Cerca:
Home La Svizzera apre a Francia, Germania e Austria: «Beffa Varese». Poi la svolta: si apre il 3 giugno

La Svizzera apre a Francia, Germania e Austria: «Beffa Varese». Poi la svolta: si apre il 3 giugno

VERKEHR, GRENZGAENGER, GRENZGAENGERVERKEHR,Un paradosso che rischiava di trasformarsi in un danno economico pesantissimo per le aziende con sede sul confine tra provincia di Varese e Canton Ticino e che non abbiamo voluto far passare sotto silenzio. Per questo è stata dura la presa di posizione di Confartigianato Imprese Varese a proposito della chiusura dei confini che, ad oggi, non consentono il passaggio in Canton Ticino delle imprese italiane, a meno che gli imprenditori non posseggano una notifica e un contratto di lavoro firmato prima del 25 marzo 2020.

Troppo, per chi opera quotidianamente con clienti ticinesi (perlopiù), specialmente nel settore casa. Ed è proprio questo comparto a portare più di tutti il peso della chiusura dei confini dato che ci sono misure da prendere, sopralluoghi da fare, verifiche da effettuare. E, con le dogane sbarrate, la cosa diventa impossibile.

Un danno al quale si aggiunge la beffa: il Consiglio Federale ha, infatti, annunciato che con Germania , Austria e Francia i passaggi alla frontiera potranno riprendere liberamente a partire dal 15 giugno. Niente da fare, invece, per l’Italia. Perché? Perché il numero di contagi della regione più prossima, la Lombardia, vengono ritenuti ancora da Fase 1? Ebbene, basterebbe guardare la Francia per capire che la situazione non diverge di molto.

E, allora, perché? «Dove sono il Governo italiano e il Ministero degli Esteri? Parrebbero inesistenti, a giudicare dal fatto che Paesi come Germania e Francia e Austria si sono tranquillamente accomodati al tavolo della trattativa con la Svizzera e hanno trovato una soluzione senza scomodare la cosiddetta “concertazione Ue”» fanno sapere da Confartigianato Varese, dove pure sorge qualche dubbio sulle ragioni di fondo della scelta elvetica.

Una parziale risposta a tante domande è arrivata nella serata di ieri con l’annuncio dal senatore democratico Alessandro Alfieri: «Dal 3 giugno non solo saranno consentiti gli spostamenti motivati fuori Regione ma saranno consentiti anche i movimenti da e per l’estero, osservando sempre i protocolli per contrastare il contagio da coronavirus. Anche a seguito delle richieste dei Sindaci del territorio, in queste settimane ho lavorato intensamente sul tema. Il risultato ottenuto è una buona notizia per tante famiglie che vivevano da mesi separate dal confine Italo svizzero e per l’economia di frontiera, duramente colpita dal lockdown. Senza abbassare la guardia, perché rimarranno i controlli sanitari, questa riapertura è un altro passo verso la normalità».

Fredda la replica da oltreconfine, riportata da TicinoNews: «Si tratta di una decisione unilaterale dell’Italia di cui prendo atto», ha dichiarato la consigliera federale Karin Keller-Sutter alla radio svizzerotedesca SRF. Gli Stati membri dello spazio Schengen non sono stati informati in merito. «La Svizzera deciderà autonomamente se consentire il rientro di persone provenienti dall’Italia», ha aggiunto la ministra di giustizia e polizia. «Abbiamo avuto contatti con l’Italia la settimana scorsa, ma non si è parlato di questa riapertura».

 

TORNA SU