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Home Giuseppe Conte tra due fuochi: da un lato il fermo delle imprese, dall’altro l’esercito nelle strade

Giuseppe Conte tra due fuochi: da un lato il fermo delle imprese, dall’altro l’esercito nelle strade

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#Rassegnastampa

L’ESERCITO IN STRADA, SUPERMERCATI CHIUSI, MAI PIU’ A SCUOLA
Quelle su cui sta ragionando in questi giorni il Governo, sembrano più di semplici ipotesi. D’altronde, l’arrivo di altre e più severe restrizioni agli spostamenti degli italiani, era ormai nell’aria: il contagio deve diminuire. E l’unica via per poter raggiungere il risultato, è l’isolamento. Cosa che ad alcuni non piace. Così, leggendo il Corriere della Sera, ecco quello che ci potremmo aspettare nel giro di pochissimo tempo:

  • L’esercito. Verranno schierati 7.300 soldati, ma non è esclusa la possibilITà di utilizzarne altri 20mila. Sono già arrivati in Campania e Sicilia, ma nei prossimi giorni potremmo vedere l’Esercito anche tra le strade lombarde e tra quelle della capitale: Attilio Fontana e Virginia Raggi attendono risposte. Comunque, dove e come schierare i soldati lo decideranno i Prefetti.
  • Scuole e Università. Sul tavolo ci sono due ipotesi: rinvio breve fino al 19 aprile, o riapertura il 3 maggio. In realtà, il Miur sta pensando di non riaprirle più: l’anno scolastico terminerà senza che gli studenti tornino in classe. Si proseguirà con la didattica a distanza, e i professori valuteranno gli studenti per ciò che hanno fatto in questo periodo. L’esame di maturità si “adatterà” alla situazione e verrà proposto in una “versione più leggera”.
  • I supermercati. Si dibatte su aperture e orari: c’è chi propone di chiudere i supermercati tutte le domeniche, chi pensa possa bastare una domenica sì e una no, chi vuole farli chiudere il sabato alle 15. L’obiettivo è quello di limitare la possibilità, per le persone, di utilizzare la motivazione della spesa per stare in giro.
  • La passeggiata. Mai come in questi giorni c’è stata così tanta cura per i propri amici a quattro zampe: le uscite fuori casa si sono dilungate un po’ troppo. Allora, arriva una nuova misura: sarà possibile portare a spasso il cane solo nelle vicinanze della propria abitazione.
  • Gli sport all’aperto. Non saranno vietati, ma non devono essere una scusa per incontrare gli amici. Si dovrà praticare le proprie passionI da soli e senza la possibilità di fare soste, anche se le zone sono isolate.
  • Seconde case. Si sta pensando ad un divieto di spostamento tra domicilio e residenza. Vietate anche tutte le crociere.


GLI SCIENZIATI DICONO A CONTE: «FERMI LE AZIENDE IN LOMBARDIA»
Lo ha detto anche il vicepresidente della Croce Rossa cinese: «Qui – è stato il rimprovero di Sun Shoupeng – non avete misure abbastanza severe. Bisogna fermare tutte le attività economiche». Lo scrive “La Stampa”, che aggiunge poi: «Significherebbe sigillare anche le fabbriche che non partecipano alla filiera dei beni e dei servizi essenziali. Lo chiedono i sindaci e pensano sia ormai necessario pure nel comitato tecnico scientifico». Eccone la ragione principale: «Quasi un terzo dei contagi si trova tra le aziende d’ogni genere dei due polmoni economici d’Italia: Brescia (3.783 contagi) e Bergamo (4.305 contagi). Qui, il 73% delle imprese sta andando avanti, come in tutta la regione. Come dire che nelle aree più epidemiche mezzo milione di lavoratori continua a fare avanti e indietro casa-lavoro». Così, la richiesta di governatori e scienziati al Premier Giuseppe Conte assume i toni irrequieti di chi non ha più tempo: «Fermare tutto, salvo le filiere che producono beni di consumo essenziali». E così la pensando i vertici del territorio lombardo: «Mandare avanti la produzione è stato un gravissimo errore». Conte, da canto suo, si trova a dover gestire una situazione di una complessità inimmaginabile: adottare misure ancora più restrittive o prendere decisioni dettate dalla cautela? Il Premier, ieri sera, si è confrontato in videochiamata con il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Troppa gente e troppi italiani circolano ancora per strada, l’elusione delle misure accade da Nord a Sud in troppi contesti, in questo modo un contenimento del virus è forse alla portata di mano ma non certo un’opera di annientamento, come avvenuto in Cina». Proprio lì, da ieri, non ci sono più casi di coronavirus. E questo «dopo aver adottato misure marziali. Un successo costato tanto, ma raggiunto in meno di tre mesi».

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