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Confartigianato Trasporti: “Nel Dl Rilancio misure utili, ma per il settore bisogna fare ancora molto”

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“Positive le misure orizzontali che in maniera trasversale hanno diretto impatto sul tessuto produttivo, ma ci saremmo aspettati ben altra considerazione per il settore dei trasporti che, durante l’emergenza, ha consentito al Paese di sopravvivere al lockdown garantendo la mobilità dei beni di prima necessità eppure ha risentito in modo significativo del drastico calo della domanda.” Questo il giudizio espresso oggi da Sergio Lo Monte, Segretario nazionale di Confartigianato Trasporti, durante l’audizione alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.
Gli interventi settoriali adottati in materia non risultano organici, poiché non riguardano in maniera omogenea i diversi operatori e trascurano quasi completamente alcune categorie – dal trasporto merci alla mobilità turistica – privilegiando invece grandi compagnie pubbliche.
In materia di autotrasporto, positivo l’incremento di ulteriori 20 milioni di euro per le riduzioni dei pedaggi autostradali per i transiti 2019 fruibili già dal mese di giugno, ma si fa rilevare che questa misura, da sola, non può bastare a sostenere un comparto fondamentale per l’economia italiana.

Le imprese di autotrasporto merci hanno dovuto fare i conti con:

  • Il differimento dei pagamenti da parte dei committenti
  • L’aumento dei costi di gestione
  • La riduzione degli incassi a causa del mancato bilanciamento dei viaggi di ritorno.

Tutte circostanze per cui – secondo Confartigianato Trasporti – è necessario intervenire con misure ad hoc nel Dl Rilancio con provvedimenti in tema economico che permettano la sopravvivenza di artigiani e piccole imprese del settore, consentendo loro di disporre della liquidità necessaria a far fronte alla gestione corrente.

LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO
Tra gli interventi sollecitati:

  • La proroga del beneficio rimborso accise
  • L’aumento della dotazione per le deduzioni forfettarie delle spese non documentate
  • Il riconoscimento di un contributo economico per chi ha continuato a lavorare durante l’emergenza
  • L’affidamento delle revisioni dei mezzi pesanti alle officine private per snellire le procedure.

Così come ritiene positivo lo stanziamento delle risorse per gli incentivi all’intermodalità Marebonus e Ferrobonus, Confartigianato Trasporti critica gli attuali meccanismi di erogazione su cui ha espresso totale contrarietà. Sull’argomento si è sottolineata la necessità, largamente condivisa dai parlamentari della Commissione, di premiare direttamente i soggetti che compiono la scelta intermodale ovvero le imprese di autotrasporto attraverso dei voucher.

IL TRASPORTO PERSONE
Le imprese del settore (autobus, noleggio con conducente e taxi) si trovano a gestire un crollo pressoché totale delle prenotazioni e delle commesse anche per i mesi a venire, che determinano una gravissima crisi della categoria che porterà a conseguenti chiusure e blocco delle attività.
Un focus particolare ha riguardato il caos generato sul trasporto scolastico, per cui il Dl Rilancio ha previsto che i Comuni italiani non saranno più costretti a pagare ai gestori del servizio le corse non effettuate a causa della chiusura delle scuole.

LE MISURE PER SOSTENERE E TUTELARE LE IMPRESE
Confartigianato Trasporti, che ritiene prioritario mantenere un rapporto di collaborazione con ANCI su basi di confronto e proposta, ha chiesto misure specifiche volte alla tutela delle micro e piccole imprese per evitare la cessazione dell’attività ed ottenere in riequilibrio della situazione finanziaria delle stesse, attraverso misure specifiche tra cui:

  • La creazione di un fondo di ristoro
  • La proroga degli ammortizzatori sociali
  • L’allargamento al settore autobus turistici e NCC del pacchetto rilancio del turismo.

MOBILITA’ SOSTENIBILE
Il segretario Lo Monte ha espresso giudizio favorevole per la misura volta ad incentivare l’acquisto di mezzi di mobilità dolce a propulsione prevalentemente elettrica, sia per l’impatto positivo sulla decongestione dei centri urbani e l’ambiente che per i benefici sui molti piccoli produttori che – in questi anni – hanno saputo incorporare nel veicolo soluzioni e stili che rappresentano il saper fare tipico del Made in Italy.

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