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Boom di richieste per i 25mila euro, bollette “light” per le Pmi e il bonus al 60%

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#Rassegnastampa

PMI: IN LOMBARDIA VOLANO LE RICHIESTE PER IL FINANZIAMENTO DA 25MILA EURO
Il finanziamento da 25mila euro (il tetto è stato alzato a 30mila), vede la garanzia statale al 100% sui nuovi finanziamenti. Uno strumento per Pmi, persone fisiche esercenti attività di imprese, arti o professioni ma anche per i professionisti. I possibili beneficiari devono autocertificare di avere subito danni dall’emergenza Covid-19. «La garanzia sul finanziamento – scrive il Sole 24 Ore – non può eccedere il 25% dei ricavi/compensi del soggetto come risultanti dall’ultimo bilancio o dall’ultima dichiarazione fiscale, con un limite massimo di 30mila euro. Sono escluse dalla garanzia le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” secondo la disciplina bancaria, mentre non sono un ostacolo le “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate” purché non precedenti al 31 gennaio 2020».

  • Il finanziamento può estendersi fino a 10 anni, ma il rimborso del capitale non può avvenire prima che siano trascorsi 24 mesi dall’erogazione, durante i quali il beneficiario verserà solo gli interessi.
  • Il tasso applicato dalla banca è dello 0,2%; ad oggi si aggira sull’1,80% – 1,90%.
  • Le domande per il finanziamento possono essere presentate a più istituti di credito, ma il Fondo rilascia la propria garanzia con riferimento alle prime domande presentate.
  • Le somme coperte dalla garanzia non possono essere utilizzate per compensare o rimborsare prestiti già concessi in precedenza.
  • La garanzia statale al 100% è automatica: la a banca può erogare il finanziamento coperto da garanzia, subordinatamente alla verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito della domanda di garanzia.
  • L’automaticità della garanzia non va confusa con l’automaticità del finanziamento. La banca, a questo riguardo, ha ampia discrezionalità.

Ad oggi, il maggior numero di domande per questa tipologia di finanziamento sono state presentate dalle imprese lombarde: più del 20% sul 17% delle partite Iva totali.

BOLLETTE “LIGHT” PER LE PMI: RISPARMIO DI OLTRE IL 70%
Una misura dalla validità transitoria ma che impegnerà 600 milioni di euro: è questa l’entità del taglio che porterà alla riduzione delle componenti fisse delle bollette elettriche delle Pmi per il periodo maggio-luglio. I beneficiari sono quei clienti non domestici alimentati a bassa tensione. Il Governo ha affidato all’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) il compito di disporre la rimodulazione della quota fissa (tariffe di rete e oneri generali di sistema) per le piccole e medie imprese. Scrive il Sole 24 Ore, che gli interventi saranno di due diverse tipologie: «Il primo livello si riferisce a tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione con un intervento che porterà all’azzeramento delle quote fisse, indipendenti dalla potenza, e limitatamente alle tariffe di rete e agli oneri generali di sistema. Invece, per i clienti con potenza impegnata superiore a 3 kilowatt, si dovranno calcolare le quote potenza sulla base di una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kilowatt, senza che ciò comporti alcuna limitazione al servizio. Secondo questa formula, per Arera le imprese artigiane, piccole e medie potranno avere un risparmio superiore al 70%». La platea interessata è di 3,7 milioni di Pmi.

BONUS AL 60%: COSI’ SI SISTEMANO MENSA E SPOGLIATOI
Un credito di imposta per mettere in sicurezza la propria attività: si parla del 60% delle spese sostenute nel 2020, fino ad un massimo di 80mila euro. Platea potenziale: attività aperte al pubblico come bar, ristoranti, alberghi, cinema e teatri. Ma il Governo identificherà altri soggetti beneficiari. Si legge sui quotidiani di oggi, che «il credito di imposta è riconosciuto a tutti quegli interventi necessari a contenere la diffusione del virus Covid-19. Quindi: interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, acquisto di arredi di sicurezza, investimenti in attività innovative quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento delle attività lavorative, e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura e degli utenti». La norma prevede, inoltre, che il credito di imposta si possa cumulare con altre agevolazioni per le stesse spese: «A tal proposito, si deve ricordare che il Governo ha introdotto un’ulteriore norma che disciplina nello specifico un credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale. Sulla delicata questione della cumulabilità dei bonus, è opportuno attendere chiarimenti ufficiali». Il credito di imposta del 60% potrà essere utilizzato solo per il 2021 ed esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24: si sperava che l’agevolazione si potesse applicare da subito, e non tra un anno.

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