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Home «Coronavirus, le imprese non si fermano. Ma servono aiuti per liquidità e dipendenti»

«Coronavirus, le imprese non si fermano. Ma servono aiuti per liquidità e dipendenti»

«Noi imprenditori non abbiamo paura. Preoccupati sì, ma dobbiamo avere fiducia e continuare a comportarci – nel nostro lavoro – così come abbiamo sempre fatto. Voglio che gli imprenditori siano i primi testimoni del fatto che questo Paese può farcela ancora una volta. Perché il mondo del lavoro ha voglia di investire e di continuare in ciò che ha intrapreso».

Nelle parole di Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, si coglie l’urgenza del momento, senza abbandonarsi allo sconforto. L’urgenza di darsi una mossa senza più ritardare, perché «sono due i problemi che si dovranno risolvere senza alcuna perdita di tempo: il primo è quello legato alla liquidità delle imprese. Ne hanno bisogno più che mai oggi perché se il lavoro dovesse diminuire, o nelle realtà dove le commesse hanno già registrato un calo, un ammortizzatore di liquidità è ciò che serve. È lo strumento in grado di salvare l’economia. Dall’altro lato dobbiamo pensare ai nostri collaboratori, perché il problema del non-lavoro, o del lavorare poco, comporta la necessità di avere a disposizione strumenti a supporto del reddito. Su questo fronte, Confartigianato Varese si è già mossa con l’FSBA, la “cassa integrazione” per gli imprenditori artigiani». Il Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato garantisce l’integrazione salariale per i casi di sospensione delle attività lavorative determinati dal diffondersi del Covid-19 (Nuovo Coronavirus). Uno strumento agile e facilmente accessibile che è da considerarsi prioritario per la tenuta economica, produttiva e sociale del nostro territorio.

NEL MEZZO DI UNA TEMPESTA PERFETTA
Insomma, nessuna paura ma la guardia non la si può abbassare. Perché le imprese si trovano nel bel mezzo di quella che il presidente definisce «tempesta perfetta: il clima recessivo (che prosegue), l’emergenza sanitaria (che sta mettendo a dura prova tutto il sistema) e il credito. Le banche, soprattutto nei confronti delle Pmi, hanno un atteggiamento sempre più restrittivo: bisogna fare qualcosa. E bisogna farlo in fretta». Una richiesta, questa, sulla quale Galli insiste con particolare enfasi: «Le risorse devono arrivare alle aziende senza lungaggini, con procedure snelle e rapide. Ormai si deve intervenire in modo immediato e brusco, perché non si può scherzare. Fino ad oggi siamo riusciti a convivere con la burocrazia, denunciandone però la lentezza. Oggi, invece, ogni settimana che passa causerà problemi seri alle imprese e ai lavoratori. Quindi sì alla fiducia e all’attenzione, ma anche ad azioni veloci. In caso contrario, le imprese rischieranno. E tanto».

CREDERCI COME IMPRENDITORI E LAVORATORI
Il numero uno di Confartigianato, di fronte all’espandersi del contagio, manda un messaggio forte. Un messaggio che invita, e incita, a resistere, ad essere consapevoli di ciò che si è fatto e si sa fare. Una voce, la sua, che riporta alla responsabilità di credere in sé stessi come imprenditori, come uomini e come lavoratori.

Certo, il momento è complicato ed è difficile conservare intatta quella tranquillità dei tempi passati. Però, prosegue il presidente, «non dobbiamo e non possiamo fermarci. Le imprese hanno bisogno di interventi urgenti. Alcuni settori più di altri, penso al turismo e al commercio, ma se nell’immediato il manifatturiero non sta mostrando problemi irrisolvibili – nulla che non si possa tenere sotto controllo – temo che da qui a poche settimane, qualche effetto da virus si farà sentire».

Questo articolo fa parte dello Speciale Coronavirus – Vai allo Speciale >

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