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Si allunga la Cig anti Covid, ma rischiamo una “gioventù bruciata”. Anche in provincia di Varese

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#Rassegnastampa

LAVORO: ALRE 18 SETTIMANE DI CIG. MA SI PARLA ANCHE DI LICENZIAMENTI
Una nuova proroga della cassa integrazione: ulteriori 18 settimane a carico dello Stato, «per consentire alle aziende, o ai settori che ne hanno veramente bisogno (non quindi indistintamente tutti), una “copertura” fino a fine anno. Però non è ancora sciolto il criterio che dovrà decidere la selettività delle nuove 18 settimane di Cig-Covid-19: tra le proposte sul tavolo, il riferimento ai comparti più colpiti o, in alternativa, al calo del fatturato registrato nel primo semestre 2020 rispetto al semestre precedente», scrive Il Sole 24 Ore. Che aggiunge: «L’idea che sta alla base di questa riforma è quella, da un lato, di garantire una rete di protezione temporanea ai lavoratori di quelle imprese che intendono sospendere una parte della produzione per ristrutturazioni aziendali o riconversioni produttive o tecnologiche; e dall’altro, di spingere su strumenti di accompagnamento e sostegno finalizzati alle transizioni occupazionali, in un’ottica di tutela del mercato del lavoro».

All’allungamento della Cig dovrebbe affiancarsi la proroga, sempre fino a dicembre, dello stop ai licenziamenti (attualmente vigente fino al 17 agosto). Anche qui, però, si dovrebbe usare un criterio di selettività. Probabilmente, verranno concessi i recessi dal 18 agosto in tre casi:

  • Fallimento
  • Cessazione dell’attività produttiva (forse da estendere alla chiusura di singole unità produttive)
  • Accordo sindacale per un’uscita concordata con il lavoratore

Sempre fino a dicembre, inoltre, ci dovrebbe essere la deroga al Dl Dignità sui contratti a termine (somministrazione inclusa) per permettere proroghe e innovi senza causale.

RISK MANAGEMENT IN AZIENDA: SAPETE COSA E’ IL “PIANO B”?
Sapete cosa fare in caso di crisi (finanziaria, sanitaria, della fornitura)? Avete mai ragionato sul cosiddetto “piano B” in azienda? La pandemia ci ha insegnato che è meglio prepararsi ad ogni evenienza. Confartigianato Imprese Varese ne parlerà in diretta dalla sua pagina Facebook giovedì 16 luglio, dalle 12 alle 13, con Mark Lowe (Direttore della Monact Risk Assessment Services) e Antonio Belloni (consulente di Confartigianato Imprese Varese). Che ci diranno di quanto è importante saper progettare un piano efficace alternativo e di quanto sia indispensabile, per la sopravvivenza di un’impresa, poter immaginare gli sviluppo futuri del mercato e dei suoi prodotti.

LAVORO E GIOVANI: LA MEDIA DEI NEET IN PROVINCIA DI VARESE E’ DEL 7%
Giovani tra i 18 e i 24 anni
che non lavorano, non studiano, non si formano: il loro numero è maggiore nei piccoli centri della provincia di Varese rispetto a quelli grandi. Secondo lo studio della fondazione Openpolis, «più di un quarto della popolazione giovanile di Grantola, Cremenaga, Marchirolo, Maccagno con Pino e Veddasca è da iscrivere nella categoria “Neet”», scrive la Prealpina. In questi territori, la percentuale di giovani che lascia gli studi dopo la terza media è compresa tra il 15 e il 23%. Il maggior numero di Neet si trova a Luino (12,7%), mentre a Varese, Busto Arsizio, Saronno e Gallarate non si supera il 7%. La media lombarda è del 18%. In Italia, nel 2019, i Neet rappresentavano il 23,2% dei residenti tra i 18 e i 24 anni: un giovane su quattro. Il peggior risultato a livello europeo. Particolarmente alto l’abbandono scolastico. Il Varesotto segna un 22% a Luino, il 15% a Cassano Magnago, il 13,6% a Varese città, il 13% a Gallarate, l’11% a Busto Arsizio e il 10% a Saronno.

LOMBARDIA: CADE L’OBBLIGO DELLA MASCHERINA. MA SOLO ALL’APERTO
Il nuovo Dpcm, che entra in vigore alla mezzanotte, porta buone notizie. Le racconta il Corriere della Sera:

  • Mascherine solo al chiuso. In Lombardia si potrà stare all’aperto senza mascherina. O, meglio, la si dovrà indossare ancora all’aperto solo se non si potrà assicurare il distanziamento interpersonale anti-contagio.
  • Trolley e indumenti. Il nuovo Dpcm elimina la disposizione dell’Enac del 26 giugno. Ora, si potrà portare a bordo dell’aereo il trolley. Gli indumenti non indossati dovranno essere custoditi in buste sterilizzate.
  • La distanza in treno. Resta l’obbligo di sedere sulle poltrone alternate, ma se i posti sono in fila verticale si potrà non rispettare la distanza di un metro. L’azienda di gestione dovrà garantire un sistema di aerazione “rinnovato”.

ADDIO ALL’IVA: BUSTO ARSIZIO VUOLE DIVENTARE “TAX FREE”
Addio all’Iva, anche se solo per una porzione del territorio di Busto Arsizio. La città rincorre l’esempio di Como e Vicenza: niente Imposta sul valore aggiunto almeno per i clienti che arrivano dall’estero. Nel frattempo, l’amministrazione comunale si è data da fare per alleggerire il carico fiscale: «Via la Tari per lunghi periodi, zero Tosap per i dehor», scrive la Prealpina. Che aggiunge: «Da due anni è attivo un piano marketing per le start up locali e con la detassazione Tari per attrarre nuovi investitori. La città deve essere Tax Free, per vendersi agli stranieri. Magari attivando una App digitale che già utilizzano le realtà commerciali comasche». Insomma, si deve scommettere sulla vicinanza della Svizzera e sui flussi di passeggeri internazionali grazie a Malpensa. Ma questo non basta: se oggi la parola d’ordine è innovazione, «questa può essere una leva positiva che guarda con interesse al digitale per attrarre millennials: servono efficaci pubblicità sui social e sui canali specializzati». Per vendere, bene, l’immagine di Busto nel mondo.

 

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