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Gallarate, la città che cresce si presenta con Territori In Tour il 14 novembre

generico-2018-747589-610x431Una città che attrae imprese e che diversifica la propria vocazione: Gallarate sta cambiando pelle e si prepara alle sfide del futuro senza dimenticare le proprie radici.

Ne parleremo con i protagonisti del viaggio di Territori in Tour promosso da Confartigianato Imprese Varese e VareseNews il 14 novembre nella sede di Confartigianato Imprese Varese a Gallarate (viale Milano, 69) dalle 22.30 alle 22.30 (partecipazione gratuita).

Scottata dalla frenata di Malpensa negli anni dopo il dehubbing di Alitalia, che aveva tagliato le gambe alle certezze e alle prospettive di sviluppo (anche urbanistico) di una città che sembrava destinata a diventare un polo di servizi e terziario legato alle attività aeroportuali (qui trovarono sede alcune compagnie aeree come Air Europe, Volare, Azzurra Air e l’originaria Air Italy del comandante Gentile), la città sta riscoprendo una vena produttiva nell’ottica di un manifatturiero avanzato, che poggia le sue basi sugli storici insediamenti destinati alla produzione e su una zona industriale, nel quartiere di Sciarè, tra le più importanti sul territorio.

Un dato lo conferma in modo significativo: negli otto anni che intercorrono tra il 2010 e il 2017 le imprese a Gallarate segnano un trend di crescita (+2.47%), a confronto con il calo registrato sia a Busto Arsizio (-5,35%) sia a Varese (-7,20%).

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LA CAPITALE DEI GRANDI BRAND DEL TESSILE

Nella città che contendeva alla vicina Busto Arsizio il titolo di “Manchester d’Italia”, per la pervasività dell’industria tessile, e in cui ebbe inizio l’avventura imprenditoriale di Missoni (poi sviluppatasi pochi chilometri più a nord, a Sumirago, anche se poi la famiglia ha legato il proprio nome, anche simbolicamente al Museo Maga di Gallarate), nell’ultimo ventennio si sono insediati marchi top nell’ambito del settore moda, come Yamamay, Parah, Manufacture des accessoires Louis Vuitton e Tom Ford (quest’ultima recuperando una area industriale storica nell’ambito di un’interessante operazione di trasferimento dalla sede svizzera nella Fashion Valley di Stabio, nel Canton Ticino).

Questo rilancio in chiave innovativa della vocazione tessile si accompagna all’affermarsi di nuove vocazioni, come quella della logistica. Lungo l’asse ferroviario del Sempione, Gallarate ospita due dei principali player italiani dell’intermodale, Hupac (in parte anche in territorio di Busto Arsizio) e Ambrogio Trasporti. Merito anche della posizione strategica della città come snodo ferroviario di primaria importanza tra le linee che collegano Milano al Nord Europa: la linea del Sempione Milano-Domodossola-Briga, il corridoio di Luino in corso di potenziamento nell’ambito del progetto Alptransit e la nuova linea Lugano-Malpensa che attualmente transita via Gallarate e il raccordo X di Busto Arsizio. Con la prospettiva, in un prossimo futuro, di potenziare ulteriormente questo ruolo di snodo anche per il servizio passeggeri con la nuova tratta Gallarate-T2 che nelle intenzioni di Ferrovie Nord trasformerà Gallarate nella prima stazione di un nuovo servizio Malpensa Express da Milano Centrale lungo la linea RFI Milano-Gallarate (anch’essa destinata a rinnovarsi con il quadruplicamento della Rho-Parabiago e il triplicamento della Parabiago-Gallarate).

RIUTILIZZARE LE GRANDI AREE DISMESSE
Un futuro che passa anche dalle prospettive di riutilizzo delle grandi aree dismesse, concentrate in particolare lungo l’asse della ferrovia che collega a Varese e Milano. Dove si trovano, una collegata all’altra praticamente quasi senza soluzione di continuità dalla stazione FS ai terminal intermodali, una serie di aree strategiche in cerca di recupero: quella del parcheggio Metropark di via Galvaligi, le ex Officine ferroviarie di via Pacinotti (oggi sottratte almeno temporaneamente al degrado e all’abusivismo grazie all’accordo con una società sportiva di softair) e l’immensa area del “Casermone”, l’ex Deposito dell’Aeronautica Militare di viale Milano. Spazi su cui avrebbero in un recente passato già mostrato interesse primarie società della logistica e su cui si gioca una fetta importante dello sviluppo futuro di Gallarate.

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LA NUOVA VIA DELLA FORMAZIONE E DELLA CULTURA
La sfida delle aree ex industriali dismesse, che ha visto la città in prima linea negli ultimi anni del boom edilizio del terzo millennio (che ha prodotto un lascito significativo in termini di nuove edificazioni non solo residenziali ma anche nel terziario, un caso su tutti il Green Palace all’uscita dell’autostrada per Milano, che ha attratto sedi di gruppi multinazionali come Anheuser Busch-Inbev e Ansaldo-Sofinter) non si è tradotta solo nella cancellazione della memoria ma ha generato esempi virtuosi di recupero degli storici capannoni, come dimostrano il caso del maxi-complesso della ex Bellora di Arnate, quasi completamente riconvertito per un riutilizzo produttivo, artigianale e terziario da parte di una miriade di piccole e medie imprese di diversi settori, e l’analogo esempio delle aree ex Maino ed ex Carminati tra il centro e il quartiere Cascinetta, dove ha trovato in parte posto anche la media distribuzione commerciale. E ha dato linfa per lo sviluppo di iniziative pubbliche volte a intercettare opportunità anche nell’ambito di nuove vocazioni su cui la città intende misurarsi, come la formazione (emblematico è il caso del nuovo Istituto Falcone, che rappresenta un esempio di successo al pari dell’Istituto Ponti, all’avanguardia nell’istruzione tecnico-professionale nei settori tecnologici) e la cultura (il Museo Maga in primis, di pari passo con la ristrutturazione dei due teatri cittadini, il Condominio e il Popolo).

La dinamicità di Gallarate è dimostrata anche dal fatto che la città è ormai da anni il vero epicentro dell’immigrazione regolare nella provincia, più che nelle altre grandi città: qui si toccano cifre considerevoli di presenza straniera tra la popolazione residente, il 15,7% sul totale e addirittura il 22,28% nella fascia delle nuove generazioni, tra 0 e 18 anni (dato al 1° gennaio 2018), quasi il doppio della media provinciale dell’11,36%.

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