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Home I correttivi alla “plastic tax” e il declino dell’Ilva: quale futuro per le imprese?

I correttivi alla “plastic tax” e il declino dell’Ilva: quale futuro per le imprese?

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#Rassegnastampa

PLASTIC TAX: IL GOVERNO PENSA A TRE CORRETTIVI
Il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, ieri era intervenuto con particolare fermezza sull’applicazione della “plastic tax”: «Non è lo strumento idoneo a tradurre il cambiamento culturale nella pratica quotidiana. Si è di fronte ad un errore strategico: l’avvio di una guerra condotta in assenza di un piano di riconversione produttiva da sostenere con risorse economiche reali». Davide Baldi, esperto del settore Ambiente dell’Associazione varesina, si era invece concentrato sul fatto che «il problema non è la bottiglia di plastica ma il suo abbandono». Il governo, bersagliato dal mondo delle imprese italiane, ci sta ripensando. E sulla “plastic tax” propone tre correttivi. Dal Sole 24 Ore: «Il primo: potenziare meccanismi premiali che favoriscano gli investimenti delle imprese nell’acquisto di macchinari e competenze necessarie a concentrare la produzione su prodotti riciclabili. Il secondo: fissare confini certi che escludano i prodotti con percentuali di materia prima riciclata e sui manufatti davvero monouso. Il terzo: rivedere il valore dell’imposta, oggi fissata in un euro al chilo. L’ipotesi sarebbe quella di riavvicinarsi, almeno per il primo anno, a valori più bassi. L’idea originaria, elaborata prima dell’estate, parlava di 20 centesimi al chilo». E si ritorna al punto di partenza: meglio colpire l’abbandono (della plastica) che la produzione.

ILVA: IL DECLINO DI UNA FABBRICA
Non possiamo non parlarne, anche perché il “caso Ilva” interessa la buona salute del nostro Paese e quella di chi, in quell’azienda, ci lavora. Fatto sta che dopo l’annuncio di Arcerlor Mittal di andarsene da Taranto, il governo si ritrova seduto ad un altro tavolo per contrattare. Per capire però cosa è successo in tutti questi anni, quali sono state le mosse sbagliate e cosa non ha funzionato consigliamo di leggere l’articolo a firma di Dario Di Vico sul Corriere della Sera di oggi. Che non manca di entrare nel merito di una storia particolarmente articolata. Con alcuni passaggi che meritano di essere ripresi. Questo, per esempio: «Lo Stato italiano non è certamente innocente, industrializza il Sud senza guardare ai danno collaterali e trova la connivenza delle amministrazioni locali dei paesini limitrofi che cambiano i piani regolatori per poter costruire più vicino possibile alla fabbrica e far vendere le case più facilmente»…Oppure, domande che non fanno dormire tranquilli e che riavvolgono il nastro della Storia (il mega-impianto siderurgico di Taranto viene inaugurato nel 1965): «…ma come ha fatto la politica a non vedere per dieci lustri? Come non ci si è resi conto che creare una continuità fisica tra fabbrica e città avrebbe ingigantito i problemi e soprattutto resa difficile la soluzione? La multinazionale franco-indiana è stata messa con le spalle al muro e di fatto indotta a tirare l’ultimo colpo?».

VARESE CANTIERE APERTO E RECUPERO AREE DISMESSE: RICORDATE LA VIDEO INCHIESTA DI CONFARTIGIANATO?
La sede provinciale dell’Associazione nazionale costruttori edili si è interrogata, ieri, sul futuro della città di Varese e su come dovrebbe cambiare. Si è parlato del modello dei condomini del nord Europa (che nello stesso luogo raggruppano abitazioni e servizi: dal farmaco al baby e dog sitting), alla necessità di ripensare il modo di concepire case e palazzi, di come recuperare l’area dell’ex Aermacchi. In due parole, “rigenerazione urbana”.
Un concetto sul quale Confartigianato Imprese si interroga dal alcuni anni e che ha prodotto una video inchiesta del tutto attualela trovate qui
La rigenerazione verrà spinta «dall’arrivo di una legge che riguarderà il recupero delle grandi aree abbandonate, da agevolazioni burocratiche e fiscali e da premialità volumetriche», scrive il quotidiano “La Prealpina”. Nel frattempo, Ance ha comunicato alcuni dati sui quali riflettere: la lunghezza delle norme stilate nel solo 2018 in Italia è di 452 chilometri, 308 le norme in materia di appalti entrate in vigore negli ultimi 25 anni, 70 le disposizioni modificate nel Testo unico dell’edilizia, 749 le opere pubbliche bloccate in Italia, 57 i miliardi di euro spesi nella gestione dei rapporti con la Pubblica amministrazione.

APRE LO SPORTELLO ETICHETTATURA E SICUREZZA ALIMENTARE
La Camera di Commercio della provincia di Varese ha dato il via ad una collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino per assistere le imprese della filiera  alimentare (produzione, imballaggi, vendita). Lo strumento di questo rapporto sarà il nuovo Sportello Etichettatura e Sicurezza Alimentare che l’ente varesino aprirà a breve «con il preciso intento di fornire un supporto operativo alle aziende della provincia». Partendo da alcune domande: quali sono le informazioni che non possono mancare in una etichetta di descrizione di un prodotto alimentare? Come può una norma nazionale ed europea diventare uno strumento utile al consumatore? Gli esperti a disposizione potranno però rispondere anche a tutti i quesiti riguardanti la rintracciabilità, i materiali a contatto con gli alimenti, gli allergeni, lo studio dei contenuti inseriti in etichetta, gli aspetti nutrizionali da indicare. Lo sportello è rivolto anche ai consumatori.

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