Cerca:
Home La nuova normalità: il futuro nel Bilancio Sociale 2019, i pagamenti e il lavoro

La nuova normalità: il futuro nel Bilancio Sociale 2019, i pagamenti e il lavoro

welder Industrial automotive part in factory
BILANCIO SOCIALE 2019: IDEE, AZIONI E PROGETTI PER LA NUOVA NORMALITA’
Pensare ad un Bilancio Sociale in pieno lockdown: una bella sfida, no?
La domanda che Confartigianato Imprese Varese si è fatta per tanti mesi, se la fa ancora oggi: ci perderemo? E’ più possibile che ci ritroveremo, uniti da difficoltà e obiettivi comuni, per metterci alla prova con lo spirito di sempre: innovativo e resiliente. L’Associazione varesina continuerà a scoprire, e a tracciare, sempre nuovi sentieri. A battere nuove strade. Il che significa continuare un lavoro di esplorazione, e di consolidamento, di quello che si può e si deve fare per la crescita e lo sviluppo delle imprese. Scrive il direttore generale di Confartigianato Varese, Mauro Colombo: «In questa estate, dove la vecchia normalità sembra riscattarsi, riprendendosi il controllo delle regole, le abitudini sociali di sempre, il bisogno di rimettere al proprio posto le cose come erano prima (arriverà il tempo di una nuova normalità) noi pubblichiamo un documento che riassume idealmente questo passaggio ancora non compiuto. E’ il bilancio di quello che Confartigianato Varese ha costruito lo scorso anno, con le sue attività di rappresentanza e le iniziative dei suoi Servizi, ma poi (nell’ultima sezione, la IV) ci distacchiamo dal passato e proviamo a dare uno sguardo al futuro a quello che potrebbe essere la nuova normalità». Un futuro che Confartigianato Imprese Varese vuole costruire con uno sguardo aperto sul 2020 «lungo “sentieri” spesso sconosciuti. E alcuni di questi, probabilmente, li scopriremo interrotti, ciechi, da riprendere a ritroso per ri-provare una direzione nuova», prosegue il Dg Colombo. Ma questa è la forza di Confartigianato Varese. La forza di chi non rinuncia mai al verbo «intraprendere».

PRESIDENTE GALLI: CONTRO IL RITARDO NEI PAGAMENTI, INTRODURRE IL RATING DI SOLVIBILITA’
Sì, i tempi di pagamento sono peggiorati. Solo colpa del Covid-19? Il fenomeno dei ritardi dei pagamenti nei rapporti tra Pa e imprese, e tra imprese e imprese, non è nuovo. Diciamo che il virus ha ampliato il problema. Ne ha parlato ieri il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli: «Il sondaggio lanciato dalla nostra Associazione ha interessato 1.141 imprese e il primo dato estremamente significativo è questo: il 40% del campione ha risposto che durante la pandemia i tempi di pagamento sono peggiorati. Nel 60% dei casi, si paga addirittura a 60 giorni. E mentre le piccole imprese pagano regolarmente, spesso quelle grosse – capitalizzate – fanno fatica a saldare il conto». Una situazione complessa che genera ostacoli con “effetto domino”: meno liquidità significa maggiore esposizione con le banche e, di conseguenza, meno risorse per la capitalizzazione e gli investimenti. Aggiunge, il presidente: «Il denaro viene utilizzato per fare fronte a queste mancate entrate e non, come dovrebbe, per fare crescere la propria azienda». Possibili soluzioni? Rendere ancora più stringente la legge – la direttiva europea recepita nel 2002 con D.Lgs. modificato poi nel 2012 – che impone il pagamento a trenta o, al massimo, a sessanta giorni. A sbloccare la situazione potrebbe essere l’introduzione di «un rating che premi le aziende che pagano e penalizzi quelle che non lo fanno. Oggi, invece, il sistema bancario segnala chi subisce il mancato pagamento, e non il contrario». Gli esempi di amministrazioni e imprese virtuose non mancano. Ma il problema resta.

IL LAVORO AI TEMPI DEL COVID: CASSA INTEGRAZIONE PER IL 74% DEI LAVORATORI
Il mercato del lavoro ai tempi del Covid-19? In picchiata. Anche in provincia di Varese. Infatti, le assunzioni registrano un picco negativo dell’86,6% nel mese di aprile e una media del primo settembre pari al 45,33%. Il 2020 è partito male: -24,51% con una sofferenza occupazionale più che rilevante (-2,29% nel periodo compreso tra luglio 2019 e giugno 2020). A dirlo è l’Osservatorio per il mercato del lavoro di Confartigianato Artser. Che, per quanto riguarda l’analisi dei comparti, evidenzia la sofferenza del tessile (-8,93%) e della meccanica di produzione (-1,67%). Recuperano terreno, invece, i trasporti (+6,97%) e l’alimentare (+12,28%). Donne e giovani sono stati i più colpiti: -54,18% le prime; -46,66% i secondi. Il termometro di questa situazione sono gli ammortizzatori sociali: nel mese di aprile hanno interessato il 74% dei lavoratori delle imprese artigiane e delle Pmi della provincia di Varese, contro una media ordinaria del 2%. «Siamo di fronte a numeri mai visti che testimoniano la difficoltà delle imprese nell’affrontare le conseguenze della pandemia ma anche il complicato equilibrio dell’occupazione in provincia di Varese» spiega il direttore generale di Confartigianato Artser Mauro Colombo. Dall’Osservatorio, infatti, emerge che sono le aziende meno strutturate (fino a quattro dipendenti) quelle più esposte alle sferzate della competitività su mercati sempre più difficili a causa della difficoltà di razionalizzare i costi e, al contempo, di innovare i prodotti e di ricercare nuovi mercati.

TORNA SU