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La pressione fiscale con il Conte II è maggiore che con il Conte I?

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Quanto dovrebbe aumentare la pressione fiscale, secondo le stime, con la prossima legge di Bilancio? E quanto è aumentata con quella precedente, approvata dalla maggioranza giallo-verde?
Facciamo un confronto.

La legge di Bilancio per il 2020
La pressione fiscale considera la somma delle imposte indirette (come, ad esempio, l’Irpef), delle imposte dirette (come, ad esempio, l’Iva), di quelle in conto capitale (raccolte in maniera eccezionale, come quelle derivanti da condoni) e dei contributi sociali (come quelli versati a scopi previdenziali), e mette quella somma in rapporto al Prodotto interno lordo (Pil). La legge di Bilancio per il prossimo anno dovrebbe far aumentare la pressione fiscale dello 0,1 per cento, dal 41,9 per cento al 42 per cento. Un aumento molto contenuto, nelle previsioni, e nettamente inferiore a quello che si sarebbe registrato se il governo non avesse sterilizzato l’aumento dell’Iva. Nel Documento programmatico di Bilancio 2020 si legge che, «a politiche invariate», l’anno prossimo la pressione fiscale sarebbe arrivata al 42,7 per cento. La causa principale sarebbe stata l’aumento delle imposte sulla produzione e sulle importazioni – tra cui appunto l’Iva – dal 14,3 per cento al 15,3 per cento del Pil.

Le legge di Bilancio per il 2019
Nel Documento programmatico di Bilancio 2019, approvato dal precedente esecutivo giallo-verde, si prevedeva che la pressione fiscale rimanesse invariata al 41,8 per cento. Dunque, da un confronto dei Documenti programmatici di Bilancio, risulta che il governo Conte II prevede aumenti leggermente la pressione fiscale mentre il governo Conte I prevedeva rimanesse invariata. Tuttavia, secondo la Nota di aggiornamento del Def 2019 (Nadef), deliberata il 30 settembre di quest’anno, «la pressione fiscale a legislazione vigente è attesa salire di un decimo di punto percentuale nel 2019, collocandosi al 41,9 per cento». A dispetto delle previsioni, la pressione fiscale sembra sia comunque aumentata nel 2019 dello 0,1 per cento. Questo può dipendere da diversi fattori, quali l’andamento del Pil o l’aumento delle imposte locali. In particolare, a proposito di queste ultime, va registrato che il precedente governo Lega-M5s aveva restituito ai comuni italiani la possibilità di aumentare le tasse, mentre i precedenti governi Renzi e Gentiloni avevano stabilito che le regioni e gli enti locali non potessero aumentare i tributi e le addizionali Irpef rispetto a quanto già previsto, per contenere la pressione fiscale.

Conclusione
Il governo Conte II prevede che nel 2020 la pressione fiscale aumenti dello 0,1 per cento, crescendo dal 41,9 al 42 per cento. Il governo Conte I aveva invece previsto che nel 2019 la pressione fiscale rimanesse invariata al 41,8 per cento. Questa previsione si è in realtà rivelata leggermente imprecisa e la pressione fiscale, secondo quanto si stima a fine settembre 2019 nella Nadef, nell’anno in corso dovrebbe assestarsi al 41,9 per cento. Ovviamente non è possibile sapere al momento se la previsione per il 2020 si rivelerà giusta o meno.

Pagella Politica Di Agi (www.agi.it)

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