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RIPRESA?/ Italia senza cartucce, tutto dipende dall’Europa

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L’industria italiana ha fatto registrare a luglio nuovi dati, relativi a fatturato e ordinativi, ancora in calo. Giuseppe Conte, intanto, incontrando ieri i sindacati, ha confermato che il Governo intende “tenere i conti in ordine”, puntando anche su “una seria lotta all’evasione fiscale”. Per la manovra l’esecutivo sta studiando una riduzione del cuneo fiscale, un piano di interventi per il Mezzogiorno e una nuova agenda di investimenti verdi. Basterà tutto questo a riportare l’economia del Paese verso la crescita? Lo abbiamo chiesto a Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison. (Qui un estratto dall’intervista pubblicata su www.ilsussidiario.net).
L’anno si chiuderà con un Pil in negativo?
Cosa possa succedere nel quarto trimestre, se ci possa essere un mini-rimbalzo, è tutto da vedere. Molto dipenderà anche da quello che farà la Germania. Credo che l’economia tedesca vivrà un anno difficile, peggiore rispetto alle previsioni, e per l’Italia sarà quindi arduo invertire una tendenza che ha visto il Pil andare in negativo nella prima parte dell’anno. Dopo che c’è stato un blocco della ripresa nella seconda parte del 2018, tutto il 2019 sarà sostanzialmente a crescita zero, al di là dei decimali positivi o negativi che ci saranno.
Questo peserà anche sui conti pubblici…
Certo, ci sarà un impatto sui nostri vincoli di spesa, perché se il Pil resta fermo i rapporti debito/Pil e deficit/Pil non scendono. Soltanto con una trattativa, che speriamo possa essere dignitosa, con l’Europa, potremmo forse ottenere qualche spazio di manovra, non tanto per rispettare i precedenti impegni, ma soprattutto per avere qualche margine di spesa. Il problema è che non abbiamo cartucce in questo momento per rilanciare la crescita.
Nell’incontro con i sindacati Conte ha spiegato su quali interventi il Governo punta per la manovra. Cosa ne pensa?
Sono tutti fronti corretti per favorire la crescita. Gli investimenti verdi possono aiutare a creare lavoro e ad aumentare le vendite di imprese italiane attive nel settore. Mettere soldi in più in busta paga ai lavoratori va benissimo, come pure è cruciale sostenere il Mezzogiorno. Purtroppo però dovremo ingegnarci a trovare le risorse, perché abbiamo un debito pubblico che cresce più di prima.
Il Premier ha parlato di una seria lotta all’evasione fiscale. Le risorse potrebbero arrivare da lì.
Possiamo recuperare delle risorse, ma ci vuole tempo. La fatturazione elettronica ha già prodotto dei risultati notevoli che non saranno replicabili in tempi brevi. Nel frattempo Quota 100 e Reddito di cittadinanza hanno contribuito a far crescere il debito pubblico. Basti pensare che al 30 giugno 2019 c’è stato un suo aumento in valore assoluto, rispetto al 30 giugno 2018, di 55,8 miliardi di euro, mentre la differenza tra 30 giugno 2018 e 30 giugno 2017 era stata di 34 miliardi.

Lorenzo Torrisi – www.ilsussidiario.net

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