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Contributo a Fondo perduto: le domande dal 15 giugno. Ma anche il taglio delle bollette e lo smart working

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#Rassegnastampa

IL BENESSERE ABITATIVO: DAL SUPER BONUS…AL RISPETTO DELL’AMBIENTE
Come aumentare il benessere della nostra abitazione? Come combinare qualità dell’abitare con rispetto dell’ambiente? Dopo il grande successo dell’appuntamento dedicato al super ecobonus 110%, Confartigianato Varese prosegue con gli approfondimenti sul settore casa e su come affrontare interventi di ristrutturazione che rispettino il benessere e l’ambiente. Oggi alle ore 14, in diretta Facebook sulla pagina dell’Associazione, cercheremo di capire quali margini di lavoro si apriranno per le imprese dei settori impiantistica e costruzioni. Con noi ci saranno: Graziano Salvalai (docente Dipartimento di Architettura Politecnico di Milano – Laboratorio di recupero ed efficienza energetica), Silvia Piardi (docente Dipartimento di Design Politecnico di Milano) e Federica Verona (architetto e urbanista).

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO / 1: DAL 15 GIUGNO, LE PRIME DOMANDE
Lo possono richiedere le imprese o i lavoratori autonomi a partire dal 15 giugno. E’ questa la data – ci sarà tempo fino al 13 agosto – in cui si potranno inviare le prime istanze per il contributo a fondo perduto. Per ottenerlo si devono rispettare due requisiti: “Aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro; l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Per calcolare il contributo, le imprese devono applicare una specifica percentuale: che va dal 20%, al 15% al 10% in base alla soglia dei ricavi e compensi dell’anno 2019”. Per preparare tutta la documentazione, l’impresa o il lavoratore autonomo si potranno affidare anche ad un intermediario: in questo caso, nel modello predisposto dall’Agenzia delle entrate andrà riportato il codice fiscale dell’intermediario e, se incaricato anche dell’invio, anche la dichiarazione di aver ricevuto specifica delega. L’invio della domanda dovrà avvenire esclusivamente secondo modalità informatiche.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO / 2: COSA POSSONO FARE ARTIGIANI E PARTITE IVA
Artigiani e commercianti che hanno ricevuto l’indennità di 600 euro riferita ai mesi di marzo e aprile, possono chiedere il contributo a fondo perduto
. Quest’ultimo, infatti, sostituisce la tranche di maggio dell’indennità, che non è prevista per queste categorie di lavoratori. Il Sole 24 Ore scrive che “il contributo è incompatibile con i 600 euro dell’articolo 27 del Dl 18/2020, in particolare per chi è iscritto alla gestione separata Inps in via esclusiva, non pensionato e con partita Iva al 23 febbraio. Un lavoratore autonomo con queste caratteristiche, ma pensionato, può invece chiedere il contributo a fondo perduto per maggio. Ma anche una neo-partita Iva aperta a inizio marzo 2020, con iscrizione alla gestione separata e che non ha potuto incassare i 600 euro di marzo, potrebbe ricevere i mille euro del fondo perduto”. Esclusi dal fondo perduto tutti gli iscritti alle Casse di previdenza privatizzate.

BOLLETTE PMI: CONFERMATO IL TAGLIO
Il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha detto che “per le Pmi entra a regime la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette elettriche da maggio a luglio 2020. Non sarà necessaria alcuna domanda: la riduzione dei costi, dal 4 al 97% – a seconda della potenza impiegata – sarà automatica”.  Il provvedimento interessa imprese artigiane, negozi, laboratori, bar e ristoranti, liberi professionisti. Chi ha ricevuto una bolletta elettrica con i costi di maggio in data antecedente al provvedimento, potrà usufruire di un conguaglio nelle fatturazioni successive. Questa misura si somma ai pagamenti di 12 miliardi di debiti della Pa e all’abolizione di Irap, Tosap e Cosap.

LO SMART WORKING: ADESSO SI FA SUL SERIO. MA CONVIENE PROPRIO A TUTTI?
Il settimanale del Corriere della Sera, “7”, propone un approfondimento su uno fra gli strumenti che, in questi ultimi mesi, ha radicalmente cambiato le abitudini lavorative di titolari e collaboratori. Il quotidiano parla della “più grande sperimentazione di massa” dello smart working: “La libertà di organizzarsi. Anche per i dipendenti. Che lavorano dove e quando vogliono. Perché non si timbra più il cartellino ma si dà conto soltanto dei risultati. Per la prima volta in questo 2020, gli italiani scopriranno la vacanza con il Pc. Casa in affitto con piscina e angolo scrivania. Distanziamento e wi-fi. E’ la corsa ad attrezzare le seconde case con stampante e sedia ergonomica”.
Le aziende si sono organizzate: “Fino a settembre si va avanti con lo smart working in Fastweb, Vodafone, tante banche e assicurazioni. Enel ne farà uso fino a Natale. Facebook e Amazon hanno previsto il rientro in ufficio solo nel 2021, mentre Twitter ha deciso che d’ora in poi sarà sempre lasciata la libertà, ai dipendenti, di lavorare da casa. Google, invece, ha iniziato a richiamare i dipendenti con la convinzione che il lavoro di squadra funziona solo in presenza”. D’accordo, ma come si potranno riorganizzare le micro, piccole e medie imprese? Ne parleremo nel prossimo numero di “Imprese e Territorio”, con un focus proprio su smart working e Pmi.

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