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L’Europa dice “sì” ai prestiti da 30mila euro. Ma occhio agli sprechi in azienda

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GUERRA AGLI SPRECHI: NE PARLIAMO VENERDI’ 19, ALLE 14, SU FACEBOOK
No alle cattedrali tecnologiche e ai software totalizzanti; sì agli strumenti snelli e versatili. Inoltre, fare la check list dell’”inutile” e abbracciare la Lean Production come filosofia “open”: quanto più la si arricchisce di spunti, idee e progetti di contenimento degli sprechi, tanto più si fa un favore a sé stessi e alla propria impresa. Confartigianato Varese ne parlerà venerdì 19 giugno, alle ore 14, in diretta dalla sua pagina Facebook con: Davide Baldi (responsabile Faberlab e esperto di Lean Production), Angelo Morlacchi (ingegnere e consulente esperto di Lean Production) e Marco Crosa Lenz (titolare della Flmd). Titolo di questa puntata di “Dialoghi in diretta” sarà “Guerra agli sprechi: strategie per migliorare le performance di un’azienda”. Perché la tecnica giapponese applicata alle imprese, anche quelle più piccole, funziona.

LA COMMISSIONE EUROPEA DICE “SI’” AI PRESTITI DA 30MILA EURO
Il “sì” dalla Commissione europea è finalmente arrivato: i prestiti con garanzia pubblica al 100%, da domani venerdì 19 giugno, potranno arrivare anche a 30mila euro con una scadenza a 10 anni. L’Associazione bancaria italiana (Abi), ha inviato una circolare agli istituti di credito per adeguare i prestiti già erogati ai nuovi limiti. Avvenire scrive che «tra le modifiche autorizzate da Bruxelles c’è l’allargamento di questo tipo di prestiti a entità che prima ne erano escluse», per esempio il Terzo settore. L’ok della Commissione potrebbe dare un’ulteriore spinta al credito garantito dallo Stato: secondo gli ultimi dati, al 5 giugno il Fondo di Garanzia per le Pmi «aveva ricevuto 849mila domande per 54 miliardi di euro di finanziamenti. E, soprattutto, sono stati già erogati prestiti per circa due terzi delle domande». Per i soli prestiti fino a 25mila euro, le domande sono state 580mila e le erogazioni hanno raggiunto gli 11,7 miliardi euro. Infine, per quanto riguarda “Garanzia Italia” – lo strumento con il quale Sace sostiene le imprese di dimensioni medie e grandi – le garanzie concesse hanno raggiunto i 718 milioni di euro per un totale di 75 richieste. Tutte le domande sono state gestite ed emesse entro le 48 ore dalla ricezione.

LA SCADENZA DELLA MORATORIA SI ALLUNGA OLTRE IL 30 SETTEMBRE
La moratoria sui finanziamenti e sui mutui prima casa dovrebbe scadere il 30 settembre. Ma si sta pensando ad un allungamento dei tempi: ieri, infatti, le domande di moratoria sui prestiti sono state 2,6 milioni per un totale di 277 miliardi di euro. Le famiglie, invece, hanno chiesto di poter accedere alla moratoria per 83 miliardi di euro di prestiti. Le richieste di sospendere le rate dei mutui attraverso il “Fondo Gasparini” sono state altre 159mila. Necessaria una rimodulazione della scadenza. Che, probabilmente, arriverà fino a fine 2020.

DAL 1° LUGLIO TETTO DI 2MILA EURO AL CONTANTE
Quattro anni fa Renzi aveva fissato il tetto al prelevamento dei contanti a 3mila euro. Dal 1° luglio 2020, invece, il tetto massimo per i pagamenti in contanti sarà di 2mila euro. Per cifre superiori, scrive il Corriere della Sera, «si devono usare, come si fa già ora, gli strumenti di pagamento tracciabili dal Fisco come bancomat, carta di credito, assegni e bonifici. La nuova soglia resterà in vigore un anno e mezzo soltanto: dal 1° gennaio 2022 tornerà al tetto dei mille euro introdotti dal governo Monti alla fine del 2011. Il nuovo limite riguarda anche le donazioni e i prestiti, anche se fatti tra familiari.  Niente paura, invece, per i pagamenti rateizzati in contanti (il caso, per esempio, di cure dentistiche) e per i versamenti e i prelievi eseguiti sul proprio conto corrente, perché non essendo trasferimento di denaro tra soggetti diversi non prevede un tetto e non incappa in alcuna trasgressione». La stessa cosa vale anche per gli imprenditori che «prelevino utile sopra la soglia dalla propria ditta individuale, o conferiscano denaro per finanziare la propria attività». Per i furbetti, ci saranno sanzioni amministrative anche pesanti: da un minimo di 2mila euro (ora è di 3mila) ad un massimo di 50mila euro per le transazioni fino a 250mila euro. Superata questa soglia, la sanzione è compresa tra i 15mila e i 250mila euro. Le sanzioni colpiranno entrambi gli attori coinvolti: chi effettua il pagamento e chi lo riceve. Nessuno sconto, invece, per i professionisti destinatari degli obblighi antiriciclaggio che trasgrediscono: la sanzione minima resta di 3mila euro per raggiungere un massimo di 15mila euro.

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