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Decreto Ripresa alla volata finale: dall’Irap alle bollette, una manovra per dare ossigeno alle Pmi

0_sctoaye30kqu8pio#oggisuiquotidiani Un decreto-monstre da 258 articoli che disegna una delle più grandi manovre finanziarie mai effettuate in Italia. L’obiettivo è quello di rilanciare l’economia dopo la pandemia e vale 55 miliardi di nuove spese. La gestazione è stata particolarmente laboriosa: il testo doveva essere varato ad aprile e il Consiglio dei ministri che doveva svolgersi ieri è stato rinviato ad oggi. Ma la manovra è complessa ed articolata ed è anche l’ultima possibile con le risorse a disposizione. In futuro, infatti, serviranno i fondi del Mes oppure procedere a tagli di spesa per recuperare le risorse necessarie.

Il lavoro di limatura non è ancora finito ma al momento sono confermati, così come riportano tutti i quotidiani del giorno, i grandi capitoli, dal rinnovo degli ammortizzatori sociali al pacchetto congedi-bonus baby sitter, fino al rinvio a settembre delle scadenze fiscali e al bonus vacanze per sostenere il settore del turismo. Il decreto in arrivo è “molto corposo” come dimostra la “mole imponente”, spiega il ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

L’ultima novità l’ha annunciata ieri sera proprio Gualtieri: «Abbuoneremo il saldo e acconto dell’Irap» di giugno. Inoltre nel decreto ci saranno misure per accelerare la Cig in deroga e sulla liquidità viene chiesto «un impegno maggiore» anche alle banche.

Capitolo corposo è quello dedicato al sostegno delle imprese, a partire dai contributi a fondo perduto per Pmi, artigiani, commercianti e autonomi fino a 5 milioni di ricavi o compensi. Il meccanismo si applicherà guardando alle differenze tra il mese di aprile 2019 (di piena attività) e aprile 2020 (di totale lockdown) e il sostegno arriverà a chi ha avuto perdite per almeno due terzi del fatturato rispetto ad aprile 2019. Il ristoro si calcola sulla differenza tra questi due mesi in base a tre fasce: 25% per chi ha fatturato o ricavi fino a 100mila euro, 20% tra 100mila e 400mila euro, 15% fino a 5 milioni. Il minimo è comunque di 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per gli altri. Va fatta domanda all’Agenzia delle Entrate, cui spetteranno anche i controlli e l’eventuale recupero di aiuti ricevuti senza averne diritto. Sono esclusi i professionisti iscritti alle casse, quelli iscritti alla gestione separata, i co.co.co e i lavoratori dello spettacolo. Ancora più complesso lo schema di sostegno per le medie imprese tra 5 e 50 milioni: in questo caso gli aiuti andranno alle imprese con perdite causa Covid di almeno il 33% che vareranno aumenti di capitale di minimo 250mila euro.

Ci sarà una detrazione/deduzione del 20% fino a 2 milioni sul fronte fiscale e la possibilità di chiedere a Invitalia di sottoscrivere strumenti finanziari emessi dalle aziende entro fine 2020 di 6 anni e senza interessi. Al momento del rimborso è possibile, a determinate condizioni, anche uno sconto del 30% di quanto ricevuto dallo Stato. Le grandi Spa potranno invece rivolgersi a Cdp che gestirà un “Patrimonio Destinato” del Mef, separato dalle altre attività della Cassa, per il supporto temporaneo al rafforzamento patrimoniale delle imprese. Requisiti di accesso, condizioni, criteri e modalità degli interventi saranno definiti con un successivo decreto del ministero dell’Economia, entro il nuovo quadro di regole sugli aiuti di Stato appena rivisto per far fronte all’emergenza Covid. Sempre grazie alle nuove regole europee anche Regioni, Province, enti locali e Camere di commercio potranno dare sostegno al tessuto produttivo con aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Gli enti locali potranno concedere aiuti fino a 800mila euro per singola impresa (120mila per quelle della pesca e 100mila per le aziende agricole), garanzie o tassi di interesse agevolati sui prestiti, per ricerca e sviluppo in materia di Covid e per investimenti in infrastrutture di prova e upscaling necessarie per sviluppare, provare e ampliare di scala, fino alla prima applicazione industriale prima della produzione in serie, prodotti connessi all’emergenza.

Per le imprese che abbiano subito una diminuzione del fatturato di almeno il 50%, inoltre, è previsto un credito d’imposta fino al 60% dell’affitto (meno rispetto al ristoro integrale promesso nei giorni scorsi).

Per la ristorazione e gli esercizi di somministrazione è prevista la gratuità della Tosap, la tariffa di occupazione suolo pubblico, su dehors e tavolini.

In arrivo anche un alleggerimento delle bollette per le piccole imprese (600 milioni che gestirà l’Arera, intervenendo sugli oneri di sistema).

Infine, sovvenzioni per pagare i salari dei dipendenti delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) ed evitare così i licenziamenti e un credito d’imposta dell’80% per le spese necessarie per la riapertura.

Ancora da definire in modo più preciso l’ecobonus del 110% per la ristrutturazione degli immobili per risparmio energetico, realizzazione di pannelli fotovoltaici; riduzione del rischio sismico, accompagnati da altri inclusi in un elenco più ampio ancora in via di definizione. L’agevolazione, sotto forma di credito d’imposta, potrebbe essere ceduta all’impresa costruttrice con uno sconto in fattura del 100% che consentirebbe di realizzare le opere a costo zero. Poi sarà l’impresa edilizia a ottenere il beneficio, con una compensazione nei versamenti fiscali oppure scontandolo e cedendolo a sua volta a una banca o altra azienda che abbia “capienza” fiscale.

Vanno definitivamente in soffitta le clausole di salvaguardia che avrebbero innalzato l’Iva al 25,5% e fatto crescere le accise. Rinviate al 2021 plastic tax e sugar tax.

Per il turismo, viene dedicato un fondo di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Si tratta di un bonus in favore dei nuclei familiari con un reddito non superiore a 35.000 euro che faranno le vacanze in Italia. Il contributo verrà erogato sotto forma di credito d’imposta utilizzabile dall’1 luglio al 31 dicembre 2020, da un solo componente per nucleo familiare, e sarà pari a 500 euro per famiglia. Scende a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il credito sarà composto per il 90 per cento dallo sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dai fornitori presso i quali la spesa è stata sostenuta, e per il 10 per cento verrà corrisposto in forma di detrazione di imposta ai clienti. Sarà l’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati forniti dall’INPS, a individuare i nuclei familiari e le modalità di rimborso. L’albergatore avrà diritto ad credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà di cessione ai propri fornitori di beni e servizi ovvero ad altri soggetti privati, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari. Ai bagnini e agli stagionali andrà un bonus dell’ammontare di 1.000 euro.

Sempre per il settore turistico è allo studio un fondo di 50 milioni da dedicare a fondi di investimento e altri organismi per l’acquisizione di quote o azioni di realtà del settore volte a comprare o valorizzare immobili di strutture ricettive o comunque legate al comparto.

Altri 125 milioni sono dedicati al finanziamento di un bonus da 500 euro per chi acquista biciclette, monopattini elettrici o altri mezzi di mobilità sostenibile. Dovrebbe essere previsto un rimborso per i mesi in cui non si è potuto usufruire dell’abbonamento ai mezzi pubblici già stipulato prima dell’arrivo del lockdown.

Previsto anche un fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale. Si finanzierà con una somma presa dalla raccolta dalle scommesse sportive, quantificata nella bozza con due percentuali, l’1% e lo 0,35%. Il Fondo non sarà comunque inferiore ai 20 milioni nel 2020, 40 milioni nel 2021, 20 milioni nel 2022.

La bozza contiene anche un provvedimento a favore delle banche. C’è uno stanziamento di 100 milioni a favore di una banca che ne rilevi un’altra in dissesto (escluse le Bcc) e la garanzia statale fino a 15 miliardi sulle obbligazioni bancarie.

Sul capitolo trasporto aereo, risorse per il fondo di settore e la creazione della newco da 3 miliardi per Alitalia (nella bozza non c’è riferimento esplicito alla compagnia, ma questa è la dotazione indicata dal ministro Patuanelli).

Per andare in soccorso delle famiglie più in difficoltà ci sarà il reddito di emergenza. La misura è destinata ai nuclei che non beneficiano di altri sussidi (con un limite Isee di 15 mila euro e patrimonio entro i 10 mila euro) e sarà riconosciuto “in due quote” tra i 400 e gli 800 euro ciascuna in base al nucleo: la domanda andrà presentata entro la fine di giugno. Per aiutare i più disagiati ci saranno anche altri 100 milioni per il Fondo affitti.

E mentre si elaborano gli scenari per la ripresa della scuola, il governo stanzia un miliardo in due anni per l’istruzione, con il vincolo di destinare le risorse alle misure anti-contagio negli istituti e scuole statali. In arrivo anche aiuti per il sistema 0-6 anni con un contributo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e le scuole dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette. Altri 150 milioni andranno a potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa.

Capitolo sanità: previsti aiuti al personale in prima linea e misure per aiutare i cittadini nell’acquisto delle mascherine, che ci accompagneranno a lungo anche nelle prossime fasi. Abolita l’Iva su mascherine, gel disinfettanti e su tutti i dispositivi di protezione anti-Coronavirus per tutto il 2020. Dal prossimo anno avranno l’Iva agevolata al 5 per cento. Nell’elenco figurano anche i ventilatori polmonari per la terapia intensiva, visiere, camici, guanti e termometri per il personale sanitario. Iva azzerata anche sui tamponi e sulle attrezzature degli ospedali da campo.

In arrivo poi un premio fino a 1000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici. Per rafforzare il sistema, compresa la medicina territoriale, sono previsti quasi 10mila infermieri in più, 3.500 posti terapia intensiva strutturali e risorse per riqualificare 4.225 posti letto di terapia semi intensiva che si possano riconvertire in caso di nuova emergenza. Oltre alla sanità, infine, fondi per la Protezione civile, per gli straordinari delle Forze dell’Ordine e 500 militari in più per il programma Strade Sicure.

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