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La manifattura rialza la testa, ma il lavoro no. Sarà un “settembre nero”? Le Pmi non mollano

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#Rassegnastampa

IL MARE E’ MOSSO: CONTRO IL VIRUS RESTA IL “RIGORE”
Il mare è mosso, ma questa volta la rotta di navigazione l’Italia la conosce bene. Ed è per questo che il ministro della Salute Roberto Speranza sceglie, ancora una volta, il «rigore». Nel nuovo Dpcm che sarà pronto entro la fine di questa settimana, le regole anti-contagio saranno chiarite ancora una volta: mascherine all’aperto (se non si può rispettare il distanziamento) e ovviamente al chiuso, rispetto delle distanze e lavaggio delle mani. D’altronde, è stupido rischiare: in Francia, Germania e Spagna «la situazione è preoccupante: ci sono tra i mille e i 1.500 casi al giorno», scrive il Corriere della Sera. Numeri che aprono all’urgenza di confronti e scelte che non possono più essere rinviate: come evitare un altro lockdown, che metterebbe definitivamente in ginocchio le imprese? Come aprire la scuola a settembre, in totale sicurezza? Come organizzare i trasporti su treni (anche locali) e aerei? Pochi giorni, e avremo le risposte.

IL PRESIDENTE DAVIDE GALLI E IL CONTO SALATO DELLA “NUOVA NORMALITA’”
Il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli, ne parla sulla Prealpina di oggi: «La nuova normalità con la quale ci dovremo confrontare da settembre presenterà un conto importante per tutti, a cominciare dalle imprese. Il conto di un cambiamento ad ampio spettro da affrontare efficacemente e con la massima rapidità». Mercati lontani, e complessi, fiaccati dalla pandemia; rischi aziendali legati all’interruzione delle catene di fornitura; la necessità di garantire continuità alla sicurezza aziendale. Continua, il presidente: «L’organizzazione stessa del nostro lavoro dovrà rispondere a logiche di contenimento degli sprechi, di rapidità nella riconversione della produzione e di riorganizzazione nel caso di assenza di figure professionali chiave».

RITORNA IL BANDO “IO RIAPRO SICURO”. PIU’ FAVOREVOLE PER LE PMI
Molti fra gli imprenditori intervistati da Confartigianato Imprese Varese, vedono un «settembre nero. Ma anche un ottobre e un novembre difficili. In assenza di un vaccino, questo virus resterà ancora fra noi». Ecco perché il sistema camerale lombardo ha deciso di rilanciare il bando “Safe Working – Io riapro sicuro” per mettere a disposizione delle imprese alcuni contributi a fondo perduto per interventi strutturali riguardanti la sicurezza sanitaria, e per adottare le misure necessarie per garantire la ripresa dell’attività mantenendo la sicurezza di lavoratori, fornitori e clienti. Le domande di contributo si sono aperte il 28 maggio 2020 e si chiuderanno il 10 novembre 2020, salvo esaurimento fondi disponibili. Il bando ha adottato nuovi criteri, più favorevoli alle piccole e micro imprese, per l’assegnazione del contributo:

  • Estensione dei beneficiari con aggiunta di alloggi, attività artistiche e culturali
  • Abbassamento dell’investimento minimo che passa da 2.000 euro a 1.300 euro
  • Le imprese che hanno già presentato la domanda alla data del 16 luglio 2020, possono presentare un’ulteriore domanda di contributo per le spese sostenute su altre sedi operative o unità locali.

LA MANIFATTURA RIALZA LA TESTA, MA IL LAVORO STENTA
Lo scrivono i giornali di oggi, dal Sole 24 Ore al Tempo: «Riprende l’attività manifatturiera». Un trend confermato dall’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo e da Ihs Markit: l’indice Pmi del manifatturiero italiano è aumentato a 51,9 a luglio da 47,5 di giugno, segnando il primo miglioramento in due anni. Scrive il Tempo: «E’ la giusta direzione verso la ripresa. Anche se la strada è ancora lunga». Infatti, «le aziende manifatturiere e le linee di produzione continuano a operare al di sotto della loro capacità limitando le ore di lavoro e, di conseguenza, il livello occupazionale». Quest’ultimo, si è ridotto per il 14esimo mese consecutivo. La domanda resta debole e gli ordini esteri continuano a diminuire ulteriormente. Nel mese di maggio è partito il rimbalzo. Vivace rispetto al dato di aprile (+54,4% la produzione, +47% il fatturato), ma ancora parziale rispetto ai livello di maggio dello scorso anno: «Nel complesso dei primi cinque mesi del 2020, il calo ammonta al 21,6% per la produzione e al 19,3% per il giro di affari». Fanno bene anche la Germania e la Francia: la prima è a quota 51 (il massimo da 19 mesi), mentre la seconda è a 52,4 (il massimo da 22 mesi).

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