Cerca:
Home Pronto il manifesto per la nuova normalità: «Creiamo opportunità per far ripartire le imprese»

Pronto il manifesto per la nuova normalità: «Creiamo opportunità per far ripartire le imprese»

foto-galliUn “manifesto” per la ripresa, una riflessione strutturata nella formula più concreta possibile e finalizzata a costruire passo dopo passo la nuova normalità.

Confartigianato Imprese Varese ha messo a punto un documento che, nei prossimi giorni, verrà diffuso a imprese e stakeholder per aprire il cantiere dell’economia post-Covid e mettere in campo tutte le azioni necessarie a costruire una società migliore, più organizzata, più sinergica nelle relazioni e più performante nel recepimento dei processi di innovazione.

«Abbiamo ragionato su macroaree di intervento: la fiducia, da dare e da ricevere; la riorganizzazione; la capacità di supportare l’innovazione e le relazioni con il territorio. Ciascuno di questi elementi ha in sé la portata necessaria a influire positivamente sul sistema economico e sociale, per renderlo performante, e merita di essere condiviso e discusso affinché non resti un capitolo da libro dei sogni» spiega il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, presentando il documento di undici pagine sul quale poggeranno le azioni di stimolo e supporto dell’associazione di viale Milano.

«In questi mesi le imprese hanno sofferto: il conto completo del lockdown ci sarà presentato solo tra qualche mese ma il quadro è delineato – prosegue Galli – Tuttavia, dobbiamo pensare a interventi strutturali, concreti e di facile attuazione per generare delle positività e invertire le tendenze negative».

Galli srotola la matassa a partire dal concetto, decisivo, di fiducia, «che l’impresa dovrà dare ma anche ricevere» e che è sicuramente uno degli asset della nuova normalità: «Dare fiducia e ricevere fiducia per consolidare o accrescere il potenziale del binomio tra imprese (economia) e territorio che ha acquisito il ruolo di garante della tutela sociale nel momento della massima emergenza sanitaria». Fiducia è sicurezza, nuovo valore per le imprese in epoca post-Covd, e nuovo valore del made in Italy. Ma fiducia, rimarca Galli, è anche «mettere in sicurezza la catena dei fornitori, sostenendo le aziende che li pagheranno regolarmente».

Fondamentale anche la fiducia da trasferire ai collaboratori delle imprese, attraverso l’impiego di ammortizzatori sociali di durata adeguata ed erogati secondo una tempistica civile.

«Al capitolo fiducia ascrivo anche l’attenzione all’ambiente, rafforzata dall’emergenza Covid, e il rispetto di valori condivisi, sui quali abbiamo visto che possono generarsi enormi e giuste sensibilità». A ruoli invertiti, le aziende si aspettano di maggiore fiducia dagli enti pubblici grazie a «tempi di pagamento adeguati» e «resilienza territoriale, ovvero capacità di offrire alle aziende le condizioni migliori alla permanenza delle attività». In assenza di servizi in grado di puntellare gli sforzi proattivi dell’azienda, il rischio concreto è, infatti, che debba essere proprio l’impresa a indossare la doppia veste di realtà privata e di ente erogatore di servizi integrativi rispetto a quelli pubblici. E questo non è accettabile», prosegue Galli.

Di qui l’importanza del dialogo con il territorio.

«Alla fiducia andrà accostata la capacità di riorganizzazione delle imprese e, per fare in modo che ciò avvenga, occorre che la liquidità possa essere indirizzata a interventi strutturali e non al pagamento delle tasse… perlomeno nel 2020». Un miglioramento dei “tempi sociali” (trasporto pubblico – uffici) e dei processi di semplificazione, anche nel lasciare alle imprese la possibilità di interpretare l’adozione delle normative nei modi più adeguati alla propria specificità.

«La riorganizzazione non potrà, poi, prescindere dai percorsi di formazione per l’accrescimento e la diversificazione delle competenze, da sostenere con le modalità del Piano Nazionale Impresa 4.0» dice Galli, rilanciando il «ruolo sociale delle imprese: un valore, come è stato ampiamente dimostrato in periodo di lockdown, che il territorio deve rendere pubblico e sostenere con incentivi fiscali».

«In tema di innovazione, occorre pianificare sin d’ora lo sviluppo post-Covid lavorando sulla rapidità legislativa, su percorsi di valorizzazione del made in Italy e sul contenimento del digital divide, che è una delle criticità più forti del nostro Paese» è il ragionamento del presidente di Confartigianato Varese, che non trascura «le specificità territoriali e il ruolo che potranno avere nel futuro, specie a fronte dell’apertura di nuove attività rivolte a target ben delineati».

Non meno importanti saranno le politiche di sostenibilità ambientale che dovranno essere «chiare, stabili e non modulate sulle sole esigenze della grande industria».

Galli ha forte convinzione in proposito, anche in chiave territoriale, al punto da riprendere il percorso avviato prima della crisi da Coronavirus con The European House-Ambrosetti: «Dobbiamo fare in modo che Varese diventi snodo della mobilità sostenibile sull’asse Torino-Milano, così da sostenere il rilancio del settore auto, che sul nostro territorio conta su una cospicua subfornitura».

Per dare ossigeno al territorio, nel manifesto della concretezza Galli ha scelto di inserire anche la valorizzazione della vocazione produttiva della provincia di Varese e l’attivazione di tutti gli strumenti necessari a favorire l’attrattività, sia di capitali che di persone. «In ultima istanza, non dimentichiamo le nuove relazioni con le aree di confine. In primo luogo Milano, indebolita nella sua forza, ovvero la socialità e l’interscambio. Possiamo immaginare che in futuro il capoluogo debba delocalizzare dei servizi? E possiamo pensare di trarne diretto beneficio? Io dico che vale la pena avviare sin d’ora un canale di dialogo e di confronto con gli stakeholder milanesi per non perdere nemmeno una opportunità e avviare per tempo eventuali processi di riconversione». Lo stesso vale per il Canton Ticino, dove la crisi generata da Sars-CoV-2 probabilmente non si invertirà sino al 2022.

CONSULTA QUI IL MANIFESTO DELLA CONCRETEZZA

SCARICA

TORNA SU