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Home Non solo “poltrone”. L’obiettivo è NO patrimoniale, SI al taglio delle tasse

Non solo “poltrone”. L’obiettivo è NO patrimoniale, SI al taglio delle tasse

tasse-calcolatrice-fotolia-k7db-835x437ilsole24ore-web#rassegnastampa Meno due (nelle previsioni del premier incaricato) e il nuovo Governo giallorosso potrebbe vedere la luce sotto la guida del primo ministro incaricato Giuseppe Conte e senza vice (almeno stando alle ultime dichiarazioni piddine).

A margine del consueto balletto di nomi per le “poltrone” di peso (ma il termine non piace ad Angelo Panebianco, che sull’editoriale pubblicato dal Corsera richiama al ruolo e all’importanza del Parlamento e alla serietà del voto), si torna a parlare di contenuti. A cominciare dal richiamo di Aldo Cazzullo (sempre sul giornalone di via Solferino) al taglio delle tasse: «Il vituperato Governo Renzi ha trasmesso un messaggio: la sinistra non è nemica di chi intraprende, risparmia, percepisce un reddito da lavoro. Se l’abbraccio populista dei grillini riportasse la sinistra indietro di un quarto di secolo, se il riformismo sentisse il richiamo della foresta del postcomunismo, altro che la destra sopra il 40% e Salvini in piazza (…)».

Un riferimento diretto al ceto medio da difendere e alla patrimoniale da non fare. Scrive Ferruccio De Bortoli sull’Economia che «tra case e risparmi», la “spremitura” del contribuente già oggi costa 46 miliardi all’anno, «metterne ancora non è una buona idea ma un’ingiustizia verso chi paga già. Perché non si fa una seria lotta all’evasione (piuttosto, ndr)?» si domanda l’ex direttore di Corriere e Sole mentre Cristiano Dell’Oste e Valentina Melis, dalle pagine del 24 Ore, ricordano – casomai la busta paga non fosse un meme sufficiente – che c’è il cuneo fiscale sul quale mettere testa e fondi con urgenza. D’altronde oggi il cuneo fiscale e contributivo tocca già un pauroso 47,9%, che colloca l’Italia al terzo su scala internazionale, superata sul podio solo da Belgio (52,7%) e Germania (49,5%). Un taglio è auspicabile, ricorda il giornale economico nazionale, ma tre restano i nodi: le risorse, la sostenibilità previdenziale e le finalità dell’operazione.

In chiave di politica estera, il mondo che non si ferma alle soglie di Palazzo Chigi apre una finestra sulla Germania – dove le consultazioni in Brandeburgo e Sassonia premiano senza incoronazione l’ascesa costante dell’ultradestra dell’AfD (che pure non diventa il primo partito) – e sulla Gran Bretagna, dove «la notte del 31 ottobre 2019 rischia di essere la notte delle streghe per molti sudditi di Sua Maestà britannica. E purtroppo non solo per loro». Halloween potrebbe infatti coincidere con l’hard Brexit, l’uscita non concordata dall’Ue, un evento ancora difficile da decifrare nel dettaglio sul quale pesano le ombre dei dazi (anche sugli acquisti online), delle barriere doganali e della doppia tassazione. E le incognite potrebbero non finire qui, a giudicare dalle incertezze che ancora pesano sul tema (Italia Oggi Sette).

Molto più certa, perché definita dalle cifre snocciolate dal Sole 24 Ore nella tredicesima edizione dell’Indice di sportività sulla diffusione e sulla qualità dello sport in Italia elaborata da PtsClas, è la quattordicesima posizione di Varese nella classifica dominata di nuovo da Trento. Una vittoria conquistata perlopiù a suon di strutture sportive e di risultati, come l’assegnazione – da parte del consiglio straordinario delle Federazioni Europee, del Campionato Europeo assoluto di Canottaggio 2021 a Varese.

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