto, magazzinaggio, alloggio e ristorazione e quello dell’amministrazione pubblica, difesa, istruzione e sanità. In negativo i servizi di informazione e comunicazione (-0,9%) e le attività finanziarie e assicurative (-0,1%).

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