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Home «Non buttate anche il buono alle ortiche. Servono politiche equilibrate, non equilibrismi»

«Non buttate anche il buono alle ortiche. Servono politiche equilibrate, non equilibrismi»

Davide Galli«Responsabili con la società e con l’ambiente ma anche imprenditori liberi di fare impresa in un Paese dove una riduzione non calibrata delle tasse non può trasformarsi nell’anticamera di una nuova pericolosissima recessione: chiediamo equilibrio, non equilibrismi elettoralistici, visione prospettica a medio-lungo termine e coraggio nelle scelte».

A poche ore dal via libera delle Camere alla Governo Conte 2, il presidente di Confartigianato Imprese Varese Davide Galli torna a parlare a nome della piccola e media impresa, perché «le scelte che l’Esecutivo farà da qui alla fine dell’anno condizioneranno non solo il Paese nel suo complesso ma anche il territorio nel quale viviamo, compresso in una crisi di identità e strutturale ancora non superata».

Per questo, a fronte di una debolezza che si ripercuote anche sul manifatturiero (-16% del tasso di occupazione) – enfatizzata dall’invecchiamento della popolazione e della scarsa attrattività nei confronti di giovani con elevata preparazione culturale e startup innovative – sono la salute del tessuto sociale, la valorizzazione ambientale e la possibilità di pianificazione e semplificazione a lungo termine le richieste che arrivano dalle piccole e medie imprese.

«Le parole pronunciate dal premier Conte, con il riferimento diretto alla condivisione di buone prassi per la programmazione del futuro economico del Paese, pur in un contesto di libero mercato, trovano piena condivisione ma sollevano anche qualche preoccupazione – prosegue Galli – Una sterzata brusca delle politiche nazionali, con cancellazione tout court delle scelte adottate nei 14 mesi di guida Lega/M5S, non è nell’interesse di nessuno, tanto meno di quella continuità normativa che rende possibile la pianificazione imprenditoriale e gli investimenti nel Paese».

No ai tratti di penna, no alla tentazione di gettare alle ortiche provvedimenti sui quali casomai apportare utili correttivi, no all’abbandono delle buone prassi «introdotte, ad esempio, da un reddito di cittadinanza sul quale intervenire correggendo le storture senza limitarne l’impatto di salvaguardia sociale, utile al benessere dei territori e all’ossigenazione del mercato interno». E no all’eliminazione incondizionata – che non pare comunque all’ordine del giorno – di Quota 100, «un provvedimento che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe consentire l’ingresso dei giovani nell’impresa, sostenendola nel rinnovamento e nell’innovazione».

L’appello di Galli è all’equilibrio, a discapito di equilibrismi politici sui quali pesa il rischio di privare il Paese della visione necessaria a pianificare obiettivi a medio-lungo termine. «Abbiamo bisogno di futuro e di politiche di visione strategica, che contemplino tra l’altro un doveroso e forte intervento nella direzione della sostenibilità ambientale, fondamentale per il nostro territorio, che già oggi si colloca tra i primi 20 in Italia per investimenti green e che sta conquistando una leadership anche industriale nella mobilità sostenibile».

Tra gli altri fascicoli da mantenere all’ordine del giorno nei ruoli ministeriali, «l’attenzione dell’Italia – attraverso adeguate politiche europee – alle pesantissime conseguenze della guerra dei dazi, rovinosa per l’equilibrio dei mercati e delle esportazioni di un Paese come il nostro che affida all’export buona parte del successo della propria manifattura». E la provincia di Varese, non fa eccezione. Basti ricordare che nei primi nove mesi del 2017, l’export ammontava a 7,1 miliardi di euro; un anno dopo il fatturato raggiungeva quota 7,8 e, da allora, la tendenza è stata al rialzo.

«C’è infine la stabilità sociale, nel cui contesto solido e sano – sia a livello locale, che nazionale che internazionale – operano imprese sane e disposte a mettere il proprio valore aggiunto a disposizione della crescita e dello sviluppo della collettività». E su questo, equilibrate politiche per l’innovazione (anche in questo caso, senza inutili equilibrismi), «peseranno sul futuro del sistema economico nel suo complesso».

Sfide complesse per il governo Conte 2 e per l’altro Governo: quello, nascente, dell’Unione Europea.

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