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Home Alla Vetreria Ferrari, in un mese il fatturato di due. Così si “rinasce” durante il Covid

Alla Vetreria Ferrari, in un mese il fatturato di due. Così si “rinasce” durante il Covid

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«In un momento in cui tutto sembrava impossibile, ci siamo buttati nella progettazione e invenzione di prodotti con materiali che non erano di nostra competenza: profili e accessoristica. Una sfida aperta, tra marzo e aprile, nel momento più acuto della pandemia. Per dare un servizio ad hoc a chiunque fosse stato interessato alle strutture di protezione dal Coronavirus: divisori anti droplet; parafiato con passacarte per banconi, scrivanie e reception; separatori per open space tra tavoli, tavolini, linee di lavoro e postazioni lavorative».

SOLO MAIL, CARTA E TELEFONO. E LA VETRINA ONLINE
Marco Ferrari
, della Giorgio Ferrari Vetreria di Mesenzana, ricorderà per sempre quei momenti: il lavoro a distanza diventa un must. Si pensa e si crea in una corsa contro il tempo. Prosegue l’imprenditore: «In quei mesi tutti si stavano inventando qualcosa, ma noi siamo arrivati prima perché chi iniziava a chiederci le protezioni per le reception aveva già intuito il sopraggiungere della crisi. Così abbiamo pensato al tipo e alle dimensioni delle strutture, agli accessori, al catalogo (con pagina e proposte su Internet), al listino prezzi con relativa scontistica e ai costi della spedizione. Progetti e disegni inviati solo con mail. Poi, promozioni pubblicitarie fatte dalla scrivania sulle riviste di settore e sui network locali online, e su Google, senza neppure avere un campione tra le mani. I clienti ordinavano i separatori senza mai averli toccati: solo carta e telefono».

IN UN MESE, IL FATTURATO DI DUE
In un battibaleno, si passa dall’idea al prodotto finito. E si consegna: ai Comuni, alla scuola superiore Sant’Anna di Pisa, agli istituti della provincia, a Torino e Brescia, a Genova e Milano: «Sì, è stato difficile», sottolinea Marco. Che con i suoi cinquantanove anni di età, e i trentacinque in azienda, in trincea ci è sempre rimasto: «Di fronte alla pandemia ho pensato al peggio. Non alla chiusura dell’azienda, questo no, ma le prospettive non erano buone. Un miscuglio di sentimenti negativi e di sguardi che tradivano tutte le difficoltà del momento: se il lavoro non c’è, non c’è per nessuno. E negli ultimi trent’anni mai uno dei nostri è andato in Cassa. Poi, questa è arrivata anche per noi: un dramma. Ma ho continuato a lavorare perché i miei ragazzi hanno sempre sperato che li potessi mettere in condizione di riprendere. Ancora. Come prima. E così siamo ritornati in azienda, senza alcuna rete di sicurezza: grazie ai divisori in vetro, in un mese ho fatturato tanto quanto avrei fatto in due».

500 PEZZI IN SESSANTA GIORNI: CI SIAMO RIMESSI IN GIOCO
L’imprenditore italiano supera le crisi con ciò che gli ha lasciato in eredità la Storia: l’ingegno e la fantasia. E se è vero che «tra l’invenzione e la riuscita di un prodotto, ne corre» – come sottolinea Marco – è anche vero che tra i tanti valori di cui è portatore, l’imprenditore scommette sempre sulla sua positività. Sul guardare il mondo da un’altra prospettiva, anche se preoccupa. Alla Giorgio Ferrari Vetreria, la soluzione è arrivata e ha permesso di bypassare i pochi ordini in cantiere. E di ordini, secondo le parole dell’imprenditore di Mesenzana, «ne arriveranno ancora, anche se tra colleghi e fornitori raccolgo notizie spesso negative».
Il vetro diventa alternativa ai tanti pannelli in plexiglass (ma la Vetreria è in grado di produrre anche questi), ormai così richiesti da registrare l’impennata dei costi: «Abbiamo unito l’utile al dilettevole e lavorato su telaio e strutture per realizzarle con i nostri fornitori abituali con un vetro temperato – ma leggerissimo – in 4 millimetri. Così le protezioni firmate Ferrari sono sicure, di facile e non permanente installazione, antistatiche, anallergiche, antisfriso e di semplice sanificazione. Con misure standard o personalizzabili, i divisori possono essere avviati o fissati con morsetto alla scrivania o al bancone: in sessanta giorni, dall’azienda sono usciti cinquecento pezzi. Siamo riusciti a limitare i costi. Questo non sarà un business eterno, lo sappiamo, ma i divisori in vetro ci hanno dato l’occasione di rimetterci in gioco».

PAROLA D’ORDINE, DIVERSIFICARE
Produzione e commercializzazione; impresa e show room; arredamenti in vetro e ristrutturazione bagni; parapetti, porte e scale: alla Vetreria Ferrari la flessibilità è all’ordine del giorno. E diversificare i propri prodotti, soprattutto nella fase più acuta dell’emergenza da Covid 19, si è dimostrata una scelta vincente. A tal punto che Marco Ferrari continua a ricevere richieste non solo dalle amministrazioni locali ma anche da studi privati e odontoiatrici. Ma non dalla Svizzera, dove l’azienda di Mesenzana lavora da circa quarant’anni tra Canton Ticino e Cantone dei Grigioni: «Lì il virus si è sentito molto meno e il mercato svizzero è ripartito in misura maggiore rispetto a quello italiano», prosegue l’imprenditore. Anche al di là del confine si è ritornati con la carica di sempre: imprese edili, studi di architettura, clienti privati. Gli svizzeri cercano la qualità più alta al prezzo italiano: fiducia e convenienza insieme. Quello che fanno le imprese italiane, piace. E il cliente è soddisfatto».

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