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Busto, prima città della provincia: scopritela con noi giovedì 24 ottobre ai Molini Marzoli

940x788_facebook_territori-in-tour_bustoBusto Arsizio si è ormai consolidata come prima città per numero di abitanti della provincia di Varese ed è da poco diventata la quinta città della Lombardia. È uno snodo strategico sia a livello ferroviario, all’intersezione tra il corridoio che scende da Alptransit e quello est-ovest che si connetterà con la Tav Torino-Lione (sul suo territorio comunale insistono tre stazioni, Busto FS e Busto Nord, che è la prima fermata del Malpensa Express, ma anche lo scalo delle Nord di Castellanza), sia stradale, con la Pedemontana che si dirama proprio da Busto, così come l’incrocio tra la A8 e la superstrada della Malpensa. Tanto da essere stata identificata nel 2005 come città capofila del territorio di area vasta “Hub Malpensa-Corridoio 5”, la conurbazione lungo l’asse del Sempione che di fatto rappresenta un unico grande polo urbano tra Gallarate e Legnano.

Una città che ha vissuto gli ultimi trent’anni nella transizione dall’ex Manchester d’Italia alla ricerca di una nuova vocazione, scoprendo molte vocazioni, soprattutto in ambito imprenditoriale, dove i settori della plastica, della meccanica, della chimica e dell’Ict si sono affiancati a quello storico del tessile, anch’esso rimasto vivo e forte, sebbene meno pervasivo rispetto al passato, grazie all’innovazione. Una città che ha di fronte molte sfide.

Si parlerà proprio di Busto Arsizio, di come viene vista da chi ci vive o ci lavora, da chi la amministra e da chi ci investe, in occasione dell’incontro pubblico di Territori In Tour in programma giovedì 24 ottobre dalle 20.30 alle 22.30 in Sala Tramogge ai Molini Marzoli (PRENOTAZIONI COMPILANDO IL FORM QUI SOTTO)

IL GAP INFRASTRUTTURALE
Ci sono le sfide indispensabili, da affrontare per risolvere problemi strutturali che rischiano di frenare lo sviluppo del territorio. A partire da un gap infrastrutturale ormai ai limiti del collasso: l’autostrada A8 è da tempo insufficiente rispetto alle esigenze del territorio, soprattutto nel tratto tra Busto Arsizio e Legnano (che in assenza di alternative infrastrutturali come il Sempione-bis assume di fatto i caratteri di asse di percorrenza urbano all’interno della conurbazione), costantemente intasato negli orari di punta; la superstrada 336 per Malpensa nell’ultimo anno, complice il ritorno alla crescita di passeggeri dell’aeroporto, ha ampiamente dimostrato la propria inadeguatezza strutturale, che deriva dal fatto di essere stata originariamente pensata per uno scalo che aveva un terzo del traffico aereo attuale; la Pedemontana attende di essere completata, perlomeno fino a Vimercate, per poter diventare davvero competitiva come nuovo asse autostradale alternativo al nodo di Milano; la saturazione della ferrovia Rho-Gallarate (in attesa delle opere di potenziamento, con il quadruplicamento della tratta Rho-Parabiago e il triplicamento della tratta Parabiago-Gallarate) impedisce un efficace potenziamento del servizio su rotaia tale da renderlo realmente “metropolitano”.

LA ZONA INDUSTRIALE DI SACCONAGO
Oppure la questione della zona industriale Nord-Ovest di Sacconago: è una delle più grandi d’Italia, ma continua a soffrire un certo isolamento infrastrutturale, in attesa del definitivo rilancio del terminal merci di Ferrovie Nord, e l’ormai cronica assenza di quel centro servizi che potrebbe garantire più comodità e opportunità alle imprese insediate e più attrattività alla stessa cittadella produttiva.

E ancora, il tema del recupero delle aree dismesse: dal comparto dell’area delle Nord, fermo da un quarto di secolo, alla centralissima area dell’ex Calzaturificio Borri, fino all’ex scalo merci della stazione Fs e alle piccole o grandi aree a destinazione manifatturiera ormai abbandonate (come ad esempio nel quartiere San Michele), le opportunità di ridisegnare il tessuto urbano, incentivando o indirizzandolo verso nuove vocazioni, non mancano.

LE SFIDE DELLA LOGISTICA E DELLA FORMAZIONE
E poi ci sono le grandi sfide in prospettiva, che poggiano sulla valorizzazione di alcune delle eccellenze della città che maggiormente possono spingere verso il futuro. Come la logistica, per via della presenza di due terminal intermodali merci, quello di Hupac lungo la linea Rfi del Sempione (450 mila unità trasferite dalla strada alla rotaia nel 2018) e quello di Ferrovie Nord lungo la linea Novara-Saronno-Milano. Oppure la formazione: a Busto Arsizio hanno sede alcuni degli istituti scolastici superiori più performanti dell’intera Lombardia, stando alle rilevazioni periodiche dell’Eduscopio della Fondazione Agnelli (il Liceo classico, linguistico e delle scienze umane “Daniele Crespi”, il liceo scientifico “Arturo Tosi”, l’istituto tecnico-economico “Enrico Tosi”, il liceo artistico, coreutico e musicale “Paolo Candiani”, l’istituto tecnico “Cipriano Facchinetti”), ma anche una delle più importanti realtà scolastiche private del territorio (gli istituti scolastici superiori “Olga Fiorini-Marco Pantani”), e si è sviluppata una delle prime esperienze di successo di istruzione tecnica superiore della provincia di Varese, l’Its Incom all’Ite Tosi.

Senza dimenticare altri asset su cui Busto Arsizio si è riscoperta competitiva nell’ultimo decennio, come la cultura e lo sport, in grado di generare un indotto economico significativo con impatti notevoli sul territorio. Dal sogno diventato realtà della “Città del Cinema”, che combina un festival cinematografico ormai riconosciuto a livello nazionale (BA Film Festival), un istituto di formazione per i mestieri del cinema (Icma) e un polo di attrazione per produzioni cinematografiche (BA Film Commission), alle eccellenze di vertice dello sport, sorte attorno ad impianti su cui sono stati effettuati investimenti importanti, la Uyba Volley al PalaYamamay e la Busto Sport Management di pallanuoto alla Piscina Manara.

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