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Odontotecnici: posticipata l’entrata in vigore del Regolamento Ue sui dispositivi medici

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Il Regolamento Ue 2017/745, sui dispositivi medici, avrebbe dovuto entrare in vigore il 20 maggio 2020, ma l’epidemia da Coronavirus ha scoraggiato anche questo passo normativo. Per gli odontotecnici di Confartigianato è un bene, perché proprio il sistema aveva sollecitato, alla Commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides, un provvedimento che tenesse conto delle richieste del comparto rispetto all’impatto dell’emergenza sanitaria. Ma non solo: le imprese, fino ad oggi, si sono trovate in una situazione di stallo per quanto riguarda tutte quelle attività necessarie ad adeguarsi, nei tempi previsti, agli adempimenti legati all’entrata in vigore del Regolamento. Ciò che manca ancora, per Confartigianato, è la chiarezza e la mancanza di linee guida definite, certe e condivise.

E proprio l’Associazione si era mossa per chiedere un posticipo all’entrata in vigore di una direttiva che potrebbe cambiare il lavoro quotidiano dell’odontotecnico. Il Regolamento, infatti, prevede ulteriori specifiche per tutto ciò che riguarda la dichiarazione di conformità dei materiali, le figure del fabbricante dei dispositivi e del mandatario, la gestione dei numeri di lotto dei pezzi (la tracciabilità). Ma, soprattutto, va a sollevare un dibattito sempre più serrato sull’attività legata alla post-vendita.

La situazione, d’altronde, era e resta anomala perché l’odontotecnico italiano non ha – ancora oggi – la possibilità di entrare in uno studio dentistico per affiancare l’odontoiatra e confrontarsi con lui sul controllo dei dispositivi. Tutto è demandato al dentista, al quale va il compito di informare l’odontotecnico sulle protesi lavorate, sugli eventuali correttivi, sul rapporto con il paziente. La direttiva, però, prevede che sia il fabbricante a controllare la fase della post-vendita, perché è lui ad essere responsabile del lavoro. Da qui l’esigenza, per altro sempre manifestata da parte di Confartigianato Odontotecnici, di varare una legge che desse la possibilità di lavorare a stretto contatto con gli odontoiatri.

Una figura professionale sulla quale non solo l’Europa, ma anche i governi italiani, non sono ancora riusciti a definire un percorso normativo in linea con il cambiamento dei tempi: questa figura è ancora regolamentata da un Decreto Regio del 1928. Ed è la sola, tra le “arti ausiliarie della sanità” (rientrano in questa categoria gli ottici, i radiologi, i logopedisti: in tutto trentacinque figure) a non aver raggiunto un percorso formativo adatto alle sfide lanciate oggi dal mercato.
Allora, il posticipo del Regolamento è una scelta di buon senso. Ma il rinvio di un anno, potrebbe durare qualcosa in più.

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