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Home Dialoghi in Diretta, l’innovazione cambierà l’azienda. E gli esperti dicono: muoviamoci subito

Dialoghi in Diretta, l’innovazione cambierà l’azienda. E gli esperti dicono: muoviamoci subito

nuova-sequenza-00_00_23_19-immagine002Torneremo a bere lo spritz, ma per le nostre imprese ben poco tornerà come prima. È l’immagine efficace con cui Stefano Micelli, docente di economia e gestione delle imprese all’università Cà Foscari di Venezia, introduce il tema dell’innovazione ai tempi del Covid, nel nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in diretta” di Confartigianato Imprese Varese.

Il professor Micelli non crede che ci sarà una netta divisione tra un mondo pre e uno post-Covid, ma se c’è un aspetto che cambierà, con la ripartenza, questo è proprio «il peso che il digitale avrà nella nostra vita quotidiana». Soprattutto per il mondo della piccola e media impresa, che in passato, ai tempi della rivoluzione dell’informatica degli anni della “new economy”, aveva già «commesso il tragico errore» di ridurre il digitale ad una mera «questione di compliance», un adeguamento una tantum ai nuovi standard, «e non ad un investimento costante nell’innovazione della propria attività», come spiega Marco Bettiol, docente di internet marketing e marketing applicato all’università di Padova.

Per Micelli sono in particolare tre gli elementi su cui sarà «difficile, se non impossibile, pensare di tornare alle vecchie abitudini»: il telelavoro, che non è ancora pienamente smart working; la manifattura digitale e l’impresa 4.0, che per le Pmi apre opportunità sul fronte della produzione flessibile, personalizzata e su misura; e il marketing digitale, un nuovo rapporto con il mercato e con i consumatori basato sul paradigma dell’omnicanalità.

La crisi del Covid, gli fa eco Bettiol, ha forzato le Pmi a «sperimentare una nuova dimensione», puntando sul digitale, e ha mostrato che ha «potenzialità interessanti da esplorare». A partire dalle occasioni di interazione che ad esempio, con le fiere sospese per l’emergenza, possono «farle continuare tutto l’anno» perlomeno a livello virtuale. Si è insomma intuito che il digitale può essere «un’arma e non più un peso o un limite», come si pensava nell’era pre-Covid. Ed è questa la sfida che attende le piccole e medie imprese nel mondo che verrà. Come affrontarla? Stefano Micelli offre due spunti: «i giovani, sui quali investire e dei quali fidarsi», affinché siano «parte attiva nel cambiamento», e la «formazione tecnica, a lungo bistrattata».

Per Marco Bettiol la formazione «deve diventare parte del lavoro, per tenere il passo con l’innovazione tecnologica», e chi fa impresa deve «prendersi il tempo» da dedicarvi, tempo di lavoro, investendo con costanza nel tempo. Da questo punto di vista, Confartigianato Imprese Varese è presente, pronta ad accompagnare le proprie aziende associate nei processi di innovazione, come ricorda Angelo Bongio, responsabile del servizio InnovUp. «Serve una visione sistemica dei processi di innovazione – sottolinea – gli ingredienti sono, da un lato, l’inserimento delle tecnologie digitali in tutti i processi e momenti di vita dell’azienda, dall’altro la capacità di metterci lo slancio imprenditoriale, un modello di business che sappia creare valore aggiunto per la propria attività». Insomma, più tecnologia nella vita di tutti i giorni delle imprese, per renderle più competitive e permettere loro di fare meglio quello che già sanno fare. Una sfida non semplice, ma ricca di opportunità per crescere e andare oltre la crisi.

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