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Home Il mercato del lavoro? il Novecento è passato: abituiamoci alla “transizione”…

Il mercato del lavoro? il Novecento è passato: abituiamoci alla “transizione”…

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#Rassegnastampa

GIOVANI E DONNE SPINGONO L’OCCUPAZIONE
Questa mattina ne scrivono tutti i quotidiani, perché il tema dell’occupazione è una spina nel fianco dell’Italia. Eppure, l’Istat ha diffuso notizie in parte buone e rincuoranti: novembre è stato un mese con il segno più. Il tasso di occupazione – +0,1% rispetto a ottobre – ha toccato il 59,4%: il valore più alto dall’inizio delle serie storiche, che partono dal 1977. In numeri assoluti, le persone che hanno un lavoro in Italia sono 23 milioni 486mila. I posti in più sono 41mila: 35mila donne; 6mila uomini. Aumentano i “posti fissi” (+67mila), diminuiscono gli autonomi (passano dal 25% al 22,5%), aumentano i lavoratori a termine (erano il 10% e ora sono al 13,2%) e i part time (4,5 milioni contro i 3,3 milioni dei 10 anni prima; un contratto su due interessa le donne). Purtroppo, aumenta il tasso disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni), che a novembre risale di 0,4 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione generale resta invece stabile al 9,7%: il terzo peggiore in Europa, dietro a Grecia e Spagna.

MERCATO DEL LAVORO: IL COMMENTO DI ADAPT
Francesco Seghezzi, presidente della Fondazione Adapt, su “Il Sole 24 Ore” sostiene che «spesso si tende a dipingere l’Italia, sbagliando, come un Paese nel quale l’occupazione a tempo dilaga e nel quale il lavoro stabile non esiste più. Una visione semplicistica». I dati Eurostat dicono che, per quanto riguarda il lavoro temporaneo, a fronte di una media del 13,6% l’Italia ha una quota di lavoratori a termine del 17,1%, posizionandosi così alle spalle di Spagna, Polonia, Portogallo, Olanda, Croazia e appena sopra a Francia e Finlandia. Scomponendo il dato per fasce di età, «si scopre, invece, che l’incidenza del lavoro temporaneo nei giovani è notevolmente più elevata della media europea: quest’ultima è del 42,8%; in Italia sale al 63,2% (la Spagna arriva al 68%)». Non è corretto considerare come negativo un contratto a termine e un lavoro a tempo indeterminato come automaticamente positivo. Invece di perdersi nell’eterno dibattito sull’articolo 18, meglio rendersi consapevoli del fatto che i mercati del lavoro oggi sono profondamente diversi da quella struttura statica e lineare tipica del Novecento industriale. Almeno, per un’importante fetta di lavoratori». Ecco perché il presidente di Adapt parla di «transizione. Quella che già c’è tra lavori, formazione, tipologie contrattuali diverse e che, oggi, è sempre più una normalità. La transizione, se accompagnata da una adeguata formazione e valorizzazione delle competenze, è una possibile opportunità di crescita. Smettiamola di trattare il lavoro e i lavoratori come un grande insieme monolitico».

NUOVE IMPRESE: VARESE SEMPRE PIU’ DINAMICA
In provincia di Varese, nei primi quattro giorni dell’anno sono nate 11 nuove aziende. «Un risultato – scrive “La Prealpina” – che colloca il nostro territorio al quarto posto nella classifica lombarda e al trentunesimo in quella italiana». L’Italia, infatti, da Capodanno al 4 gennaio ha tenuto a battesimo ben 1.250 imprese; una su cinque in Lombardia: «In totale 241 imprese, pari a una sessantina al giorno. Il 6% ha aperto a Bergamo, il 5% a Brescia e Roma, il 4% a Cuneo, Bari e Milano». I settori più gettonati sono, nell’ordine, quello del commercio al dettaglio, alloggio e ristorazione, manifatturiero e servizi alla persona, costruzione e commercio all’ingrosso. La provincia di Milano si guadagna la medaglia di bronzo dietro a Bergamo e Brescia, con i suoi «45 fiocchi rosa imprenditoriali». Chi pensa di avere una buona idea imprenditoriale, e si vuole “mettere in proprio”, può chiedere un appuntamento ai professionisti di Confartigianato Varese: un consiglio valido non fa mai male

COMUNE DI VARESE: LE SFIDE PER IL NUOVO ANNO
L’agenda 2020 del Comune di Varese, si apre con una serie di progetti da portare al traguardo. Li racconta, in sintesi, il quotidiano “La Prealpina”:

  • Piano sosta: le strisce blu, i permessi, l’Sos dal centro invaso la sera e dove è difficile sostare. I ritocchi vengono richiesti da più parti
  • Piazza Repubblica e caserma: la piazza diventerà sede del mercato; l’ex caserma si trasformerà in polo culturale
  • Piano stazioni: un progetto da 18 milioni di euro, che dovrebbe partire a breve. A Palazzo Chigi, a Roma, la sigla della convenzione
  • Cultura: dopo la mostra di Guttuso (che ha avuto 18mila visitatori), si darà il via ai lavori per adeguare la sede museale agli standard attuali per ospitare mostre
  • Mercato: lascerà Piazzale Kennedy per occupare Piazza Repubblica più giorni la settimana
  • Villa Mylius: non è ancora decollato il progetto dell’Accademia del gusto e delle arti, collegato alla Fondazione Gualtiero Marchesi
  • Tassa di soggiorno: la somma da investire in attività per richiamare il turismo è salita a oltre 400mila euro
  • Impianti sportivi: lavori allo stadio “Franco Ossola” e al palaghiaccio. Tra gli impianti rimessi a nuovo e ampliati, quelli dedicati all’atletica a Calcinate degli Orrigoni
  • Strade sicure: interventi in città per la creazione di isole pedonali al centro della carreggiata e il potenziamento dei punti luce
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