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La guida al Dpcm del 26 aprile per le Pmi: aperture, restrizioni, controlli

edilizia
Il nuovo DPCM, approvato dal Governo lo scorso 26 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo, ha avviato la cosiddetta “Fase 2”, quella di riapertura delle attività economiche. Il decreto è entrato in vigore lunedì 4 maggio e si applicherà fino al 17 maggio. Le misure sono valide su tutto il territorio nazionale, anche se si continueranno ad applicare le misure più restrittive adottate dalle Regioni, anche d’intesa con il Ministro della Salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale.
Le riaperture, programmate dal 4 maggio, rispondono alla scelta del Governo di prevedere una graduale ripresa delle attività. In particolare, si tratta delle attività di produzione contenute nell’Allegato 3 allo stesso decreto (che potrà essere modificato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze).

LE IMPRESE CHE HANNO RIAPERTO IL 4 MAGGIO
– l’intero comparto delle costruzioni (codici da 41 a 43);
– l’intero comparto del tessile (codice 13) e della confezione di articoli di abbigliamento (codice 14) e della fabbricazione di articoli in pelle (codice 15), prima limitati ad alcuni specifici settori;
– la fabbricazione di “altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi” (codice 23), che interessa l’attività di ceramisti, vetrai e marmisti;
– le attività della meccanica (attraverso la riapertura completa dei codici 17, 20, da 22 a 30, 32);
– la fabbricazione di mobili (codice 31);
– l’attività di produzione degli orafi (codice 32);
– le imprese del verde, prima limitate alla sola attività di “cura e manutenzione”, per le quali decade il divieto delle attività di “realizzazione” (codice 81.3);
– l’intero settore della “riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa” (codice 95) all’interno del quale operano tappezzieri, calzolai, antennisti e riparatori di elettrodomestici;
– le attività di “pubblicità e ricerche di mercato” (codice 73) e i servizi di fotocopiatura (codice 82) che coinvolgono i grafici;
– le attività di estrazione (codici 07 e 08), il commercio all’ingrosso (codici 45 e 46) e le attività immobiliari (codice 68).

LE IMPRESE CON MENO RESTRIZIONI
Le attività artigiane che avranno minori restrizioni a partire dal 4 maggio:
– le imprese artigiane del settore alimentazione, tra cui: gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, friggitorie e pizzerie a taglio (ricomprese nel codice Ateco 56). Queste potranno riprendere la vendita da asporto, sinora preclusa. Rimangono, invece, fermi il divieto di consumo sul posto, il divieto di sostare nelle immediate vicinanze dei locali e l’obbligo di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Rimane, ovviamente, consentita la vendita con consegna a domicilio.

IL PROTOCOLLO
Il Dpcm subordina la prosecuzione di tutte le attività al rispetto dei contenuti del Protocollo di sicurezza negli ambienti di lavoro, da ultimo modificato il 24 aprile (Allegato 6), e dei Protocolli di sicurezza specifici dei cantieri (Allegato 7) e di quello del trasporto e della logistica (Allegato 8) eliminando ogni altra forma di comunicazione o autorizzazione preventiva. La mancata attuazione dei protocolli che non assicura adeguati livelli di protezione, determina la sospensione delle attività fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza.

IL RUOLO DEI PREFETTI
Il sistema della verifica della sussistenza delle condizioni richieste per la prosecuzione delle attività aziendali, precedentemente affidato ai Prefetti, è sostituito da un regime di controlli affidati agli stessi Prefetti sull’osservanza delle prescrizioni contenute nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. A tal fine, gli stessi Prefetti potranno costituire “nuclei a composizione mista” che prevedano il coinvolgimento del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, dell’Ispettorato nazionale del Lavoro e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, nonché delle Aziende Sanitarie Locali.
La direttiva del Ministero dell’Interno, evidenzia che per il perseguimento degli obiettivi di sostenere il riavvio delle attività produttive, e della necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori e di assicurare idonei livelli di protezione negli ambienti di lavoro, è fondamentale l’attivazione di un adeguato sistema di controlli invitando ad affidare la valutazione dei casi concreti, anche per quello che riguarda lo spostamento dei cittadini, a un prudente ed equilibrato apprezzamento di applicazione coerente delle disposizioni del Dpcm.

IL RUOLO DELLE REGIONI
Alle Regioni è stato affidato il compito di monitorare l’andamento del contagio e – in caso di aggravamento – di proporre al Ministro della Salute le misure restrittive necessarie e urgenti per le attività produttive presenti nelle aree interessate.

SOSPESA L’AUTOCERTIFICAZIONE AL PREFETTO
Viene, infine, soppressa la disposizione (contenuta nell’art. 3, commi 3 e 6, del DPCM 10 aprile) che consentiva di proseguire l’attività, previa comunicazione al Prefetto, nei casi di imprese funzionali a determinate filiere o che avessero impianti a ciclo produttivo continuo.

LE IMPRESE ANCORA SOSPESE
Rimangono, invece, sospese le attività artigiane di acconciatura ed estetica, considerate dall’Inail “ad alto rischio”. Il decreto non ha, per il momento, accolto le richieste per la riapertura di tali imprese nonostante le misure redatte ad hoc per le 2 categorie dalla Confartigianto che continua, incessantemente, a promuovere azioni nei confronti del Governo e del Parlamento tese a favorire la riapertura di queste imprese, compatibilmente con la verifica della situazione dei contagi, prima della data del 1° giugno prospettata dal Presidente del Consiglio.
Chiusi anche i centri benessere e i centri termali (fatta eccezione per le prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza).

IL COMMERCIO AL DETTAGLIO
Permangono anche le sospensioni delle attività commerciali al dettaglio già previste dal DPCM 10 aprile. Unica riapertura consentita è quella del commercio al dettaglio di fiori, piante, semi e fertilizzanti, che era stata oggetto di notevoli dubbi interpretativi a causa della scarsa chiarezza del decreto citato.

I SERVIZI ALLA PERSONA
Rimangono consentite le attività di servizi alla persona, lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri (Allegato 2 del decreto).

GLI SPOSTAMENTI
Ci si potrà spostare con maggiore libertà nel territorio nazionale.

In particolare:
• il divieto di trasferirsi o spostarsi negli altri Comuni cede il posto al divieto di spostarsi in altre Regioni, facendo sempre salvi gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero motivi di salute;
• vengono considerati come necessari anche gli spostamenti per incontrare i propri congiunti.

LE CERIMONIE FUNEBRI
Decade anche il divieto di svolgere cerimonie funebri, che sono ora consentite pur nel rispetto di alcune prescrizioni (massimo 15 congiunti presenti, distanza interpersonale di un metro, utilizzo di mascherine e funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto).

LE FAQ PER LE IMPRESE
Nell’apposita sezione dedicata all’emergenza da Covid-19, sul sito di Confartigianato Imprese (www.confartigianato.it) sono state pubblicate tutte le domande più frequenti che interessano le imprese. Comprese le sollecitazioni della Confederazione per dare il via libera anche all’intero comparto del restauro.

Dpcm 26 aprile 2020
Ministero dell’Interno – Misure contenimento emergenza Covid-19

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