Cerca:
Home Due ospedali in 10 giorni, e una pizza contro l’algoritmo di Basilea

Due ospedali in 10 giorni, e una pizza contro l’algoritmo di Basilea

RegioneLombardia
#Rassegnastampa

GLI OSPEDALI DA RECORD, PER BATTERE IL VIRUS SUL TEMPO
Uno è a Milano, alla Fiera
, e tra domenica e lunedì accoglierà i primi 24 malati di Covid-19 provenienti dagli ospedali lombardi messi in ginocchio dal virus.  E’ l’ospedale del Portello: le chiavi, ieri, sono state consegnate dal governatore Attilio Fontana nelle mani del direttore generale del Policlinico di Milano, Ezio Belleri. Il primo blocco, 8 moduli per 53 posti di terapia intensiva, è stato costruito in dieci giorni, con turni continuativi sulle 24 ore, e sono già iniziati i lavori del secondo; si può arrivare a duecento respiratori, la terapia salvavita contro il coronavirus. Ha detto Fontana: «Il Padiglione del Policlinico in Fiera sarà il segnale di ripresa a cui dobbiamo guardare con speranza. Il simbolo di una battaglia vinta contro il coronavirus e della ripresa della regione». Quindi, come è sempre stato nei progetti di Guido Bertolaso, non un ospedale da campo ma la terapia intensiva più grande d’Italia. L’altro è a Bergamo, la “Wuhan italiana”, dove in otto giorni è sorto l’ospedale da campo degli alpini nella Fiera di Bergamo. Un cantiere che ha visto tre turni da otto ore senza pausa. Per ogni turno, 150 persone. Il più grande ospedale da campo italiano dedicato al Covid-19: entrerà in funzione da domani e sarà, di fatto, un ospedale permanente.

IL “RATING UMANO” CONTRO L’ALGORITMO DI BASILEA
La richiesta di un prestito, la verifica delle garanzie, le prime incertezze. Poi, una pizza. «Una Margherita buonissima. Capii che quella pizzeria aveva un potenziale, e che il titolare avrebbe onorato il debito con la nostra banca». Il Credito Cooperativo di Napoli. A parlare è Amedeo Manzo, presidente dell’istituto di credito che ha deciso di basare la sua strategia sul «rating umano». Lo racconta a Panorama: «Al lockdown di queste settimane abbiamo risposto con un pronto soccorso finanziario con l’apertura di linee di credito per imprese e famiglie in difficoltà. E che, per il famoso algoritmo di Basilea, non sarebbero “bancabili”. E invece devono essere aiutate, soprattutto ora». Meglio chiarirsi: il Credito Cooperativo di Napoli non regala soldi e «il pericolo non è il nostro mestiere», sottolinea il direttore. Che dice: «Nella gestione di una pratica siamo scrupolosissimi. La capacità tecnica e la competenza della governance, del management e dei dipendenti sono la nostra prima forma di tutela. Sappiamo leggere i numeri e li valutiamo con attenzione, solo che andiamo un passo oltre. Non ci fermiamo a quello che c’è sulla carta. Il cliente andiamo a trovarlo di persona, creiamo un rapporto. Il dialogo è uno strumento prezioso. Si scoprono tante cose dedicando un po’ di tempo a un imprenditore che ha una buona idea, ma scarsi mezzi per realizzarla».

SERVE PIU’ LIQUIDITA’: ARRIVA LA PROPOSTA DEI PRESTITI A 30 ANNI
Lo scrive Italia Oggi: «Aprire i rubinetti della liquidità, e presto, con prestiti trentennali per famiglie e imprese. Senza valutazione o con burocrazia ridotta all’osso». I numeri: 7 miliardi ai privati e 15 miliardi alle imprese. Una dote per singolo nucleo familiare di 10mila euro (per chi ha Isee al di sotto dei 75mila) e fino ad un massimo di 100mila euro per partite Iva e imprese. Continua, il quotidiano economico: «E’ questa la strategia dei soldi a pioggia di Alessandro Villarosa, sottosegretario del ministero dell’economia, presentata ieri al ministro dell’economia Roberto Gualtieri per una attuazione nel Decreto Aprile». Il concetto è questo: anche erogando 600 euro una tantum, o il reddito di emergenza per chi non ha partita Iva e contratti di lavoro, tra spese vive e conti da pagare non rimane in tasca nulla. Quindi, l’idea «è quella di dotare di soldi cash famiglie e imprese, prevedendo una restituzione articolata con garanzie offerte da Medio credito centrale, o Poste. Il “Prestito Condiviso” non prevede né interessi e né costi. Chi ha beneficiato del prestito, può estinguere il versamento in qualsiasi momento restituendo solo la quota capitale. Inoltre, nel Decreto Aprile sarà previsto il meccanismo di indennizzo per chi è stato colpito dalla epidemia. Altra novità riguarda l’aspetto documentale, semplificato al massimo: per la richiesta del prestito sarà sufficiente una autocertificazione. Inoltre, è previsto che il prestito potrà essere compensato con crediti che siano commerciali o fiscali, maturati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni».

TORNA SU