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Parola d’ordine, “investire”: liquidità, green e alta velocità…

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#Rassegnastampa

LE IMPRESE E LA LIQUIDITÀ SUL CONTO CORRENTE: A VARESE UN SEMINARIO PER INVESTIRE
Calano gli investimenti, ma crescono i depositi sui conti correnti. Che fare?
Se ne parla mercoledì 19 febbraio, dalle 18.15, nella Sala Barazzo (quarto piano) della sede di UBI Banca in via Ugo Foscolo 3 a Varese. Confartigianato Varese Artser, UBI Banca e Pramerica SGR, società di gestione del risparmio, illustreranno il contesto economico internazionale all’interno del quale le aziende potranno identificare le strategie di gestione del risparmio più adatte per loro, in relazione all’andamento dei mercati. D’altronde, se correttamente impiegata la liquidità può produrre reddito per il conto economico delle imprese. L’importante è evitare il “fai da te” che, al netto delle competenze, richiede un tempo da dedicare alle analisi che spesso gli imprenditori non hanno.
Per partecipare: https://www.asarva.org/2020/01/liquidita-sul-conto-corrente-cresce-quella-delle-imprese-a-varese-un-seminario-per-investire/

INVESTIMENTI GREEN: LE IMPRESE DELL’OIL&GAS DEVONO “SALIRE A BORDO”
Lo dice Faith Birol, a capo dell’Agenzia Internazionale dell’energia (Iea): «La lotta al cambiamento climatico ha bisogno di una coalizione ampia che comprende governi, investitori, società e chiunque sia genuinamente impegnato nella riduzione delle emissioni. Questo sforzo richiede che l’industria dell’oil&gas sia a bordo con convinzione». Perché le scelte climatiche delle industrie del settore condizioneranno sempre più, nei prossimi anni, «la loro accettazione sociale e la capacità di attrarre investitori», scrive il Corriere della Sera. Secondo i dati, «il 15% delle emissioni globali di gas serra legate all’energia provengono dal processo di estrazione e produzione di petrolio e gas. Attualmente, le big oil spendono circa il 5% in media su progetti che interessano la produzione di energia solare e eolica: troppo poco». Dovranno impegnarsi, invece, per portare a maturità alcune tecnologie verdi come, per esempio, quelle «per la cattura e lo stoccaggio della Co2 o l’uso dell’idrogeno. Però, non bisogna pensare che la soluzione per una transizione energetica più efficace, sia la sospensione immediata degli investimenti nelle attività petrolifere: ad oggi, la produzione dei campi esistenti cala a un ritmo di circa l’8% all’anno in assenza di investimenti, più di quanto non sia la caduta plausibile della domanda globale di energia».

L’ITALIA, LEADER NELL’ALTA VELOCITA’
Dal Sole 24 Ore: «Ci sono almeno sei tratte ferroviarie, in Europa, dove potrebbe essere introdotto un servizio ad Alta Velocità (AV) per i passeggeri: Atene-Salonicco, Vienna-Budapest, Varsavia-Berlino, Varsavia-Danzica, Praga-Berlino, Londra-Manchester-Edimburgo. Collegamenti tra i 300 e i 600 chilometri, ad una velocità massima di 250 Km/h». Un’opportunità di crescita per le imprese italiane, gruppo Fs e treno Italo. Un’occasione, certo, considerando il fatto che dal dicembre 2020, ci sarà «la completa liberalizzazione del mercato prevista dal IV pacchetto ferroviario». Se ne parlerà il 9-11 settembre al Politecnico di Milano: l’Italia ospiterà, per la prima volta, l’European Transport Conference. Di cosa si tratta? «Con l’apertura del mercato europeo dell’Alta Velocità, da fine anno le imprese ferroviarie potranno offrire servizi di AV su tratte interne in altri stati membri, in concorrenza con l’operatore dominante. Questo permetterà alle Ferrovie italiane di ampliare il proprio business in Germania, Francia, Spagna, Olanda e Gran Bretagna per esportare le competenze e le eccellenze ferroviarie, tecnologiche e non, del made in Italy. Insomma, l’Italia potrà essere una grande protagonista dello spazio unico europeo. Perché l’Italia, è il Paese più avanzato in materia di liberalizzazione del trasporto ferroviario. Infatti, è l’unica nazione ad aver aperto alla concorrenza il mercato della AV, quello più remunerativo». Con una riduzione dei biglietti del 34%. Se poi si considera il fatto che l’Europa, con il Green New Deal, ha deciso di scommettere sul tremo, «considerato un mezzo di trasporto rispettoso dell’ambiente», tutto coincide.

OTTO MILIONI IN QUATTRO ANNI: IL “BOTTINO” DELLE’VASIONE TRIBUTARIA
Accade a Gallarate dove, dal 2016 al 2019, il Comune ha recuperato un totale di 8 milioni 380mila euro per Imu, Tasi e Tari. Scrive, la Prealpina: «In particolare, si registra un incremento degli incassi nell’anno appena trascorso con 2 milioni 990mila euro, a fronte di 1 milione 990mila euro incassati nel 2018. La performance migliore riguarda la tassa rifiuti, per la quale ha riscosso poco meno del 50% del totale». Per i pagamenti, i cittadini possono utilizzare lo sportello telematico LinkMate, disponibile 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Tra qualche giorno, inoltre, «saranno attivati i nuovi Pos@PA, che consentiranno il pagamento PagoPa per la Tari, direttamente con i Pos, anche in Comune senza commissioni».

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