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Mettersi in proprio: quale è il tuo modello di business? Ne parliamo il 12 dicembre

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Si può avere l’idea più bella al mondo, ma non è detto che funzioni. Se l’idea è al centro del percorso che potrebbe portare all’apertura di una nuova attività, è poi il cliente a comandare. Per dirla tutta, sognare non è un reato ma l’imprenditore deve fare i conti con la realtà. E svegliarsi dal sogno, a volte, fa male. Mettersi in proprio non è un esercizio di stile ma un viaggio, concreto, in quella che è l’impresa.

UN’IMPRESA SU TRE NON ARRIVA AL QUINTO COMPLEANNO
Fanno riflettere alcuni dati nazionali diffusi pochi giorni fa da Unioncamere: su 100 imprese fondate nel 2011 da under 35, oggi 62 sono ancora vive e vegete e combattono sul mercato. La percentuale scende a 53 quando si parla delle attività aperte dagli over 35. Una impresa su tre non arriva al quinto compleanno, ma poi chi sopravvive regge meglio ai capricci del mercato. Insomma, i giovani sono attratti dall’idea di diventare imprenditori ma, nello stesso tempo, sanno che non è facile e che bisogna crederci.

IL CICLO CHE GUIDA IL NEO-IMPRENDITORE
Bisogna mettersi in gioco, ed è per questo che il progetto “Mettersi in proprio x far crescere le idee” – promosso da Confartigianato Imprese Varese e Fondazione San Giuseppe con l’ambito distrettuale di Tradate, Rete Giunca, Solidarietà&Servizi, Naturart, Sos Malnate e Csv Insubria e la collaborazione del comune di Venegono Inferiore – va ad incidere nella materia viva della futura impresa: il modello di business.
Giovedì 12 dicembre, alle ore 18.30, all’Officina C@ffè in via Mauceri 28 a Venegono Inferiore, prenderà il via con “La gestione del business” un percorso composto da altre tre tappe: il 16 gennaio 2020 Davide Dalla Valle (servizio Formazione per le imprese di Confartigianato Varese) affronterà il tema de “La gestione delle persone”, il 23 gennaio sarà la volta di Luna Tovaglieri (corporate coach) in “La gestione del tempo” mentre il 30 gennaio, a chiudere il ciclo, sarà Emilio Buonanno (senior partner di Boardwork) in “La gestione delle risorse”. Ora e luogo restano invariati.

SI PARTE SEMPRE DA UN MODELLO DI BUSINESS
Però senza un modello di business chiaro, efficace, condiviso ed elastico l’azienda non può partire. Giovedì 12 dicembre Pietro Resteghini, del servizio Formazione di Confartigianato, sarà affiancato da Paolo Righi di NeverWas Radio. Il format radiofonico sarà alla base di una chiacchierata, a tratti informale, che aiuterà i partecipanti a capire perché è così importante affidarsi alla costruzione di un Business Model Canvas che metta in luce i punti focali della propria idea di business. Innanzitutto, ci si concentrerà sul cliente e sulla sua importanza nella vita di un’azienda. Subito dopo sarà la volta del valore che si riesce a dare alla propria attività attraverso un’offerta capace di restare sul mercato, ma diversa rispetto a quanto promosso dai propri competitor. E qui entrerà in scena anche il peso del brand. Nella relazione tra ricavi e costi, tra canali e relazioni e partnership prenderà forma il Business Model Canvas.

L’INNOVAZIONE FA LA DIFFERENZA: DAI CLIENTI ALLE RELAZIONI
Un modello nel quale il potenziale imprenditore mette in chiaro la costruzione della propria idea imprenditoriale, e la realizza facendo leva sull’innovazione. «E’ così – commenta Pietro Resteghini – perché innovare significa trovare strumenti e soluzioni sempre più funzionali al sostegno del proprio business. Quindi, come cercare i clienti in modo diverso, come ridurre i costi, come migliorare le proprie relazioni, come usare canali alternativi per arrivare ad una distribuzione dei prodotti più estesa e per raggiungere nuovi contatti. Certo è importante essere presenti a questo primo incontro per poi incastrare le informazioni raccolte con quelle che arriveranno, poi, nelle altre tre serate: è un puzzle che si completa strada facendo. E che fa capire ai presenti perché, a volte, è fondamentale eliminare o diminuire qualcosa che non serve (per esempio alcuni clienti che non sono fonte di reddito) per aumentare, o creare, qualcosa che è utile. In sintesi: far nascere un’impresa significa, anche, prendersene cura ma, nello stesso tempo, avere il coraggio di lasciare andare un’idea che non va».

TANTI ESEMPI DI CHI CE L’HA FATTA (O QUASI)
Inutile incaponirsi: suggerimenti, consigli ed esempi di realtà imprenditoriali a livello mondiale – Kodak, Fujifilm, Blockbuster – giovedì 12 dicembre faranno da guida a chi sogna un futuro da imprenditore. Per capire se il sogno potrà diventare realtà.

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