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Luino, la regina del Lago che si gioca il futuro con il turismo, le aree dismesse e la cultura

500x262_fb_territori-in-tour_luinoRecupero delle aree dismesse, potenziamento delle infrastrutture di collegamento, rapporti con il vicino Canton Ticino: sono le principali sfide che attendono Luino per costruire un futuro che, partendo dal lago, possa fondarsi sugli asset strategici del turismo, della cultura, dello sport, del commercio e della manifattura.

Tra le cinque “punte” toccate dal viaggio di Territori in Tour, Luino rappresenta un’eccezione, visto che non è la quinta città del territorio provinciale. Eppure è un punto di riferimento per l’area Nord della Provincia di Varese, anche se non raggiunge i 15mila abitanti di popolazione. Lo è nei fatti, anche se le manca una caratteristica fondamentale, che oggi rappresenta probabilmente la vera lacuna da colmare per la città lacuale, ovvero la presenza di una rete di collegamenti sul territorio che la rendano facilmente raggiungibile. Le infrastrutture, antica e mai risolta questione per la città di Piero Chiara e del Mercato.

Di questo e di tanto altro ancora parleremo giovedì 21 novembre dalle 20.30 nello splendido Palazzo Verbania (viale Dante Alighieri, 5 – ISCRIZIONI APERTE, PARTECIPAZIONE GRATUITA) in occasione della quarta tappa del “dopo tour” di Territori In Tour. Nel corso della serata è previsto un confronto con gli attori territoriali e verrà proiettato un docufilm che riassume gli spunti più significativi emersi dal viaggio compiuto la scorsa estate.

mercato-di-luino_01_La stazione internazionale di Luino, storicamente importante sull’asse di collegamento con il Canton Ticino, ha nei decenni perso peso, prima con la definitiva dismissione della tratta ferroviaria verso Varese, poi con il progressivo ridimensionamento delle frequenze per i passeggeri sull’unica linea rimasta attiva, la Gallarate-Luino-Bellinzona. Peraltro anche l’ambizioso progetto Alptransit, con l’adeguamento della sagoma lungo la tratta per ospitare i super-treni in arrivo dalla Svizzera e dal Nord Europa, ha finora offerto certezze operative solo per quanto riguarda il traffico merci, e non per quello passeggeri.

Anche a livello di infrastrutture stradali Luino è fortemente penalizzata: lo dimostra il caos che si è generato con il blocco della circolazione sulla strada statale 394, che è la principale, se non l’unica efficiente e funzionale, arteria di collegamento tra la città e il resto della provincia. I 400 giorni di lavori tra Luino e Maccagno stanno mettendo a dura prova il traffico su questo territorio.

E pensare che Luino avrebbe bisogno come il pane di infrastrutture di accesso alla città, per poter valorizzare e incentivare il turismo su quella che ancora viene definita la “sponda magra” del Maggiore ma che in realtà, al di là dell’efficienza dei servizi e delle infrastrutture, non avrebbe nulla da invidiare nei confronti della più quotata sponda piemontese.

parco-a-lago-luino-6-1Il turismo è uno degli asset su cui la città lacuale punta per ridisegnare il proprio futuro. Un termine, ridisegnare, usato non a caso, dato che è l’urbanistica la vera occasione di rilancio e di rinascita della città, su cui anche l’attuale amministrazione comunale guidata da Andrea Pellicini ha intenzione di giocarsi le sue carte fino in fondo.

Soprattutto perché sul territorio di Luino ci sono circa 280mila metri quadrati di aree dismesse che attendono una nuova destinazione. Parliamo di qualcosa come il 40% di tutto il costruito in città. Un patrimonio enorme da sfruttare, per trasformarlo da fonte di degrado in opportunità di sviluppo.

E’ infatti di pochi giorni fa, alla fine di ottobre, l’approvazione della variante di medio termine del Piano di Governo del Territorio, che porta verso la conclusione definitiva del lungo processo di riqualificazione del fronte che si affaccia sul lago, culminato negli ultimi anni con una rivoluzione che da piazza Libertà è arrivata fino al parco di viale Dante, passando per il recente recupero di Palazzo Verbania.

27-8-12-1In particolare, è la storica area Ratti che per la prima volta vede un cambio di destinazione, propedeutico ad un nuovo sviluppo di tipo alberghiero, residenziale e commerciale. Ma oltre all’ex Ratti e alle aree pubbliche del lungolago, attendono una definitiva riconversione anche le aree ferroviarie (comprendenti la stazione e le grandi superfici degli scali ferroviari, in parte dismessi), l’area ex Svit (l’ex deposito ferrotramviario abbattuto per ricavare parcheggi) e l’ex Visnova, scalo intermodale dove si punta ad insediare il nuovo palazzetto dello sport.

Perché tra i servizi necessari per innescare il rilancio della città, lo sport trova un posto in prima fila (oltre al palazzetto anche il centro remiero, il lido e la ciclabile lungo il lago) a fianco della cultura. Il recupero di Palazzo Verbania, dove hanno trovato posto gli archivi di Piero Chiara e Vittorio Sereni, “penne” simbolo per Luino, è stato un punto di svolta in questo senso.

La sensibile differenza di salari medi da una parte all’altra della “ramina”, come la chiamano in Ticino, è un ostacolo alla crescita sana di un tessuto produttivo sul territorio del Nord della Provincia: non è un caso che è proprio da qui che Confartigianato Varese ha lanciato l’idea del progetto di legge “aree di confine”, per affrontare il problema del gap di competitività tra le imprese del Luinese e quelle del vicino Cantone.

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