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La Svizzera riapre le frontiere, ma non a tutti. Ecco cosa ha deciso il Consiglio federale

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Vista l’evoluzione positiva dell’epidemia, nella riunione del 27 maggio 2020 il Consiglio federale svizzero ha deciso di allentare ulteriormente le restrizioni d’entrata emanate per proteggere la popolazione in Svizzera dalla diffusione del coronavirus. Questa decisione è in sintonia con la prossima tappa degli allentamenti economici, e intende contribuire a ridurre al minimo le ripercussioni negative della crisi sull’economia. Pertanto, le imprese svizzere avranno nuovamente la possibilità di reclutare lavoratori urgentemente necessari dagli Stati dell’UE/AELS e da Stati terzi, se essi non sono disponibili sul mercato del lavoro svizzero.
Nello stesso tempo, il Consiglio federale ha deciso di riattivare l’obbligo, temporaneamente sospeso, di annunciare i posti di lavoro vacanti, affinché le persone residenti in Svizzera in cerca di un impiego usufruiscano di un vantaggio temporale nel candidarsi per un posto di lavoro. In tale contesto, il Consiglio federale attribuisce grande importanza all’attuazione coerente del pacchetto di misure deciso nel maggio 2019, teso a promuovere il potenziale di manodopera residente in Svizzera.

Il “no” della Svizzera all’Italia
L’Italia ha annunciato di voler abrogare unilateralemente, il 3 giugno 2020, i controlli alle frontiere con i suoi Stati limitrofi. La Svizzera ha informato l’Italia che per essa tale data è tropo ravvicinata per abolire i controlli al confine con l’Italia. Il Consiglio federale, con l’Italia e gli altri Paesi limitrofi, nelle prossime settimane intende coordinare tale passo ed eventuali provvedimenti sanitari di confine. Coinvolgerà anche i Cantoni di frontiera e in particolare il Canton Ticino.

Allentamenti a partire dall’8 giugno
La seconda tappa dell’apertura è stata stabilita d’intesa con i Cantoni, le parti sociali e gli Stati limitrofi. Nel settore della migrazione, l’8 giugno 2020 entreranno in vigore i seguenti allentamenti:

  • I Cantoni trattano nuovamente tutte le domande di permesso di soggiorno o per frontalieri di lavoratori provenienti dagli Stati UE/AELS. Lo stesso vale per le notifiche di assunzione per impieghi di breve durata presso un datore di lavoro in Svizzera, e per le prestazioni di servizi transfrontalieri di al massimo 90 giorni all’anno.
  • Sono nuovamente trattate anche le domande di lavoratori provenienti da Stati terzi. Le domande possono essere autorizzate se l’impiego è nell’interesse pubblico (serve ad esempio all’approvvigionamento economico del Paese) o se sotto il profilo economico un’impresa ha urgentemente bisogno di specialisti e il loro impiego non può essere posticipato, o il lavoro non può essere eseguito dall’estero.
  • Per tutte le persone titolari di un permesso di domicilio, di dimora o di soggiorno di breve durata, nonché per le persone ammesse provvisoriamente, è di nuovo possibile – alle condizioni usuali – il ricongiungimento familiare.
  • A prescindere dalla loro cittadinanza, gli allievi e gli studenti possono nuovamente entrare in Svizzera per iniziare, proseguire o concludere una formazione o formazione continua. Sono eccettuate le formazioni o formazioni continue che durano meno di 90 giorni.
  • I Cantoni trattano di nuovo le domande per un soggiorno di breve durata di persone che intendono contrarre un matrimonio, o un’unione domestica registrata, con cittadini svizzeri o con cittadini stranieri titolari di un permesso di dimora o di domicilio in Svizzera.
  • Per determinati gruppi di persone provenienti da Paesi a rischio secondo l’ordinanza 2 COVID‑19, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) può ordinare, d’intesa con il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), provvedimenti sanitari di confine quali la misurazione della temperatura, questionari sanitari o misure di quarantena.
  • La canalizzazione dei voli con passeggeri dall’estero agli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea è abrogata.

L’11 maggio 2020, il Consiglio federale aveva già messo in vigore la prima tappa di allentamento. Da allora i Cantoni trattano nuovamente tutte le domande di lavoratori provenienti dagli Stati UE/AELS che erano state presentate prima dell’entrata in vigore delle restrizioni d’entrata. Lo stesso vale per le notifiche di prestazioni di servizi transfrontalieri e per le domande d’impiego di persone provenienti da Stati terzi, nonché per i colloqui d’affari non procrastinabili. Dalla suddetta data è inoltre di nuovo possibile il ricongiungimento familiare per i cittadini svizzeri e dell’UE.

Ulteriori allentamenti del traffico transfrontaliero a partire dal 15 giugno
Il Consiglio federale ha discusso anche le ulteriori tappe di allentamento dopo l’8 giugno. Già a inizio maggio i competenti ministeri della Svizzera, dell’Austria, della Germania e della Francia avevano concordato di abrogare tutte le restrizioni d’entrata tra questi quattro Stati il 15 giugno 2020, sempreché la situazione della pandemia lo permettesse. Vista l’evoluzione tuttora positiva sia in Svizzera che in Austria, Germania e Francia, il 15 giugno il DFGP provvederà come annunciato all’apertura dei confini, previa consultazione del DFI e del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Potrà quindi essere del tutto ristabilita la libertà di viaggio e la libera circolazione delle persone tra questi quattro Paesi.

Libertà di viaggio per tutti gli Stati Schengen a partire dal 6 luglio
A condizione che la situazione dell’epidemia in Svizzera e negli Stati UE/AELS lo permetta, le restrizioni per l’entrata in Svizzera, e per l’ammissione al mercato del lavoro e per il soggiorno, saranno abolite da metà giugno e al più tardi entro il 6 luglio per tutti gli Stati Schengen. Il DFGP intende, in collaborazione con il DFI e il DFAE e d’intesa con gli Stati UE/AELS, adeguare gradualmente l’elenco dei Paesi a rischio. L’obiettivo è ristabilire del tutto entro il 6 luglio la libertà di viaggio nello spazio Schengen e la libera circolazione delle persone.
Il Consiglio federale deciderà in un secondo momento, e d’intesa con gli Stati Schengen, in merito a ulteriori allentamenti delle restrizioni d’entrata nei confronti di Stati terzi.

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