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Le strategie anti-Covid19: dal “martello e danza” ai “tre respiri profondi”

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#Rassegnastampa

“MARTELLO E DANZA”: QUANDO IL CELLULARE DIVENTA UN SALVA-VITA
Diciamocelo: chi non rinuncerebbe volentieri ad una parte della propria privacy per salvarsi la pelle e quella degli altri? Chi non vorrebbe essere “tracciato” e avvisato immediatamente di doversi fare un tampone perché è stato a contatto con un contagiato? Chi non vorrebbe essere “seguito” dalle reti per essere informato, tempestivamente, del ritorno del contagio nelle località a rischio del suo Paese? Poche storie: sul fatto che il nostro cellulare sia un trasmettitore di dati ai big della Rete, lo sappiamo tutti da anni. Ora, se questi dati – personali – ci possono servire per fronteggiare il Coronavirus, usiamoli. E’ in pericolo la nostra democrazia? I diritti individuali, così gelosamente custoditi, che fine faranno? Yuval Harari, autore di bestseller, scrive sul Financial Times che “vede con preoccupazione la tentazione di ricorrere alla tecnologia per fronteggiare il virus, legittimando oggi strumenti di sorveglianza sociale che potrebbero domani diventare permanenti”. Il Corriere della Sera dice, infatti, che “Harari preferirebbe che i dati fossero utilizzati dai cittadini per autotutelarsi, senza aprire la porta alla gestione degli Stati”. Però, sul breve termine sarebbe un errore non usarli. A maggior ragione di fronte alla strategia “martello e danza”: martellare subito il virus chiedendo alla popolazione di stare a casa; alternare azioni selettive quando i contagi scendono; intervenire rapidamente con azioni mirate geograficamente, per tipo di popolazione e per settori di attività, sulla base del rischio di contagio. Per fare tutto questo, servono informazioni granulari e freschissime su tutto: contagiati, livelli di rischio, contatti sociali, aree “pulite” o meno, cittadini vulnerabili, fabbriche in grado di ripartire, giovani che vogliono mettersi in gioco. Usare i dati delle reti mobili, in congiunzione con un App dedicata con Gps, ci porterebbe ad una gestione diversa del pericolo. Continua Harari: “I dati possono essere pseudonomizzati (non anonimi, ma neppure trasparenti), ma non si tratta di spiare tutti per sempre, ma di salvare vite per una fase che richiede norme temporanee”. Le libertà individuali e la privacy, saranno comunque garantite.

IL GARANTE DELLA PRIVACY: “NESSUNA OBIEZIONE”
Di fronte ad un interesse collettivo, “il diritto alla privacy, anche nella sua declinazione digitale di protezione dei dati, soggiace a delle limitazioni”. A dirlo a “La Stampa” è Antonello Soro, Garante della privacy: “Se poi il controllo di ogni nostro movimento significa definizione di un protocollo di tracciamento precoce dei positivi, e di chi è venuto a contatto con loro, nessuna obiezione”. Nessuna obiezione sul coinvolgimento di Google e Facebook, “a patto – prosegue il Garante – che questa non si trasformi, per loro, in un’altra occasione per raccogliere dati sensibili. In tal caso andremmo proprio nella direzione sbagliata”. Domanda: ci chi assicura che queste deroghe al diritto alla privacy cessino finita l’emergenza? “La scadenza – conclude Antonello Soro – deve essere definita in partenza e dovrà coincidere con la fine dello stato di emergenza proclamato dal governo a febbraio. Spetterà all’Autorità garante il compito di vigilare e, quando necessario, irrogare sanzioni. Che possono arrivare al 4% del fatturato. So che molti dicono che già oggi le grandi piattaforme utilizzano come vogliono i nostri dati. Credo che la spinta all’emergenza aiuterà a individuare, anche a livello internazionale, forme più efficaci di regolazione contro lo strapotere dei big player del web”.

CONSIGLI UTILI PER LA QUARANTENA: TRE RESPIRI PROFONDI E ESCI SUL BALCONE
Lo stiamo provando tutti: stare chiusi in casa non è facile. Bisogna dare un nuovo ritmo alle nostre giornate (anche per chi è in smart working), mantenere un certo equilibrio, riorganizzare tempi e spazi, convincerci del fatto che questo periodo non è di “isolamento” ma di “ritiro”. Proprio come quello a cui sono abituati gli atleti: il ritiro come allenamento e preparazione ad una nuova sfida. A dare consigli validi su come affrontare la “quarantena” è la mental coacher Rosy Falcone sulle colonne della Prealpina. In sintesi: mantieni il giusto atteggiamento mentale (non fare una scorpacciata di informazioni: un Tg al giorno può bastare e poi chiediti come hai reagito di fronte a quelle notizie), pianifica le tue giornate (una tabella settimanale con tutte le attività che vuoi fare), organizza dei giochi, libera la tua creatività (così stacchi la mente da certi pensieri), fai tre respiri profondi (mattina, pomeriggio e prima di addormentarti come se fosse un mantra, ripetendo che “andrà tutto bene”), esci sul balcone per respirare, organizza gli spazi della casa (piccole aree private da riservare ai tuoi familiari) e, infine, spunta quotidianamente a fine giornata questo vademecum. Organizzazione e mente serena sono un valido mix per affrontare con consapevolezza questi momenti.

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