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Pechino compra soia e carne di maiale dagli Usa: è disgelo?

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Il ministero del Commercio della Cina ha annunciato un accordo sull’acquisto di “ingenti quantitativi” di carne di maiale e soia dagli Usa. Uno sviluppo in cui i mercati hanno subito visto un segnale incoraggiante sulla imminente ripresa dei negoziati tra i due giganti globali sul commercio. Il portavoce del ministero cinese, Gao Feng, secondo quanto riporta Dow Jones non ha precisato prezzi e quantitativi dell’accordo. Tuttavia, in precedenza Pechino aveva avvertito che le importazioni di soia, carne di maiale e altri prodotti agricoli Usa sarebbero state esentate dai dazi punitivi decisi in rappresaglia a quelli statunitensi.
L’intesa viaggia in parallelo alle trattative generali sul commercio, ma su alcuni segmenti deriva anche da particolari necessità della Cina. In particolare sulla carne di maiale, tanto che il portavoce ha riferito che il governo sbloccherà altre 10.000 tonnellate di riserve in occasione dei 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare del primo ottobre. Ricordiamo che ad agosto i prezzi sono schizzati di quasi il 50% per la peste suina africana che sta decimando gli allevamenti cinesi.
Insomma, l’allentamento della tensione tra Usa e Cina potrebbe passare attraverso il cibo, ma la domanda resta: la decisione del Dragone segnerà l’inizio del disgelo nella guerra dei dazi? E’ presto per dirlo, ma le tensioni tra le due super potenze sembrano stemperarsi.
Da sottolineare che dopo due frenate negli ultimi 12 mesi, la crescita globale sta ritrovando il passo con un’attività economica in espansione al 2,6% in settembre e un Pil globale poco sotto il 3%, appena sotto l’ultimo dato disponibile che cifra la crescita al 3,25%. L’economia americana avanza in linea con il trend globale, con il Pil del terzo trimestre che punta al 2,2%, vicino al potenziale, spinta dal buon andamento di costruzioni e immobiliare ma frenata dalla debolezza del manifatturiero.
Anche la Cina sembra aver sostanzialmente assorbito l’impatto delle tensioni commerciali, mentre l’Europa non riesce a tenere il passo con il resto del pianeta, appesantita da un’economia tedesca che soffre di problemi strutturali e dal tormentone senza fine della Brexit.
Un quadro incoraggiante per la crescita globale, quindi, dipinto da una recentissima research di Goldman Sachs che pubblica anche il suo Indicatore dell’attività economica globale (CAI) stabile al 2,6% in settembre.

Redazione – www.huffingtonpost.it / www.askanews.it

 

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