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Fisco: controlli in azienda e lettere di compliance rinviate al 2021. E rimborsi Iva in 72 giorni

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#Rassegnastampa

UN ANNO SABBATICO PER IL FISCO. STOP AGLI ACCESSI IN AZIENDA
Lo scrive Italia Oggi: «L’Agenzia delle entrate invita le direzioni locali a ridurre le verifiche, limitandosi agli atti indifferibili e urgenti, segnando un taglio per gli obiettivi di budget dei singoli uffici del 70%. Per le lettere di compliance e gli atti di controllo automatizzato, l’input è di rinviare il tutto al 2021 così come gli accessi alle aziende, che continuano ad essere bloccati. Le attività dovranno essere condotte in modalità remota, prediligendo la video conferenza». Per «atti indifferibili e urgenti, si intendono prioritariamente quelli richiesti su iniziativa dell’autorità giudiziaria, e quelli costituenti reato, anche se sarà il singolo ufficio, oltre queste casistiche, a pronunciarsi sull’indifferibilità e urgenza». Tutto questo si deve leggere in sintonia con i singoli annunci delle novità in arrivo nel decreto legge in preparazione per agosto, «nel quale sarà previsto l’ulteriore slittamento dei versamenti sospesi di marzo, aprile, maggio con la possibilità di pagare a rate fino a tutto il 2021, e la sospensione della riscossione fino a dicembre 2020».

RIMBORSI IVA MAI COSI’ VELOCI: L’ATTESA MEDIA E’ DI 72 GIORNI
Da un lato si “congelano i controlli direttamente in azienda”, e dall’altro si riducono i tempi complessivi per i rimborsi Iva a imprese, autonomi e professionisti. Lo racconta il Sole 24 Ore: «Tra lavorazione ed erogazione, in media servono ormai 72 giorni. In pratica, otto giorni in meno rispetto a quanti sono stati impiegati – sempre mediamente – dagli uffici dell’Agenzia delle entrate nel 2019. Un miglioramento che è figlio dei minori rimborsi richiesti nel primo semestre 2020 (30.481 mentre in tutto lo scorso anno erano 82.770)». Il passo avanti fatto dal 2017 è notevole: allora occorreva attendere in media 103 giorni. Dall’anno successivo, l’Agenzia delle entrate ha accreditato direttamente gli importi spettanti, abbattendo a regime i tempi di erogazione da 25 a 7 giorni. Il Governo sta facendo pressing sull’Agenzia, inoltre, affinché acceleri «l’esecuzione dei rimborsi fiscali ai cittadini e alle imprese, anche attraverso automatismi che tengano conto dell’adozione della fatturazione elettronica e di tecniche di analisi dei rischi. D’altronde, la restituzione dei crediti fiscali diventa vitale per le attività economiche – scrive ancora il quotidiano economico – in una fase come quella attuale, caratterizzata dalla difficoltà a reperire liquidità».

APPALTI: “LE MILLE E UNA NORMA” CHE BLOCCANO IL PAESE
“Le mille e una norma” è il titolo di uno studio dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance), nel quale si sono contati i «provvedimenti emanati in materia di lavori pubblici dalla legge Merloni (1994) ad oggi». L’assurdità dei numeri la racconta il Sole 24 Ore: «Parliamo di 500 provvedimenti in 26 anni per un totale di 45.520 pagine di Gazzetta Ufficiale. Messi in fila, questi fogli farebbero una strada di 136 chilometri che richiederebbero 158 giorni per essere letta, senza contare i rimandi legislativi e normativi ad altre fonti». E senza contare i decreti fatti apposta per semplificare e snellire: come nell’ultimo caso del Governo, dove 65 sono gli articoli zeppi di rimandi. Così, si è passati «dagli 8 provvedimenti degli anni Novanta ai 14 del periodo 2000-2019 ai 29 provvedimenti annui presi fra il 2010 e il 2019. Nei primi sette mesi del 2020 sono già stati assunti 23 provvedimenti. Ma questo non è un impazzimento che riguarda soltanto la produzione di norme, ma anche quella produzione di strutture amministrative con quella che l’Ance chiama “Idra a sette teste” e che conta dipartimenti, cabine di regia, società vecchie e nuove che hanno assunto un ruolo di primo piano nel progettare, finanziare, programmare, sbloccare e commissariare opere pubbliche».

CAPANNONI FANTASMA: SCATTANO GLI INCENTIVI

Succede a Castiglione Olona: il Comune ha detto sì al progetto di rigenerazione urbana delle aree dismesse promosso da Regione Lombardia. «Da qualche giorno – si legge sulla Prealpina – è possibile presentare le richieste per avviare i progetti di riqualificazione che interesseranno tutte le aree un tempo sedi di attività artigianali o industriali attualmente dismesse. Per lo più si tratta di realtà commerciali inserite nel tessuto urbano con grandi potenzialità di riadattamento e che potranno essere trasformate in complessi residenziali». Le zone individuate dal Comune di Castiglione sono vicine ad abitazioni private: «Il deposito camper di via Piave, la ex ditta Lombardi in via IV Novembre, l’area capannoni Celsa in via Turati, la proprietà Grigioni in prossimità delle scuole elementari. Inoltre, sono state selezionate anche alcune aree dislocate tra via Papa Celestino e via Mameli». Per catturare l’interesse degli eventuali finanziatori, e favorire gli interventi di rigenerazione, «il Comune ha approvato la riduzione del 70% degli oneri di urbanizzazione applicati alle ristrutturazioni. Inoltre, verrà accelerato l’iter burocratico dimezzando i tempi per il rilascio della documentazione necessaria per gli interventi. Infine, ci si potrà rivolgere all’amministrazione locale per ottenere un parere prima che la pratica venga istruita, in modo che gli investitori abbiano piena consapevolezza delle opere che intendono realizzare».

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