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Cina, il business si fa. Ma prima, si ascolta con l’intelligenza artificiale

first-business-trip-to-china-feature_1290x688_msChi sa leggere nel mercato cinese, anche in un momento di relativa difficoltà? Chi sa analizzare i dati online. La risposta è arrivata forte e chiara da Reply, la società specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali. Che ha fatto nascere “China Beats”, la nuova formula di business intelligence per muoversi con sicurezza in un Paese lontano anche culturalmente, ma ricco di opportunità.

In particolare, è  TD Reply nel gruppo a essersi mossa in questa direzione, la realtà concentrata nella consulenza di data-driven marketing. Uso i dati per fare business. Il passaggio (non) segreto è l’AI- Social Listening di tutti i principali e-commerce, social media e piattaforme di ricerca cinesi come Alibaba, Baidu, WeChat e Weibo. Dunque l’intelligenza artificiale alleata del mercato. Un passo importante, perché si stima che entro il 2022 la classe media sarà composta da 550 milioni di cinesi. Con abitudini ed esigenze però tutt’altro che scontate da capire per il mondo occidentale, di qui l’importanza dei dati digitali: i consumatori asiatici usano moltissimo le piattaforme, lasciandovi tracce preziose delle loro abitudini.

chinabeatIl lancio ufficiale nell’ottobre del 2019. Ma come si è arrivati a questa soluzione? Ce lo spiega Lars-Alexander Mayer, partner di TD Reply: «Usare i dati per comprendere le strategie è al centro del nostro lavoro da più di dieci anni. Ci siamo sempre concentrati sull’analisi e sull’attribuzione di significati ai dati digitali, questo per aiutare i nostri clienti  a trasformarli in affari per creare impatto e apportare cambiamenti».

Secondo Mayer, questi dati sono la nuova opportunità di misura per comprendere l’attività economica, perché ciò che vediamo online ci racconta cosa accade offline: «Tutto ciò che è rilevante, può essere misurato online e tutto ciò che può essere effettivamente misurato online, è rilevante». Principio che qui amano definire il “Digital Sound Box”: mostra come si comportano i consumatori, ciò che vogliono e come percepiscono prodotti e brand.

IL VANTAGGIO COMPETITIVO DEI DATI
Ecco perché questo tesoro di dati può offrire vantaggi competitivi alle aziende: «Ascoltare i clienti e il loro feedback può facilitare lo sviluppo dei prodotti, capire come le persone li percepiscono può migliorare la qualità delle decisioni di affari, monitorarli può prevenire le crisi di comunicazione… I dati digitali riescono persino a ottimizzare la distribuzione del prodotto e sono usati per predire le vendite».

Questo “Digital Sound Box” risuona proprio così in Cina. Differente è l’ecosistema, sottolinea Mayer, perché serve «un altro strumento, concepito in modo specifico per afferrare, immagazzinare, interpretare e tradurre i dati per un pubblico fuori dai confini cinesi».

Il partner di TD Reply non ha dubbi in proposito: «Se vuoi capire la Cina, devi essere lì. Noi abbiamo aperto il nostro ufficio a Pechino nel 2010 come partner strategico per il Volkswagen People’s Car Project. Questo si è rivelato cruciale per lo sviluppo di China Beats. Che appunto raccoglie i dati da fonti digitali cinesi, come Baidu, Alibaba, WeChat.  Attualmente questa soluzione viene sviluppata sia a Pechino sia a Berlino.

TUTTE LE DOMANDE TROVANO UNA RISPOSTA
0Già, ma a chi sarà utile sul campo China Beats? «Oggi copre la maggior parte delle industrie più importanti nel mercato cinese – risponde Meyer – automotive, tecnologia, moda, lusso, beni di largo consumo. Lo sviluppo più interessante è nel nucleo stesso: l’interpretazione dei dati, facilitata dal machine learning, con un sofisticato algoritmo che è addestrato ed evoluto». Dal marketing alle vendite o allo sviluppo del business, ci si possono porre domande precise: sui trend più rilevanti delle tecnologie per i clienti, o sulla percezione del brand nel panorama competitivo, anche guardando i concorrenti. Le discussioni che avvengono su ciò che si produce o sui marchi, sono così monitorate anche con i temi più diffusi.

Mayer fa un esempio: «Il Consumer Rights Day viene celebrato sulla televisione di Stato cinese. Ecco che lo show mostra pratiche inadeguate di brand popolari. Negli anni scorsi sono finiti nel mirino anche Apple, Volkswagen o Nike. Nella maggior parte dei casi, il dibattito su di loro era iniziato mesi prima sui social media». China Beats traccia dunque due possibilità: non solo essere allertati su potenziali crisi nel momento in cui iniziano, ma anche misurare l’effetto per il brand e la strategia per una reazione.

C’è anche un esempio tutto italiano, che molti ricorderanno: Dolce & Gabbana, che ha visto l’Alibaba’s TMall o JD.com ancora oggi non reintrodurre i loro prodotti. Né Vogue China pubblica le pubblicità. «Con China Beats – spiega Mayer – sarebbe stato possibile rintracciare e identificare l’impatto della crisi che stava per esplodere, in modo da dare un’efficace risposta».

La soluzione di TD Reply è anche l’idea della piattaforma Pulse, capace di trasformare i dati in storie. Adattata ai bisogni dell’organizzazione aziendale, sa offrire tutte le informazioni agli utenti di alto livello. E gli analisti possono concentrarsi sull’approfondimento di quei dati.

In pratica, Pulse fa questo: «Ti lascia rintracciare i drivers dei tuoi principali affari, aumenta la performance delle tue campagne e altri effetti che aumentano il valore del business, tiene anche monitorati i movimenti dei competitor».

 

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