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Home Bonus al 110%: proroga al 2024. No ai rincari sul gasolio e paura per il “no deal” britannico

Bonus al 110%: proroga al 2024. No ai rincari sul gasolio e paura per il “no deal” britannico

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#Rassegnastampa

LAVORARE IN CANTON TICINO: IL 9 SETTEMBRE, ALLE 12, DIRETTA FACEBOOK
Lavorare in Canton Ticino tra Covid, leggi e referendum”. Questo il titolo del prossimo appuntamento con Dialoghi in diretta. Mercoledì 9 settembre, alle ore 12, in diretta sul canale Facebook di Confartigianato Varese si affronterà uno fra i temi più caldi che rischia di colpire duramente anche le piccole imprese e gli artigiani che lavorano al di là del confine: il referendum per limitare l’accesso dei lavoratori stranieri che si terrà il 27 settembre. Ne parleremo con Matteo Campari, del servizio Estero di Confartigianato Varese e Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale Cgil frontalieri. Non mancheranno alcune riflessioni sullo stato attuale del mercato del lavoro in Svizzera, dei problemi quotidiani che devono affrontare le imprese italiane e di quelli che potrebbero nascere in futuro con l’ulteriore impennata dei contagi da Covid su territorio svizzero.

ECOBONUS AL 110%: UNA PROROGA DIETRO L’ALTRA
Nel lavoro del Governo la parola “proroga” sembra stia assumendo una grande importanza. Infatti, scrive il Corriere della Sera, «c’è ormai la conferma per almeno altri tre anni del super-ecobonus e del super-sismabonus, gli incentivi fiscali al 110% che di fanno consentono di ristrutturare casa a costo zero se ci sono miglioramenti di efficienza energetica o di sicurezza antisismica. Le due misure scadono al momento alla fine del 2021, ma potrebbero essere estese per il periodo 2022-2024, con riserva di ulteriore proroga». L’estensione potrebbe essere possibile grazie al Recovery Fund, che per questa voce metterebbe a disposizione 30 miliardi di euro. Però, per ora ora si tratta solo di una proposta perché l’elenco vero e proprio dei progetti che il Governo vuole finanziare con i 209 miliardi del Fondo messo a disposizione da Bruxelles verrà presentato solo a gennaio.

CONFARTIGIANATO IMPRESE CONTRO I RINCARI FISCALI SUL GASOLIO
No, il diesel non si tocca. Sei associazioni di categoria, compresa Confartigianato Imprese, hanno contestato il progetto del Ministero dell’Ambiente: far diventare il diesel molto più caro della benzina. Scrive Panorama: «Oggi la benzina è disincentivata da una penalizzazione fiscale di 72,8 centesimi al litro, mentre il gasolio subisce un disincentivo di 61,7 centesimi al litro. Il Ministero dell’Ambiente intende annullare questa differenza non abbassando l’accisa sulla benzina bensì alzando quella sul gasolio, che alla fine costerà più della benzina». Le associazioni che tutelano gli interessi anche di quelle imprese che operano nei settori dell’autotrasporto, della logistica e del commercio di carburanti «denunciano l’imminente rincaro, l’ennesimo inasprimento delle tasse, stavolta camuffato con presunte motivazioni ambientali, delle quali si fatica a trovare il reale fondamento. E’ bene ricordare che le due aliquote diverse corrispondono a diversi impatti ambientali. Rispetto alla benzina, infatti, il gasolio (grazie anche alla crescente efficienza dei motori) consente di fare più chilometri con un litro e produce minori emissioni di Co2».

SE SALTA L’INTESA UE-LONDRA, L’ITALIA TREMA
Una Brexit con il “no deal” metterebbe a rischio il 30% del Made in Italy agroalimentare nel Regno Unito. Insomma, se il premier britannico Boris Johnson decidesse veramente di violare gli impegni presi sull’Irlanda del Nord nel trattato di “divorzio” con la Ue, scatenerebbe un vero disastro commerciale. L’Italia, per esempio: le sue esportazioni nel Regno Unito superano le importazioni. Scrive la Repubblica: «Nel 2019 abbiamo esportato 25 miliardi di euro contro i 10 dell’import. Nei primi 5 mesi del 2020, le nostre esportazioni in Gran Bretagna sono scese da 10,5 a 8,3 miliardi di euro. E caleranno ancora di più in caso di tariffe doganali attraverso la Manica». Di mezzo non c’è solo l’agroalimentare, ma anche le aziende dell’abbigliamento e gli autoveicoli: «Sono questi i settori italiani che esportano di più in Gran Bretagna. Per quanto riguarda l’agroalimentare, per esempio, il Paese di Boris Johnson occupa il quarto posto fra i partner commerciali con l’Italia dietro a Germania, Francia e Stati Uniti».

A MILANO NASCE L’ISOLA ARTIGIANA
Coordinato dal Distretto urbano del Comune di Milano, e in collaborazione con il Politecnico e Confartigianato, nasce il progetto “L’isola artigiana”, al quartiere Isola, per promuovere le piccole attività che animano il quartiere lontano dal clamore della città. Scrive il Giorno: «Accanto ai tradizionali falegnami, fabbri e calzolai si sono sviluppate attività nuove: c’è chi realizza mobili di legno riciclato o gioielli solidali. Le attività artigianali e commerciali verranno messe in rete tra loro e unite in una mappa cartacea digitale in italiano e in inglese, con app e schede per ogni artigiano, compete di foto e storie, a disposizione di turisti e milanesi che desiderano scoprire laboratori e negozi. La mappa verrà distribuita in alberghi, B&b e residence, mentre una bandiera segnaletica – realizzata dal Politecnico di Milano – indicherà le attività che fanno parte del progetto». Il Comune di Milano ha stanziato 20mila euro «da impiegare per la promozione delle attività artigianali e per il bookcrossing all’interno di un unico quartiere. Da qui l’esigenza di restaurare gli arredi urbani con scaffali e pedane realizzati in occasione dell’inaugurazione della fermata del Metro 5».

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