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Home Per metà delle Pmi la salvezza è online. Ma anche il Fintech recupera: più 51% nel 2019

Per metà delle Pmi la salvezza è online. Ma anche il Fintech recupera: più 51% nel 2019

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#Rassegnastampa

FINTECH: +51% NEL 2019
L’epidemia ha dato uno scossone a tante abitudini italiane, compresa quella del rapporto con banche e assicurazioni tradizionali e all’interesse – crescente – nei confronti del fintech. Sul Sole 24 Ore si legge che «l’innovazione in ambito finanziario sta conquistando sempre più la fiducia dei consumatori: sebbene il 55% degli italiani si rivolga ancora prima alla banca e poi alla compagnia assicurativa tradizionale, il tasso di chi adotta le soluzioni fintech è in crescita. Secondo l’EY FinTech Adoption Index, nel 2019 l’incremento è stato del 51%. Cresce anche il numero delle fintech: nel 2011 se ne contavano 11, mentre nel 2020 il numero è salito a 345. La maggior parte si trova in Lombardia (169) e sono caratterizzate da una forte presenza nel crowdfunding (71), seguito dalle startup che si occupano di data analytics, machine learning e artificial intelligence (35), da quelle che offrono pagamenti smart (34) e servizi di lending (30)». Però in Italia, rispetto agli Paesi europei, gli investimenti nel settore sono in netto ritardo: nel 2019 il nostro Paese ha attirato solo il 2% del capitale totale investito in fintech in Europa rispetto al 50% del Regno Unito e al 19% della Germania. Di recente il gap ha iniziato a ridursi, e questo grazie anche alle Pmi che «richiedono sempre più servizi flessibili ed efficienti da parte delle banche, facendo leva sull’offerta delle Fintech, mentre cybersecurity e cyber insurance diventeranno sempre più prioritarie a causa delle sfide e delle criticità legate alla trasformazione digitale.

FINANZA ALTERNATIVA: NELL’ERA-COVIND AVANZA IL FINTECH CHE FINANZIA LE PMI
L’interesse nei confronti del Fintech lo racconta anche Confartigianato Imprese Varese attraverso un approfondimento affidato a Fabio Bolognini, consulente finanziario e tra i soci fondatori di Workinvoice, la piattaforma web italiana per il trading di crediti commerciali. Il punto di partenza è questo: le imprese devono rendersi conto che la solidità finanziaria è un tema da non sottovalutare e che «la “compliance” è quello che serve in questo momento. Ma dobbiamo anche aggiungere che il sistema che in emergenza avrebbe dovuto portare fondi e liquidità, quello bancario, si è mosso in ritardo sia a livello di tempistica che di quantità dell’erogato. La prossimità è stata messa in discussione nel lockdown: chi, come il fintech, riesce a fare prossimità da distanza, ha lavorato bene. Per fare prossimità è bene innanzitutto che ci sia qualcuno che risponde quando lo chiami al telefono». Inoltre, negli ultimi 12 mesi il sistema bancario ha tolto 25 miliardi di ulteriore credito (così come fa dal 2011) soprattutto alle piccole imprese, mentre la finanza alternativa ne ha aggiunti 2». Insomma, un diverso modo di fare banca adatto anche alle Pmi perché veloce nelle operazioni e nei tempi di risposta. Qui il testo integrale dell’intervista: https://cutt.ly/sfFrLTK.

PER META’ DELLE PMI LA SALVEZZA E’ ONLINE
Nella rete corre non solo la finanza ma anche il business delle Pmi: il 31% di quelle operative su Facebook, ha realizzato oltre il 25% delle proprie vendite nell’ultimo mese. Perché, scrive il Sole 24 Ore, «c’è un 50% di italiani che, con la pandemia, ha incrementato le vendite online. E tra questi, il 60% ha iniziato ad acquistare da piccoli “negozi” e non solo dai grandi markeplace come Amazon». Nell’indagine “Future of Business” realizzata da Facebook con World Bank e Ocse sulle Pmi attive online in oltre 50 Paesi, c’è anche uno spaccato italiano: «Sebbene a luglio il 93% delle Pmi su Facebook ha dichiarato di essere operativa o impegnata in attività che generano reddito, il 66% afferma di aver subito un calo delle vendite su luglio dello scorso anno, il 27% di aver tagliato i dipendenti e per il 38% sarà il flusso di cassa la sfida più urgente. Tuttavia, il 31% delle Pmi operative su Facebook ha realizzato oltre il 25% delle vendite in digitale nell’ultimo mese; il 20% ha dichiarato che almeno metà del proprio business è stato realizzato sui canali digitali, mentre il 48% dei consumatori italiani ha incrementato gli acquisti online dalla pandemia (il dato più alto in Europa dopo il 59% del Regno Unito). Si è passati dal comprare elettronica e arredo ad alimenti, articoli per la casa e intrattenimento Tv».

REDDITO DI CITTADINANZA: IN PROVINCIA DI VARESE LO PERCEPISCONO IN 7.543
«In provincia di Varese sono 8.672 i nuclei famigliari che ad oggi percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza, una platea che conta ben 18.912 persone coinvolte», scrive Varesenews. La testata online aggiunge, poi, che «per l’esattezza si tratta di 7.543 nuclei familiari che ogni mese percepiscono in media 511 euro di reddito di cittadinanza e 1.129 che ricevono in media 224 euro di pensione di cittadinanza. Dall’aprile del 2019, ad oggi, in tutta la provincia sono state accolte 9.966 domande delle quali 1294 sono decadute e 1222 sono ancora in lavorazione. Mentre sono 5.565 quelle che sono state respinte». A livello nazionale, con il mese di agosto si registra un incremento dei nuclei beneficiari di Reddito/Pensione di Cittadinanza di oltre il 23% rispetto al corrispondente dato del mese di gennaio 2020 (1,304 milioni di famiglie contro 1,059 milioni del mese di gennaio) e un aumento del 20% del numero di persone coinvolte, che sono passate da 2,562 milioni di gennaio a 3,081 milioni registrate nel mese di agosto. In particolare, con riferimento al solo Reddito di Cittadinanza, l’incremento dei nuclei beneficiari è stato di oltre il 25%, con un aumento del 21% del numero di persone coinvolte, sempre rispetto al mese di gennaio 2020.

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