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Superbonus 110%: esteso ai condizionatori, ma diminuiscono i tetti di spesa massimi

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Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il Decreto Rilancio è legge. Passato con 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto, prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro. Misure che hanno il compito di limitare l’impatto economico della crisi da Covid 19 su imprese, Partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore. Tra queste, l’attesissimo super ecobonus al 110% sul quale, però, si attendono ancora i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dello Sviluppo Economico. Quelli che dovranno definire:

  • Le modalità per poter scegliere tra sconto in fattura e cessione del credito
  • Le modalità di trasmissione della asseverazione degli interventi ai requisiti minimi, e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, rilasciata da un tecnico abilitato
  • Le modalità relative alla trasmissione telematica all’ENEA.

Super ecobonus al 110%
La detrazione riguarda quegli interventi che rendono gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e più sicuri in caso di terremoti. Per l’efficientamento energetico sono stati rivisti al ribasso i tetti di spesa detraibile, che variano in base al tipo di abitazione. Resta la possibilità di eseguire gli interventi cedendo il superbonus alle imprese che eseguono i lavori o ad un istituto finanziario.

Le novità:

  • Cambiano i tetti di spesa massimi per i lavori in condominio e per la sostituzione della caldaia. Per la coibentazione degli edifici si possono ottenere fino a 40 mila euro per unità immobiliare nei condomini da due a otto abitazioni e 30 mila per i condomini da nove abitazioni e oltre. Per quanto riguarda la caldaia, da 30mila euro si scende a 20mila per i condomini da due a otto unità immobiliari e a 15 mila euro per le unità più grandi. Si deve grande attenzione alla ripartizione millesimale dei costi,
  • Le villette a schiera e le case indipendenti. Il super ecobonus al 110% è stato esteso agli immobili del Terzo settore, alle seconde case (escluse le abitazioni di lusso, le ville e i castelli) e ai proprietari delle villette a schiera. Per quanto riguarda quest’ultime, si parla di “unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno”. Per le case unifamiliari, il tetto di spesa è di 50 mila euro per la coibentazione dell’edificio e di 30 mila euro per il cambio della caldaia,
  • Palazzi storici. Il super ecobonus al 100% è stato esteso anche agli interventi di efficientamento energetico in palazzi sottoposti ai vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) e a quelli bloccati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. L’opportunità interessa anche i borghi antichi abbandonati,
  • I condizionatori. L’incentivo può essere utilizzato anche per l’installazione di condizionatori, ma solo se i loro acquisto o sostituzione si abbina ad uno degli interventi per i quali il Decreto Rilancio ha previsto il super ecobonus al 110%. In sinesi: interventi di isolamento termico; interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria (anche quelli ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici). Gli stessi interventi per la sostituzione degli impianti possono avvenire sugli edifici unifamiliari, o sulle unità immobiliari, situate all’interno di edifici plurifamiliari.
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