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Superbonus 110%: definiti i lavori ammessi e il tetto ai costi. Ma la Cig-Covid si allunga di 18 settimane

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SUPERBONUS 110%: DEFINITI I LAVORI AMMESSI E IL TETTO AI COSTI
E’ stato il Ministero per lo Sviluppo Economico, ieri, a varare i due decreti attuativi previsti dal Dl Rilancio sul superbonus 110%. Dall’Agenzia delle entrate, invece, si attendono ancora i due provvedimenti su visti di conformità e cessione del credito di imposta/sconto in fattura. I due decreti del Mise: uno si concentra sui “requisiti tecnici”; l’altro sulle asseverazioni dei lavori, indispensabili per beneficiare delle detrazioni. Entra nei dettagli delle misure, il Sole 24 Ore:

  • Edifici unifamiliari con ingressi separati. Il Mise definisce “edificio unifamiliare” come un’unica unità immobiliare di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare;
  • Unità “funzionalmente indipendente”. Si considera quell’immobile che è dotato di acqua, gas, energia elettrica e riscaldamento di proprietà o uso esclusivo, e un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso, che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà,
  • Trasmittanza: si alza l’asticella. Il Mise ha introdotto nuovi limiti, più performanti, per i valori di trasmittanza termica che devono essere garantiti in caso di intervento su edifici esistenti per gli interventi di coibentazione delle superfici verticali, orizzontali ed inclinate, e per la sostituzione degli infissi. Questi valori valgono per tutti gli interventi, non solo quelli con il 110%,
  • I ponti termici non si conteggiano. E’ stato chiarito che i limiti di trasmittanza termica non sono comprensivi dei ponti termici. In caso contrario sarebbero escluse tutte le tecnologie ad eccezione del cappotto esterno, con i limiti imposti a livello urbano in merito all’applicazione ai piani terra dello strato coibente sulla superficie esterna,
  • Parte comune: definizione. Per “parti comuni degli edifici” si intendono «le parti di cui all’articolo 1117 del Codice civile degli edifici dotati di più unità immobiliari». Il concetto di “parti comuni” viene esto a tutti gli edifici che abbiano una pluralità di unità immobiliari anche se sono di un solo proprietario,
  • Bonifico parlante. I lavori si pagano con bonifico parlante, bancario o postale, dal quale devono risultare la data della fattura, la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o Codice fiscale dell’impresa. Le fatture, le ricevute fiscali e la ricevuta del bonifico bancario o postale dovranno essere conservate.

PROROGA DELLA CASSA INTEGRAZIONE CON VALORE RETROATTIVO
La proroga della Cassa integrazione sarà di 18 settimane. E «sarà gratis per le imprese che hanno avuto una significativa perdita di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019». La proroga avrà valore retroattivo a partire dal 15 luglio, e il Governo intende «chiedere un contributo alle imprese che non abbiano subito perdite significative e vogliano accedere alla cassa Covid. Le prime 9 settimane di Cassa verranno concesse in modo generalizzato gratis a tutte le imprese che ne faranno richiesta, o secondo il criterio selettivo della perdita di fatturato». Ma quale dovrà essere la percentuale di perdita? L’asticella si dovrebbe fissare al 20%, anche se con questa scelta «verrebbe escluso il 40% di aziende che hanno avuto una perdita di fatturato inferiore». Il Decreto di agosto sta puntando anche ad un incentivo «a fare uscire i lavoratori dalla Cig attraverso una decontribuzione per 3-4 mesi a favore delle impese per ogni cassintegrato riportato in attività. Con uno sgravio contributivo al 100% verranno premiati i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato o stabilizzano contratti a termine», prosegue il quotidiano economico.

CIG-COVID: NON IN REGOLA 2.600 AZIENDE
Il Governo «vuole legare la proroga della cassa (altre 18 settimane) al calo del fatturato» per una ragione. Si legge sul Corriere della Sera, infatti, che «circa il 27% delle imprese che hanno fatto ricorso alla Cassa non ha subito cali di fatturato o, addirittura, lo ha aumentato. Non è un caso che con una prima ondata di controlli a campione, siano risultate non in regola circa 2.600 aziende». La Cig-Covid, tra marzo e aprile in corrispondenza del lockdown, ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del privato. La quota di imprese che ne hanno beneficiato è stata del 48% al Nord Ovest e del 45% al Nord Est. Il 55% è andato al Mezzogiorno. I dipendenti per i quali, tra marzo e aprile, si è fatto almeno un ricorso alla Cig-Covid sono stati più di 5 milioni. Uno studio della Direzione centrale studi e ricerche dell’Inps, con Banca d’Italia, ha evidenziato che «ogni impresa che ha utilizzato la Cig-Covid finanziata dalla fiscalità generale ha risparmiato circa 1.100 euro per ogni dipendente. Tra le imprese più piccole, l’importo medio risparmiato è stato di 3.900 euro».

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