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Storia del ricercatore che è diventato imprenditore. «Cosa mi ha convinto? Il computer»

20191212_104704Un diploma al Liceo classico ai Salesiani di Milano, una laurea in Lettere antiche all’Università Cattolica all’età di ventitré anni, l’abilitazione all’insegnamento ottenuto durante il servizio militare, subito dopo borsista in ambito accademico e, in ultimo, ricercatore di ruolo all’università. Professione: imprenditore. Giuseppe Tibiletti, nell’azienda di papà Vincenzo, in realtà c’è sempre stato: «Se non con le mani, con la testa – commenta il co-titolare che guida le Arti Grafiche Tibiletti di Azzate insieme alla sorella Patrizia – Mi ha sempre appassionato il fatto di poter legare le mie competenze (mi sono laureato con una tesi sui Papiri greci) alla stampa. Così i miei primi clienti sono arrivati proprio dal mondo accademico con la produzione di volumi filologici dedicati agli autori classici antichi. Platone, per esempio. Ma ciò che mi ha sempre incuriosito, anche quando lavoravo all’università, era la grande rivoluzione che stava ormai per arrivare: quella informatica».

AL BANDO I FOGLIETTI: VIVA I PC
I computer, i primi Ibm, con quella prodigiosa capacità di velocizzare tutto. Il mondo correva, e Giuseppe Tibiletti non poteva non adeguare il proprio ritmo di marcia a quello sprint pazzesco: «Ho scelto di fare parte di un sistema che stava cambiando il mondo. In azienda ci eravamo dotati di Pc, mentre all’università si scriveva, si facevano ricerche, si archiviava ancora tutto a mano. La consideravo una pazzia: mi sembrava di buttare il mio tempo. Così, portando l’informatica in azienda decisi di licenziarmi. Il preside della facoltà mi diede del matto e, sinceramente, quando ci ripenso non posso non provare un piccolo rimpianto. Forse, restando a Milano, avrei fatto una vita più tranquilla».

TEMPI E METODI, SOFTWARE DI ARCHIVIAZIONE E LINGUISTICA COMPUTAZIONALE
Ma non è questo che interessa ad un imprenditore. Ciò che conta, è mettere la propria lungimiranza al servizio della propria azienda. E dei propri clienti. Da una parte i computer e dall’altro la creazione di un software per il controllo dei tempi di produzione, delle commesse e dei consuntivi: «Qui alla Arti Grafiche Tibiletti abbiamo sempre registrato tutto. E tutto è conservato come se fosse il primo giorno secondo il metodo della contabilità industriale. Secondo la buona prassi dei “tempi e metodi”. Mi accorsi che in questo mio percorso avevo unito i puntini dei miei studi e della mia passione: quella per l’archivistica e per la linguistica computazionale, con corsi tenuti da padre Roberto Brusa, un gesuita pioniere del settore».

IN 30 ANNI, 500 ANNI DI RIVOLUZIONI: CON IL FLOPPY DISC CAMBIA TUTTO
Il fatturato dell’azienda si impenna: professori delle università milanesi stampano ad Azzate, e con Giuseppe ci si intende al volo. Parlare la stessa lingua è sempre un vantaggio. E quando si tratta di greco antico, il vantaggio sa di miracolo. Giuseppe corregge, entra nel merito dei testi, costruisce un ponte tra lui e il mondo accademico che non è fatto solo di professionalità imprenditoriale ma anche di fiducia e di empatia. Fatto sta, che negli anni Novanta l’azienda passa da due a tredici dipendenti: «Negli ultimi trent’anni – interviene ancora l’imprenditore – al settore tipografico è successo ciò che non era mai accaduto in 500 anni. Dall’invenzione dei caratteri mobili di Johannes Gutenberg nel 1455. Tutto cambia, le rivoluzioni si inseguono, anche l’editoria non è più la stessa: i floppy disc hanno creato la prima frattura tra il prima e il dopo. Bisogna attrezzarsi per offrire sempre nuovi servizi».

ARRIVA IL DIGITALE: SI VINCE SE CI SI ADEGUA
L’azienda con sede in via 2 Giugno, dove oggi ci lavorano sei persone, fa del cambiamento il suo must: alla fine degli anni Novanta diminuisce la produzione dei trattati filologici ed entra con maggiore forza in quella commerciale. Lo spazio che era sempre stato di papà Vincenzo, fatto di blocchi, moduli, calendari e buste, si estende ai prodotti da cartotecnica realizzati in partnership (come cappellotti ed espositori) e si insiste sugli investimenti nel mondo digitale. Nel 1995 arriva la prima stampa a colori sostituita, a cicli costanti di tre o cinque anni, con le macchine di ultima generazione: plotter a rotolo con inchiostri ecologici, macchine inodori senza solventi, una calandra per accoppiare, laminare e applicare i film di protezione, un plotter da taglio. Il commento di Giuseppe Tibiletti è tanto pratico quanto incisivo: «Ci siamo adeguati al mercato».

LE LINEE GUIDA PER STARE AL PASSO
Seguendo una linea d’azione che da quel 1962, l’anno in cui nasce la Arti Grafiche Tibiletti, è sempre attuale: «La collaborazione è fondamentale, ma per lavorare con gli altri devi conoscere processi e prodotti – prosegue il titolare – Poi si deve dare valore alla propria esperienza, studiare e accogliere le novità tecnologiche in relazione ai propri volumi di lavoro, sviluppare l’aspetto marketing in modo scientifico (a tutti i clienti inviamo una newsletter con le novità che riguardano le nostre lavorazioni), concentrarsi sull’aspetto commerciale door-to-door (incontrare i clienti di persona, quelli che già che ci sono e quelli potenziali, dà il polso della situazione: come va il mercato e cosa chiede) e, infine, digitalizzare l’impresa». Che per capire dove sta andando, ricorda da dove è venuta: la prima macchina per la stampa, la «Pedalina», è del 1929. Ed è quella che accoglie i clienti, una volta entrati in azienda.

Arti Grafiche Tibiletti
Via 2 Giugno, 30 – Azzate
Tel. 0332.459257
Mail: info@tibiletti.it

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