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Ecobonus, ancora un no dell’Antitrust allo sconto in fattura: quando vi decidete ad abolirlo?

ecobonus-2019-agenzia-entrate-novita-2020-cos-e-come-funziona-proroga-legge-bilancioSecondo no dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato allo sconto in fattura per i lavori eseguiti nell’ambito del sisma e dell’ecobonus ed ennesima richiesta di retromarcia da parte di Confartigianato a Palazzo Chigi. E’ stato così scritto nelle scorse ore l’ennesimo capitolo del braccio di ferro tra piccole e medie imprese e Governo contro i provvedimenti previsti dall’articolo 10 del Decreto Crescita.

Dopo la presa di posizione della scorsa estate, subito rilanciata dal presidente di Confartigianato Varese Davide Galli, questa volta dall’Antitrust è arrivato un atto di segnalazione formale a Parlamento, Governo e Agenzia delle Entrate relativo ai meccanismi di cessione degli sconti fiscali nel quale si denuncia come la nascita di strumenti che impongono di gestire grandi masse di detrazioni favorisca le imprese più strutturate, a scapito dei più piccoli. E che, quindi, la norma va corretta in maniera radicale. Si conferma così la fondatezza della denuncia di Confartigianato – ribadita nel mese di ottobre dal numero uno di Viale Milano – che ha ripetutamente sollecitato l’abrogazione del meccanismo dello sconto in fattura, indicandolo come distorsivo della concorrenza. «Il principio per il quale le imprese devono fare credito ai loro clienti – sottolinea dal canto suo anche il presidente nazionale Giorgio Merletti – è sbagliato. Questa norma va cancellata».

Le medesime argomentazioni espresse dall’Antitrust secondo la quale il Decreto Crescita e il provvedimento attuativo delle Entrate creano «possibili effetti distorsivi della concorrenza in quanto la prevista modalità di fruizione da parte dei clienti finali delle agevolazioni fiscali individua di fatto vantaggi competitivi in capo solo ad alcune imprese, in ragione delle loro caratteristiche soggettive». In altre parole, la possibilità di compensare grandi quantità di crediti fiscali crea «un vantaggio competitivo» a favore delle imprese di dimensioni più grandi: queste possono disporre di una liquidità maggiore rispetto ai piccoli e hanno una maggiore capienza fiscale. L’Agcm suggerisce anche una modifica, relativa alla cessione nell’ambito del fotovoltaico, ma applicabile in generale all’articolo 10 e allo sconto in fattura: prevedere espressamente «l’impossibilità di una compensazione fiscale del credito ceduto senza alcun limite». Bisognerebbe, cioè, imporre un tetto massimo alle compensazioni.

A questo punto la palla ritorna nel campo del Governo che, nonostante prese di posizione in proposito di esponenti del centrosinistra e pentastellati, ad oggi non ha ancora messo mano al provvedimento contestato da circa ottomila aziende della provincia di Varese.

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