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Motori green, credito, digitale: vi diamo una marcia in più…

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#Rassegnastampa

CREDITO IN RETROMARCIA: TANTA LIQUIDTA’ SUI C/C. NE PARLIAMO A VARESE
L’ultimo trimestre del 2019 ha fatto registrare una flessione nel numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti, presentate dalle imprese italiane alle banche, del 2,9%. Rispetto al 2018, siamo a -3,4%. Lo dice l’ultima analisi dell’Osservatorio Crif: i finanziamenti alle imprese diminuiscono ancora, ma questa volta soprattutto perché sono gli imprenditori a volerlo. Non si fidano delle tensioni internazionali – economiche, politiche, sanitarie – e così non investono. In Lombardia, «la battuta d’arresto è stata del 4,1% – scrive La Prealpina – mentre a Varese si supera addirittura la media regionale con un -6,4%. I finanziamenti bancari scendono, però, anche per un’altra ragione: il settore creditizio sta vivendo una fase di cambiamento, accelerato anche dall’avvento della fintech».
Sui conti correnti, la liquidità non manca. Come usarla al meglio? Come ottenere rendimenti interessanti, valutando le necessità delle imprese in relazione ai tempestivi cambiamenti dei mercati? Confartigianato Imprese Varese, Ubi Banca e Pramerica SGR (società di gestione del risparmio) affronteranno il tema mercoledì 19 febbraio, alle ore 18.15, nella Sala Barazzo (quarto piano) della sede di Ubi Banca in via Ugo Foscolo 3, a Varese. Per informazioni: https://tinyurl.com/waqfvsx.

IL FUTURO? E’ GIA’ OGGI, CON IL SAPERE ARTIGIANO CHE SI SALDA AL DIGITALE
Le imprese, insomma, frenano. E non è un bene. A sostenere, un’altra volta, l’unicità artigianale e la sua importanza per la crescita del Paese, è Stefano Micelli sulle colonne del Sole 24 Ore. Che scrive: «L’ultimo libro di Davide Rampello racconta una “Italia fatta a mano”…L’Italia dei mestieri artigianali che non è la riproposizione tardiva del piccolo è bello, ma è l’elogio di una biodiversità preziosa che rappresenta un’opportunità per l’Italia. Su questo terreno, è possibile immaginare la riqualificazione di borghi e province e il rilancio di produzioni di nicchia che meritano attenzione a livello internazionale». Sapere ereditato, tradizione che non conserva solo i gesti ma li spinge oltre in una «saldatura fra digitale e maestria artigiana». Perché «fra le principali tendenze dei prossimi anni, oltre a sostenibilità e green economy, ci sarà anche l’artigianalità digitale. Quella capace di soddisfare la progettazione virtuale che prefigura una varietà di prodotti sconosciuta nel mondo della produzione di massa. Tutto questo ha bisogno di una manifattura capace di ascoltare le richieste di clienti spesso molto esigenti, di gestire lo sviluppo del prodotto in tempi contenuti, di farsi carico di lotti di dimensione minima». Tutto questo rappresenta «l’unica strada per ricomporre un’alleanza fra creatività e manifattura tradizionale, fra talenti e territori in difficoltà, fra generazioni diverse che hanno bisogno di ritrovare punti di contatto». Concetti semplici che alle istituzioni non dovrebbero sfuggire.

CONFARTIGIANATO ACCENDE I MOTORI GREEN NELLE PMI DEL VARESOTTO
Nel frattempo, a questa “alleanza” ci sta pensando Confartigianato Imprese Varese. Perché la rete, o la filiera, tra imprese presuppone la volontà di allearsi e di cooperare per un obiettivo comune. In questo caso, l’Associazione varesina vuole aprire una nuova strada per le Pmi della provincia di Varese attive nel settore dell’automotive. Una via “green”. The European House – Ambrosetti, su incarico di Confartigianato Varese, sta analizzando il settore e le sue potenzialità. Che anche in provincia di Varese sono tante: il nostro territorio, infatti, è secondo dopo Milano per numero di imprese attive nella mobilità avanzata e terza, a ruota del capoluogo lombardo e di Monza e Brianza, per fatturato e occupati. Insomma, «ragionare su questo settore – dice il direttore generale di Confartigianato Varese, Mauro Colombo – significa mettere fondamenta solide per accompagnare il percorso di riconversione e digitalizzazione delle imprese attive nell’automotive». Il 20 marzo saranno svelati i risultati della ricerca. Per informazioni: https://tinyurl.com/slf94zf.

PLASTIC E SUGAR TAX: NE SE RIPARLA. E SE NE DISCUTERA’ ANCHE AL FABERLAB
Non è finita. Lo scrivono il Corriere della Sera, il Giornale, il Sole 24 Ore: «Plastic e sugar tax, che dovrebbero entrare in vigore, rispettivamente, a luglio e a ottobre, saranno rimodulate. Poi, non sarà ripristinata la cedolare secca sugli affitti dei negozi (al governo sarebbe costata 261 milioni di euro); le risorse stanziate dalla Legge di bilancio sono state utilizzate per il taglio del cuneo fiscale, ci sono pochissimi soldi da spendere». Così «è ancora in campo la rimodulazione dell’Iva: si sta pensando a ridurre quella sui beni del carrello della spesa e ad aumentare quella sui beni di lusso. Nello stesso tempo, le riflessioni stanno interessando anche un sistema più “progressivo”, che significa più tasse per i redditi più alti. Resta inteso: più “progressiva” del sistema attuale». In tutto questo, sembra esserci un’unica certezza: «Sostenere le famiglie numerose (assegno unico) e gli incapienti (con redditi fino a 8mila euro)». A proposito di plastica: se ne discuterà al Faberlab di Tradate, per capire quale futuro attende le imprese. E per rispondere a questa domanda: «2020: è la fine della plastica?». Vi terremo aggiornati su data e ora.

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