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Imprese, merci e lavoratori: la Svizzera rimane aperta

m_gbsb-1Emergenza Coronavirus, dopo la pubblicazione del Dpcm dell’8 marzo 2020, arrivano i primi chiarimenti. Nello specifico, è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a chiarire che «le limitazioni introdotte oggi (domenica 8 marzo, ndr) non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro ed effettuati nel rispetto della normativa in vigore. Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri e i cittadini provenienti dall’Italia per prestazioni di servizio, montaggio, assistenza tecnica o altre prestazioni di manodopera potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.
Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Anche le merci possono entrare e uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Aggiunge Emanuele Monti, presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia: «Abbiamo chiesto alle autorità ticinesi di mettere in campo iniziative simili a quelle italiane per promuovere e facilitare le modalità di lavoro da casa anche nel Canton Ticino. Registriamo positivamente, anche alla luce dell’importanza dell’opera dei nostri frontalieri nei confronti della Svizzera, che a Bellinzona si sta lavorando in questa direzione».

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