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La mia impresa suona il rock: la “lezione dei Kiss” nel nuovo magazine di Confartigianato Varese

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E’ online il nuovo numero di “Imprese e Territorio”, il magazine di Confartigianato Imprese Varese che ogni due mesi offre spunti di riflessione, interviste esclusive, approfondimenti e punti di vista non convenzionali per aiutare le imprese a comprendere il territorio e il mondo. Per cominciare, ecco i consigli di Sebastiano Zanolli, il manager e scrittore che paragona l’impresa… al rock.

151117975-6a3271da-2b29-4c0f-897e-abe5dd34d386La tua impresa è come il rock. O forse il rock è come un’impresa. Sebastiano Zanolli è un manager e scrittore veneto che sa cosa significhi tenere le redini di un’azienda e portarla nel mare tumultuoso dell’economia odierna. Autore di sette volumi di successo, come “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017), editi da Franco Angeli.

E ha un must, «fare raggiungere a individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità».

Perché lui, che ha testa e passione nell’azienda, mette a fuoco due convinzioni per i piccoli imprenditori. «Una delle cose fondamentali è fermarsi a fare il punto – sostiene – capire che tipo di vita vuoi, il tempo da dedicare alla tua attività ad esempio alla famiglia. Devi chiarire le aspettative, anche in casa, e avere obiettivi ragionevoli, destinando risorse alle priorità. Secondo aspetto cruciale, fare attenzione a che gente porti nella tua azienda. La stragrande maggioranza della motivazione, tu la ritrovi in fase di selezione. Se chi ti parla non ha una visione simile alla tua, meglio non portarlo con te».

Per confrontarsi con gli imprenditori, però, Zanolli “le suona”.  Pure sul suo profilo Linkedin si ispira ai musicisti che possono fornire un esempio.

Uno citato di questi tempi anche in omaggio ai suoi settant’anni è Bruce Springsteen. «L’ha premiato la forza della sua visione, la capacità di rimanere attaccato a un messaggio – ricostruisce Zanollini – Simbolo dell’energia delle classi americane, con la sua semplicità concreta nel guardare le cose è diventato un’icona. Ecco, un imprenditore che sa essere interprete di qualcosa e ne diventa la bandiera abbracciando una causa, ha molte più chance di altri».

Anche esempi più sorprendenti, o irriverenti, nella musica possono insegnare come fare impresa. Ad esempio, i Kiss, con il loro trucco e gli show pirotecnici in primo piano, che però tradotti in cifre significano: 45 anni di carriera, 30 dischi d’oro, 14 di platino e 3 multiplatino, più di 130 milioni di album venduti nel mondo.

Che cosa può dire di utile la band americana a un imprenditore di casa nostra? «Esperienza batte prodotto – parte Zanolli – Un loro concerto è un’esperienza, vai per quello, più che per la musica e basta, un po’ come un Jova Beach Party». Secondo, diversificare sempre. I Kiss hanno creato e brandizzato pressoché tutto, dalle bambole fino alle bare. Terzo, e non ultimo: conta la squadra. Negli anni Settanta, due musicisti diventarono più un problema che una risorsa, risultato, vennero sostituiti. La band è più importante del singolo: il tutto plasmato da una forte etica del lavoro. Che è anche resistenza alle critiche, a volte pure intrisa di incoscienza.

E capacità di mettersi in gioco da solo. Come Dave Grohl, con i Nirvana sciolti dopo la morte di Kurt Cobain e offerte da parte di altre band. Lui invece decide di crearsi una propria strada. Soltanto una delle cinque lezioni che Zanolli prende da Grohl e le offre agli imprenditori. Le altre? Ad esempio, una solida passione (e sana) oppure sempre la resilienza: «Se la vita ti offre limoni, fai limonate. Grohl nel 2015 si ruppe una gamba, eppure fece concerti lo stesso, si disegnò una sedia che gli permettesse di suonare ugualmente». Da problema a opportunità, quante volte un imprenditore ha potuto fare la differenza.  La grande differenza, per usare appunto un’espressione cara a Zanolli: «Puoi essere più piccolo o più grande dei tuoi problemi. Ma per risolverli devi essere più grande».

E tornando a ciò che può frenare sulla propria strada anche imprenditoriale, prendete questa sentenza senza appello scritta dai critici mezzo secolo fa proposito di due musicisti: «Uno scrittore di canzoni molto limitato, brani deboli e privi di fantasia… Il canto è poco convincente, sul palco non riesce mai ad emozionare». Signori, stavano parlando di Jimmy Page e Robert Plant, ovvero i Led Zeppelin: «La grande differenza – conclude Zanolli – è sapersi staccare dalle critiche, specie quelle che non tengono a costruire ma soltanto a sminuire i nostri talenti… Le opinioni degli altri sono solo opinioni. La migliore risposta sono i risultati».

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