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La progettazione alla Comec Italia: “Fast and Furious”. Come i bolidi dell’automotive

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Anatole France, scrittore francese vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1921, diceva che «per realizzare grandi cose non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere». Una storia che le piccole e medie imprese della provincia di Varese scrivono ogni giorno nello spazio aperto dell’economia. Ben sapendo che la rotta si può tracciare anche da terra, ma il vero rischio lo si accetta una volta che si è in mare.

NEL MONDO, PUNTANDO SULL’AUTOMOTIVE
La Comec Italia della famiglia Baggini – fondata nel 1970 dai fratelli Walter, Edgardo ed Enrico, da anni ha compiuto il passaggio generazionale con l’entrata in azienda di Manuele, figlio di Walter – da sempre si muove in questa continua sfida tra sogno e realtà. E’ sufficiente spostarsi nel gigantesco reparto produttivo, per rendersi conto di quanto la globalizzazione sia anche un’espressione di quella vocazione all’imprenditoria che caratterizza la nostra provincia. Qui, al Centro Artigianale di Cavaria, l’azienda studia, progetta e assembla macchine tampografiche – ad oggi sono 15mila quelle vendute in tutto il mondo – pronte a salpare per gli Stati Uniti d’America (alcune sono state acquistate anche dalla più grande catena americana della pizza), buona parte dell’Europa (anche per colorare monete e medaglie da collezione) e l’Estremo Oriente: non solo in Giappone ma anche in Cina. Per alcuni fra i più grandi marchi dell’automotive mondiale.

QUANDO LE IDEE “VANNO DI FRETTA”: LA PROGETTAZIONE DIVENTA “FAST”
A nulla servirebbe elencarne i nomi perché nulla aggiungerebbero alla sostanza del racconto. Il punto è un altro, e sta tutto nella proprietà camaleontica della Comec Italia (ormai entrata nel mondo della stampa digitale in piano, ma anche su superfici cilindriche grazie alla collaborazione con l’americana Engineering Printing Solution) e nell’alto significato che sta dando al verbo “progettare”.
Roberto Mazzocca, cinquantadue anni, ingegnere coordinatore dell’Ufficio tecnico dell’azienda, rimarca un concetto che nuovo non è ma al quale, a volte, non si dà il giusto peso: «Il vero valore della progettazione sta nelle idee. Da sempre, queste sono l’humus fondamentale di chi deve studiare soluzioni innovative. Oggi il vero cambiamento sta nei tempi e nelle tecnologie: le seconde accorciano i primi, ma è sempre l’uomo a dover consigliare il cliente su strutture, grafica e dimensioni. Ecco, la vera sfida è rispondere sempre prima e sempre meglio ai bisogni del committente per la definizione del prodotto. E’ questo che ti tiene sotto pressione. Sono le richieste urgenti: “Il prototipo mi serve in due settimane”. In quel “tot” sai benissimo di non poterlo fare, ma lo devi fare. La validità della Comec Italia è che si è sviluppata negli anni ed ora è in grado di valorizzare la propria esperienza, ma al problem solving – alla fretta che spesso lo accompagna –  non ci si abitua mai. Però, in questa rapidità d’azione gli italiani sono i migliori: se c’è una qualità alla quale i clienti esteri non rinunciano, è la nostra flessibilità».

MACCHINE INTELLIGENTI CHE SODDISFANO ESTETICA E FUNZIONALITA’
Soprattutto quando si entra nel flusso accelerato del mercato dell’automotive, dove la funzionalità del prodotto si sposa alla ricercatezza estetica e dove «le macchine – prosegue Roberto Mazzocca – devono stare al passo con i tempi. Gli stessi clienti non sanno cosa si farà domani, e proprio per questo chiedono macchine sempre più precise, che si possano attrezzare facilmente, con sistemi di visione, telecamere e settaggio dei parametri per diminuire sempre più la discrezionalità del controllo da parte dell’operatore. Il difficile è che noi realizziamo prototipi e attrezzature di prodotti non ancora definiti». Da qui è nata la nuova macchina della Comec Italia, per la stampa grafica sui cerchioni di auto di alta gamma, in grado di assicurare una totale personalizzazione del prodotto perché capace di memorizzare dieci cicli di stampa e di selezionare il tampone giusto per le diverse parti del pezzo. Una vera “isola di lavoro” dove il cerchione ruota e si inclina, permettendo al tampone di scendere sempre in verticale: «Qui, a fare la differenza è l’interpolazione degli assi e la loro dinamicità. E’ così che si raggiungono i tre obiettivi del mercato di oggi: velocità, risparmio di tempo e cura dei particolari», prosegue l’ingegnere.

GLI ITALIANI? BATTONO ASIATICI, TEDESCHI E AMERICANI
Ed è sempre Mazzocca a ricordare quanto la tampografia, oggi, «debba essere in grado di soddisfare le esigenze tecniche più sofisticate. Per esempio, una stampa che oscura può dirigere i fasci luminosi dei fanali dell’auto facendo da barriera alla perdita di luminosità. In queste sfide, i tecnici italiani eccellono. In fatto di conoscenze e applicazioni tecnologiche siamo superiori ai concorrenti asiatici, mentre superiamo tedeschi e americani grazie alla nostra adattabilità. Perché facciamo le cose come ce le chiedono, ma con quell’aggiunta di creatività che li spiazza».


Comec Italia Srl
Piazzale del Lavoro 149 – Cavaria Con Premezzo
Tel. 0331 219516
Mail: info@comec-italia.it

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