Cerca:
Home Quanto costa lo smaltimento dei rifiuti in Italia?

Quanto costa lo smaltimento dei rifiuti in Italia?

foto_rifiuti
#Sceltipervoi

Nel 2019 in Italia la spesa media a famiglia per la tassa dei rifiuti urbani è di circa 300 euro. Ma le differenze territoriali sono molto marcate: la Regione più economica è il Trentino Alto Adige, con 190 euro, la più costosa la Campania con 421. Catania è il capoluogo di provincia più costoso (504 euro e un aumento del 15,9% rispetto al 2018), Potenza il più economico (121 euro e un decremento del 13,7% rispetto al 2018). Sono questi alcuni dati resi noti dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e presentati oggi a Roma. Per quanto riguarda l’analisi delle tariffe dei 112 capoluoghi di provincia, sono state riscontrate variazioni in aumento in circa la metà, 51 capoluoghi, mentre tariffe stabili sono state riscontrate in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34.

Un problema di trasparenza
Solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio ha elaborato e reso disponibile la Carta dei servizi. Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la frequenza con cui è effettuata. E al cittadino è ancor meno dato a sapere con che frequenza vengono igienizzati i cassonetti (lo indica appena il 47% delle Carte), pulite le strade (37%) o svuotati i cestini per strada (25%). L’indagine di Cittadinanzattiva sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento, nel 2019, una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. La rilevazione è realizzata nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Quanti rifiuti produciamo
Secondo il rapporto ‘Rifiuti urbani’ 2018 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), gli italiani nel 2017 hanno prodotto meno rifiuti (29,6 milioni di tonnellate, -1,7% rispetto al 2016). La maggioranza di quelli urbani è prodotta al Nord (47%) segue il Sud con il 31% e infine il Centro (22%). La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 55,5% (+3 punti rispetto al 2016), mentre il 23% finisce in discarica. A livello di aree geografiche, anche in questo caso il Nord si posiziona al primo posto (66,2%) seguito dal Centro (51,8%) e dal Sud (41,9%). Percentuali più elevate di raccolta differenziata in Veneto (73,6%), Trentino Alto Adige (72%), Lombardia (69,6%), Friuli Venezia Giulia (65,5%). Le più basse, invece, si registrano in Sicilia (appena il 21,7%), Molise (30,7%) e Calabria (39,7%).

Luisa Berti – www.agi.it

TORNA SU