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Home L’Italia dei “luoghi comuni”, mette il suo futuro nelle mani dei ragazzi

L’Italia dei “luoghi comuni”, mette il suo futuro nelle mani dei ragazzi

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#Rassegnastampa

CHE FUTURO AVRA’ SARONNO? NE PARLIAMO DOMANI A VILLA GIANETTI
Domani, giovedì 10 ottobre, alle ore 20.30, a Villa Gianetti (in via Roma 20) a Saronno: sull’agenda segnatevi in rosso questa data, perché si parla di territori e di quello che rappresentano per il futuro della nostra provincia nel loro intreccio quotidiano con le realtà imprenditoriali. E proprio da Saronno prende il via la fase finale del progetto “Territori In Tour”, l’esperimento di giornalismo lento e approfondito promosso e condotto da Confartigianato Imprese Varese e Varesenews. La serata di giovedì, che vede il patrocinio dell’amministrazione comunale, vuole essere un momento di confronto importante per scoprire che città è oggi Saronno, quali potenzialità esprime, chi ne sono i protagonisti, che relazioni intrattiene con le altre e che tipo di sviluppo potrà avere nei prossimi anni. Perché ogni giorno, da Saronno, passano 530 treni per un totale di 34mila persone, alle quali aggiungere le 2.300 che transitano da Saronno Sud. Impossibile non parlarne. Impossibile non pensare a questa città come ad un territorio capace di sviluppi interessanti. E strategici. Ne parliamo con enti e istituzioni, associazioni, cittadini e imprese.

IL SALONE DELLA SCUOLA CHE PORTERA’ AL LAVORO
Confartigianato Imprese Varese è una presenza fissa al Salone dei Mestieri e delle Professioni. Perché crede nei giovani e nelle imprese. E in quello che si può realizzare facendo sedere questi due intorno allo stesso tavolo. Se è vero che uno fra i maggiori problemi evidenziati in questi ultimi anni è stato quello del mismatch tra scuole e aziende (percorsi di studio disallineati con le richieste delle imprese), lo è anche il fatto che il problema si può risolvere facendo dialogare e incontrare i due mondi. Al Salone – che si è aperto ieri a Malpensafiere e si chiuderà alle ore 13 di sabato 12 ottobre – Confartigianato Imprese Varese giocherà il ruolo di facilitatore tra imprenditori e ragazzi spiegando loro i vantaggi dell’alternanza scuola-lavoro e sviluppando, insieme, percorsi per fare crescere i giovani all’interno delle aziende. Le scuole più gettonate sono, ovviamente, quelle ad indirizzo tecnico / professionale: elettrotecnici, meccanici, chimici ma anche orafi, parrucchieri, estetiste, edili e agricoltori, professionisti del trasporto e della logistica, moda e abbigliamento. Bene ricordare che in provincia di Varese abbiamo un tasso di occupazione del 64%, in linea con l’Europa e superiore alla media italiana, ma inferiore all’80% della vicina Svizzera. Però, ci sono anche 22mila giovani che non studiano, né lavorano.

CISLAGO: TARI, 300MILA EURO DA RECUPERARE
Accade sul territorio del Comune di Cislago. Lo racconta “La Prealpina”: «Ammontano a più di 300mila euro le somme che saranno incamerate dal Comune grazie ai controlli sulla tassa rifiuti (Tari) dal 2016 al 2018: sono frutto dell’evasione e di errori nella compilazione dei moduli…I cittadini, ricevuto l’accertamento, vogliono verificare la loro posizione e mettersi in regola. Parecchi anche i cittadini che, una volta ricevuti i solleciti, hanno chiesto di rateizzare il dovuto: fra sanzioni e interessi, la cifra è lievitata». In media, l’evasione ammonta al 10% della tassa rifiuti: dopo i solleciti, che lasciano 60 giorni di tempo per pagare, scende al 5% e, per la restante quota, scatta la riscossione coattiva esternalizzata. Gli “errori” più comuni? «C’è chi non ha pagato perché, pur essendo proprietario di un immobile a Cislago, risiede altrove; chi ha indicato male il codice ente sul modulo F24 (e ha versato la Tari ad altri Comuni); chi ha indicato un codice fiscale o catastale sbagliato, o conteggiato in modo scorretto i metri quadrati dell’immobile». Fatto sta, che «la Tari, per legge, deve coprire al 100% il costo dello smaltimento dei rifiuti, quindi tutti la devono pagare».

I DIECI LUOGHI COMUNI SULL’ITALIA: TUTTI DA SMENTIRE
Li spiega l’economista Marco Fortis sulle colonne di “Capital”, facendo tesoro dei dati presentati dalla Fondazione Edison in occasione del suo ventennale. Dieci luoghi comuni che ci dicono quanto l’Italia abbia i numeri da «grande Paese». Perché? In sintesi: «Perché vanta la seconda manifattura e la prima agricoltura d’Europa, il quinto miglior saldo commerciale manifatturiero con l’estero a livello mondiale, il secondo più alto numero di pernottamenti di turisti stranieri fra i Paesi dell’Eurozona, una ricchezza finanziaria netta delle famiglie che è due volte più grande del Pil, un surplus primario cumulato dello Stato che dal 1995 al 2018 ha superato i 700 miliardi di euro». Dunque, un “falso” dietro l’altro al quale l’Italia sta rispondendo con i fatti. Altro che economia debole e crescita bassa: le Pmi manifatturiere italiane, per esempio, esportano più di quelle di tutti gli altri Paesi dell’Ocse (Paesi più sviluppati), con esportazioni per oltre 170 miliardi di dollari.

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