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Settore Moda: Varese svetta tra le province lombarde più specializzate

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La Moda “Made in Lombardia” è “piccola”
. Infatti, delle 15.656 imprese lombarde registrate (che rappresentano l’1,7% del totale), quelle artigiane arrivano al 3,2%. Il settore – tessile, confezione articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia, fabbricazione di articoli in pelle –si dimostra vivace proprio nelle realtà di dimensioni ridotte. Lo confermano i dati: la metà delle imprese del settore (7.783 unità, il 49,7%) rappresentano la quota doppia rispetto al 25,4% del totale dell’artigianato sul totale delle imprese. Nel comparto artigiano circa due terzi (64,4%) delle aziende della Moda conta 5.015 imprese nella Confezione di articoli di abbigliamento (56,8% delle 8.824 imprese totali), 1.789 imprese nel Tessile (38% delle 4.705 imprese totali) e 979 imprese degli Articoli in pelle (45,7% del 2.140 imprese totali).
Se si dà un’occhiata alle performance economiche del II trimestre 2019, gli entusiasmi un poco si spengono. Ed è proprio la produzione manifatturiera artigiana ad accusare il colpo: la variazione con lo stesso periodo del 2018 porta ad un -0,4% per il settore tessile, al -0,9% per l’abbigliamento e al -2,4% per pelli e calzature. I mercati, però, sono capricciosi e gli ordini interni mostrano una dinamica contrapposta a quella complessiva (-1,2%) per pelli e calzature (+1,9%) e abbigliamento (+3,8%).

L’EXPORT DA’ LA CARICA GIUSTA
Una buona attività di internazionalizzazione incide positivamente sul fatturato. Secondo l’ultima rilevazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, nei primi sei mesi del 2019 sono 20 i mercati sui quali arriva l’81,3% di tessuti, abbigliamento, articoli in pelle e calzature “Made in Lombardia”. Nella classifica delle imprese lombarde le prime quattro posizioni sono occupate da Stati Uniti (la quota dell’export è del 10,3%), Francia (9,9%), Hong Kong (8%) e Cina (7%). A livello provinciale i primi tre posti sono occupati da Francia, Germania e Honk Kong per le aziende di Varese; Francia, Spagna e Germania per quelle di Como; Stati Uniti, Hong Kong e Cina per quanto riguarda la piazza di Milano. Da sottolineare che, nei primi sei mesi del 2019 l’export della moda rappresenta nella nostra regione l’11,1% del totale dell’export manifatturiero. E che le vendite sui mercati esteri di articoli di moda prodotti in Lombardia sono cresciute del 4,3%. Oltre la metà (59,6%) dell’abbigliamento, del tessile e delle calzature realizzati da imprese lombarde è destinato a mercati Extra UE28 (59,6%).

SCOMMETTERE SUGLI INVESTIMENTI
L’andamento positivo è dettato, probabilmente, anche all’attenzione dimostrata dagli imprenditori sul fronte degli investimenti in processi e prodotti. Nel 2018, infatti, la quota di imprese artigiane del comparto moda che hanno immesso risorse nella gestione aziendale si attesta al 15% per l’abbigliamento, al 21,9% per pelli e calzature e al 28,9% per il tessile (unico valore tra i tre superiore alla media del 28%).

TRA LE DUE PROVINCE AD ALTA SPECIALIZZAZIONE, C’E’ VARESE
Tutto questo, nonostante una situazione economica difficile che ha registrato a livello lombardo – tra il II trimestre 2018 e il II trimestre 2019 – un dato negativo del – 2,4% nel numero di imprese registrate: si passa da 16.048 a 15.656. E se nell’artigianato lombardo si registra un – 3,2% (delle 8.037 aziende del 2018 ne sono rimaste 7.783), sul territorio di Varese il dato si assesta su un – 3,9%. Sempre a Varese, nel 2017 si contavano 1.275 micro e piccole imprese (da 0 a 50 dipendenti) per un totale di 8.374 addetti. La vicina Como, regno del tessile, ne registra 778 per un totale di 5.802 addetti. Solo due le realtà con segno positivo: Cremona (artigianato a + 2,1%9) e Sondrio (artigianato a + 5,95). Da sottolineare che sono solo due le province lombarde presenti tra le 25 italiane in grado di esprimere una specializzazione produttiva nell’artigianato del settore Moda: Varese (18esima posizione con un indice pari a 122) e Mantova (nona con indice a 214). Ricordiamo che la specializzazione medio bassa si colloca in un range tra 130 e 149, quella medio alta tra 150 e 199 e quella alta a 200.

RICHIESTE 7.940 FIGURE PROFESSIONALI
Nel 2018, secondo gli ultimi dati disponibili Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, le professioni artigiane ricercate nel settore tessile, abbigliamento e calzature dalle imprese lombarde sono complessivamente 7.940. In particolare, servono sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai (30,7%), artigiani e addetti delle tintolavanderie (24,1%) e tessitori e maglieristi a mano e su telai manuali (13,1%).

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