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Scontrino elettronico, adeguiamoci subito: consigli e convenzioni di Confartigianato Artser

img_1638Scontrino elettronico, dal primo gennaio 2020 l’adempimento sarà obbligatorio e tutti coloro che oggi non sono obbligati al rilascio della fattura (compresi soggetti forfettari o in regime di vantaggio) dovranno emettere ricevuta e scontrino fiscale e dovranno trasmettere telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Se ne è parlato nella serata di oggi (mercoledì 30 settembre) in occasione del seminario “La gestione dello scontrino elettronico” che ha riunito nella sala convegni di Confartigianato Varese a Gallarate oltre cento imprese, protagoniste di domande, interrogativi, dubbi e curiosità, tra le quali alcune relative alla cosiddetta “lotteria degli scontrini”.

Il tema “scotta”,d’altronde, anche perché il tempo per adeguarsi – come ha ricordato la manager del servizio Fisco e Contabilità di Confartigianato Varese Artser Michela Cancian – si riduce di giorno in giorno e la platea degli interessati è ampia: dagli spacci interni (per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante) alle prestazioni alberghiere passando per la somministrazione di bevande e alimenti, fino alle mense aziendali, tutti sono chiamati a rendere conto con tempestività della propria attività all’Agenzia delle Entrate.

Sono chiamati a rispettare l’obbligo anche coloro che prestano servizi in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti (impiantisti, installatori, elettricisti ecc.).

SARA’ UN MODO PER MONITORARE LE PERFORMANCE
La memorizzazione e l’invio telematico dei corrispettivi sostituisce l’obbligo di annotazione dei corrispettivi nell’apposito registro e quello di rilascio della ricevuta e dello scontrino fiscale.

Detta così, tutto appare semplice. E quasi certamente lo sarà, al punto da trasformare l’adempimento in un vantaggio per la governance aziendale a beneficio degli imprenditori.

Qualche puntino sulle “i”, sin d’ora, è però opportuno metterlo, iniziando a chiarire il ruolo di uno strumento che dovrà diventare familiare: il registratore telematico (Rt), un dispositivo «dotato di modulo fiscale e capacità di trasmissione telematica corredato di identificativo fiscale univoco e in grado di leggere, memorizzare e trasmettere i dati a valenza fiscale». Il registratore deve essere, in sostanza, in grado di garantire l’autenticità e l’integrità dei dati memorizzati e trasmessi.

Ciascuna azienda – anche grazie alla convenzione con Poretti siglata da Confartigianato Varese Artser – dovrà scegliere quello più adatto e potrà acquistarlo o adattarlo beneficiando di un contributo concesso sotto forma di credito di imposta pari al 50% della spesa sostenuta per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.

Una volta in possesso dello strumento ritenuto più adatto alle proprie esigenze, sarà l’installatore abilitato (inserito in un elenco pubblicato sull’Agenzia delle Entrate) a procedere con l’attivazione immettendo i propri dati identificativi e quelli dell’esercente (nello specifico, la partita Iva) e trasmettendo apposita richiesta al sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate.

L’esercente, contestualmente, riceverà un QrCode attraverso il quale potrà, fra le altre cose, essere aggiornato in tempo reale sullo “stato” del registratore telematico che, una volta reso operativo, genererà e trasmetterà i dati al momento della chiusura giornaliera generando un file “XML”, sigillandolo elettronicamente e trasmettendolo al sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate nella fascia oraria mezzanotte-22.

DOVE C’E’ LA SANZIONE E DOVE NON C’E’
Che succede, però, in caso di trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione? Il legislatore ha pensato anche a questo, introducendo un periodo di moratoria della durata di sei mesi (30/06/2020). Si ricorda che la moratoria scadrà il primo gennaio per coloro i quali è scattato l’obbligo di scontrino elettronico il primo luglio 2019 (contribuenti con un volume d’affari oltre i 400mila euro).

La mancata memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, così come la trasmissione incompleta o non veritiera, prevede di contro una sanzione immediata pari al 100% dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro.
È prevista, inoltre, la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, o dell’esercizio dell’attività stessa, nei casi più gravi di recidiva (quattro distinte violazioni contestate in un quinquennio).

Una rivoluzione sostanziale, dunque, compiuta dal Fisco dopo la grande svolta della fatturazione elettronica e per la quale resta fondamentale appoggiarsi agli esperti, come ha ricordato Michela Cancian in occasione del seminario, durante il quale Aldo Barozzi di Poretti Solutions Srl ha illustrato le tipologie di registratori telematici e la convenzione siglata con l’azienda da Confartigianato Varese Artser.

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