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Mr Riso Gallo giovedì 21 a Gallarate: una lezione di stile e di continuità generazionale

000279301_5A ventotto anni in azienda. Quella di famiglia. Alla Riso Gallo, dove dal 2016 quattro fratelli guidano un colosso con 150 dipendenti e un fatturato che supera i 100 milioni di euro, la continuità generazionale è un fatto di fiducia e di valori famigliari.

Ne parleremo giovedì 21 novembre, alle 17, nella sede di Gallarate di Confartigianato Varese in viale Milano 69 con Mauro Colombo (direttore generale di Confartigianato Imprese Artser), Luca Petoletti (partner di The European House Ambrosetti con responsabilità dell’area di consulenza “Imprese familiari, Governance, Executive Compensation e Corporate Finance”), Mauro Marocco (Banca Mediolanum) e Carlo Preve (amministratore delegato Riso Gallo). L’incontro, dal titolo “Continuità generazionale nelle imprese familiari”, è promosso da Confartigianato Imprese Artser con The European House Ambrosetti e Banca Mediolanum.

Carlo Preve è laureato in Economia e Commercio, ha un passato di tre anni alla Unilever e un periodo sufficientemente lungo nello York dove ha portato a termine il suo primo incarico: studiare il packaging dei risotti. E venderli agli inglesi. A ventotto anni è entrato nell’azienda attraverso un percorso sul quale il padre – Mario Preve – ha sempre dedicato tempo e dedizione. Perché il fatidico “passaggio di testimone” dalla vecchia alla nuova generazione non è mai semplice. Anche se ci si prepara, si studia, si fa nascere in sé quel «sogno imprenditoriale» di cui parla l’amministratore delegato di Riso Gallo.

Giovedì 21 novembre, l’approccio pragmatico al tema permetterà ai presenti di entrare nel merito di uno strumento che è da considerarsi strategico nella vita di un’impresa. D’altronde, gli imprenditori parlano sempre più spesso di continuità generazionale proprio perché sanno quanto possa essere complicato preparare le nuove generazioni alle responsabilità d’impresa. E sanno, nello stesso tempo, quanto sia importante pianificare per tempo un percorso che deve essere gestito tenendo presenti inclinazioni personali, passioni e competenze. Ma anche problemi di natura esclusivamente tecnica come lo possono essere quelli civilistici e fiscali.

«Ci vuole pazienza – sostiene Carlo Preve – perché le persone devono maturare e acquisire le capacità giuste e le esperienze che possono servire nell’impresa di famiglia. Da piccolo vuoi fare il pompiere o il calciatore ma poi, crescendo, ti accorgi che altre sono le cose che ti interessano: i racconti di papà intorno al tavolo, i suoi sogni da imprenditore che diventano i tuoi, la voglia di metterti in gioco». Un processo lento e meticoloso, quella della continuità generazionale, da realizzare senza scossoni e in linea con i bisogni e i progetti dell’azienda. Così come è accaduto alla Riso Gallo e alle 36mila imprese italiane che, ogni anno, sono alle prese con questo “passaggio” che coinvolge una classe imprenditoriale con un’età media attorno ai 60 anni.

 

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